Curriculum da ristorazione
Il primo passo per creare un buon curriculum da ristorazione è includere i requisiti richiesti, descrivendo ogni informazione in modo chiaro e suddividendo il tutto in sezioni ben organizzate. Ma è indispensabile anche far emergere chi sei e valorizzare al massimo ogni aspetto del tuo percorso funzionale al ruolo. In questo articolo, vediamo punto per punto come fare.
Puoi avere tutta l'esperienza del mondo, ogni singola competenza richiesta, la motivazione più forte, ma se il tuo curriculum da ristorazione non lo dimostra, sarà come se non le avessi. Un buon CV riesce a mettere in primo piano ciò che conta per quel ruolo, creando un filo logico tra ciò che sai fare nel settore ospitalità e ciò che vuoi ottenere. Chi lo legge deve capirlo in pochi secondi. Deve persuadere e incuriosire dando al contempo dati precisi e verificabili. E molto altro. Diciamolo, non è facile. Ma la buona notizia è che con i consigli e gli strumenti giusti chiunque può farlo, e in qualsiasi punto del percorso professionale si trovi. Ecco come.
Sezioni principali del curriculum da ristorazione
Per essere efficace, un CV da ristorazione deve presentare le informazioni essenziali in modo chiaro, coerente e ben strutturato. Il modo migliore per farlo è organizzarle in sezioni distinte, così da guidare chi legge in un percorso di lettura razionale e scorrevole.
Hai poche esperienze lavorative perché hai concluso da poco la scuola superiore o l'università? Allora il tuo curriculum da ristorazione darà spazio soprattutto, nell'ordine, alla formazione, alle competenze e alle esperienze di stage, volontariato e hobby - purché funzionali al ruolo che ti interessa. Se la sezione di esperienze professionali è poco 'guarnita', non è il caso di preoccuparsi: in un curriculum da ristorazione per posizioni junior, i recruiter si aspettano di trovare altro, come appunto dettagli sul percorso formativo, skill idonee, esperienze di altro tipo.
Se hai qualche anno di esperienza e vuoi candidarti per una posizione mid-level, il tuo curriculum da ristorazione presenterà un insieme di sezioni armonicamente bilanciate. In teoria, darà spazio pressoché equivalente a esperienze lavorative, competenze e formazione. A volte un curriculum da ristorazione mid-career può includere sezioni aggiuntive, ma solo se apportano un reale valore al profilo. In caso contrario, meglio mantenere il focus su esperienze e competenze centrali.
Il curriculum da ristorazione di chi ha tanti anni di lavoro alle spalle pone al centro le esperienze professionali, che hanno il peso e lo spazio più significativi, e richiede la capacità di tagliare tutto il superfluo. Il percorso formativo è generalmente lontano nel tempo e descritto in breve, se il curriculum da ristorazione è quello di un profilo senior. Le informazioni facoltative non sono necessarie.
L'importante è che ogni sezione sia organizzata con precisione e contenga i dati utili per la valutazione del candidato. Le sezioni principali del CV sono quelle che troverai qui di seguito.
Intestazione
Che cos'è che distingue inequivocabilmente l'identità di ciascuno? I dati personali. Nell'intestazione di un curriculum da ristorazione bastano quelli di contatto, così che i recruiter possano evenutalmente ricontattarti: nome, cognome, indirizzo email, numero di telefono e, a tua discrezione, indirizzo o città e paese di residenza. Ricorda di usare un'email che comunichi professionalità: composta da nome e cognome (niente nickname, abbreviazioni ironiche e simili). Anche se non è obbligatorio, aggiungere un link a LinkedIn è una buona idea, perché aiuta i selezionatori a capire meglio chi sei e qual è la tua rete professionale.
Può sembrare scontato ma non lo è: rileggi bene. Basta un refuso - un numero al posto di un altro nel numero di telefono, un punto in più nell'email - per impedire ai selezionatori di comunicare con il candidato.
Daniele Ferretti
daniele-ferretti@example.com
(111) 222 33 444 55
Via Alessandro Manzoni 20, 20121 Milano
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Profilo professionale
I recruiter vogliono individuare subito le qualità di rilievo del candidato: per questo c'è il profilo professionale, e cioè la sezione che presenta le caratteristiche più importanti del tuo curriculum da ristorazione. Il profilo non occupa più di un breve paragrafo (poche righe): quanto basta a esporre competenze o esperienze chiave, oppure obiettivi raggiunti e, perché no, obiettivi futuri.
Per essere efficace, il profilo deve essere sintetico e incisivo: un vero e proprio esercizio di personal branding. Anche se è all'inizio del curriculum, il consiglio è di scriverlo per ultimo.
In un buon CV da ristorazione, il profilo mette in luce gli aspetti più rilevanti e utili del tuo percorso, presentati con chiarezza, efficacia e un tono capace di convincere senza esagerare. È importante che il contenuto sia coerente con il resto del curriculum, così da rafforzare la tua credibilità e suscitare interesse. Di seguito, un profilo che può a buon diritto aprire il CV.
Esempio incisivo
Laurea Triennale in Scienze Gastronomiche ed esperienza come cameriere di sala in ristoranti stellati. Comprovato aumento della soddisfazione clienti (+15%) grazie a servizio personalizzato. Garantisco efficienza e cura del dettaglio.
Esempio meno riuscito (da migliorare)
Laurea Triennale in Scienze e Tecnologie Alimentari e consolidato percorso operativo in ambito ospitalità, focalizzato sull’ottimizzazione della percezione qualitativa tramite approcci mirati all’utenza e sulla gestione puntuale dei processi.
Qui sopra, un profilo che non presenta al meglio il candidato. Il profilo di un addetto alla ristorazione risulta poco efficace quando si dilunga troppo, ripete concetti già espressi o resta sul generico. In questi casi, finisce per diventare una copia sbiadita del curriculum completo, povera di elementi davvero rilevanti. Invece di incuriosire, rischia di generare confusione e spegnere l’attenzione.
Esperienza lavorativa
In un buon curriculum da ristorazione, come in ogni CV, la sezione delle esperienze professionali ha un ruolo centrale e come tale va curata con grande attenzione. Prima regola: selezionare soltanto i dati di rilievo e riportarli in modo immediatamente comprensibile. In genere, e soprattutto se le esperienze sono molte, è consigliato disporle in ordine cronologico inverso, e cioè dalla più alla meno recente. In secondo luogo, si raccomanda di inserire soltanto quelle funzionali alla candidatura (e quindi pertinenti al settore ospitalità): lo spazio nel CV è poco e prezioso, ed è imperativo usarlo bene. Infine, devono essere sempre aggiornate al presente.
Per fornire ai recruiter un quadro chiaro e completo di ciò che hai fatto e del contributo che hai dato nelle diverse esperienze lavorative, indica per ciascuna il nome dell’organizzazione o azienda, la durata della collaborazione e descrivi con precisione ruoli, mansioni, obiettivi raggiunti. Così verrà fuori l'identikit professionale di un addetto alla ristorazione a cui non manca niente per iniziare il nuovo impiego.
Informazioni organizzate in elenchi puntati, mansioni coerenti con il ruolo (prendere ordini, preparare piatti, servire clienti, ecc.) e obiettivi raggiunti messi opportunamente in evidenza, completi di dati quantitavi per dimostrare i risultati concreti: una sezione esperienze lavorative ben fatta si presenta così, ed è il miglior biglietto da visita di un addetto alla ristorazione serio e motivato. Qui di seguito, una sezione esperienze professionali fatta bene.
Esempio incisivo
Cameriere di sala, gennaio 2023 - oggi
Osteria del Borgo Antico, Milano
- Ho gestito un servizio di 120 coperti giornalieri mantenendo un tempo medio di servizio inferiore a 5 minuti.
- Mi sono occupato di coordinare un team di 6 camerieri raggiungendo un tasso di soddisfazione clienti del 98%.
- Ho incrementato del 20% il fatturato con la gestione di 4 serate degustazione per 30 clienti settimanali in eventi privati.
Esempio meno riuscito (da migliorare)
Cameriere di sala, gennaio 2023 - oggi
Osteria del Borgo Antico, Milano
- Ho gestito il servizio in sala con costante attenzione alla soddisfazione della clientela.
- Mi sono occupato di coordinamento del personale di sala e relazioni con la clientela.
- Ho gestito l’organizzazione delle attività di sala e il rispetto delle procedure interne.
Qui sopra, una sezione esperienze professionali meno efficace. Se le informazioni sono troppe e prive di un ordine logico, oppure troppo poche e senza elementi significativi, la sezione esperienze professionali perde efficacia: stai compilando una lista troppo fitta di dati o, al contrario, troppo scarna, senza evidenziare ruoli, compiti o risultati concreti? Rischierai di lasciare un'impressione confusa e approssimativa.
Formazione
La sezione formazione del curriculum da ristorazione mostra le tappe dei tuoi studi.
Non hai bisogno della laurea per ottenere un lavoro come addetto alla ristorazione: questa sezione, quindi, può essere snella. Inserisci solo diploma e certificazioni o corsi che dimostrano abilità pertinenti (pulizia e sanificazione attrezzature, conoscenza normative HACCP, preparazione piatti caldi e freddi, ecc.).
La cosa più importante, come sempre, è includere tutte le informazioni che specificano 'cosa', 'dove', 'quando' (chi legge non può dedurre ciò che non è esplicitato!). Come occorre fare per le esperienze di lavoro, anche per quelle formative bisogna essere precisi. In questo caso, i recruiter si aspettano di trovare nome e tipo di istituto, anno in cui hai conseguito il titolo, esito (e cioè il voto conclusivo).
Se sei all’inizio del percorso professionale, conviene valorizzare la sezione con altri dettagli, per esempio i titoli dei corsi o dei progetti seguìti più pertinenti rispetto al ruolo. I professionisti mid-level o senior, invece, possono mantenere un approccio più essenziale. Chiarezza e ordine restano fondamentali in ciascuno dei casi.
Laurea Triennale in Scienze Gastronomiche, 2018 - 2021
Università degli Studi di Roma "La Sapienza", Roma
Competenze
Nel curriculum di un addetto alla ristorazione sono in genere richieste competenze ad hoc (gestione sistemi POS, gestione dello stress, preparazione piatti caldi e freddiecc.). Evidenziarle nel modo giusto aumenta l’impatto del CV. A patto che la sezione delle competenze sia strutturata in modo chiaro e pertinente al settore ospitalità. Come fare? Ecco qualche suggerimento pratico.
Competenze tecniche (hard skill)
Con il termine inglese hard skill, usatissimo anche in italiano, si indicano competenze tecniche legate a un ambito specifico, che trovano applicazione solo in quel contesto. Di solito, sono tra i requisiti richiesti esplicitamente negli annunci di lavoro. Le hard skill sono tra gli elementi che contribuiscono maggiormente a delineare il profilo professionale, proprio perché dimostrano una preparazione tecnica. Anche se l’elenco è breve, ai recruiter non passerà inosservato: ciò che conta è spiegare bene che cosa conosci e sai fare. Un altro aspetto importante è il livello di padronanza, che nel caso delle hard skill si può spesso misurare con precisione, per esempio con test standardizzati o prove ad hoc, i cui risultati vanno inclusi nel CV.
Quando compili il curriculum da ristorazione, chiediti quali competenze tecniche siano effettivamente utili per il ruolo. Parti da quelle più pertinenti e disponile in modo che emergano subito: prima le più rilevanti o, se equivalenti, quelle che conosci meglio.
A un addetto alla ristorazione possono servire le seguenti competenze tecniche.
- Conoscenza normative HACCP
- Gestione sistemi POS
- Preparazione piatti caldi e freddi
Competenze personali (soft skill)
Le competenze trasversali, in inglese soft skill, più comunemente note come competenze personali, sono capacità utili nei più vari contesti lavorativi, anche molto diversi tra loro. Per questo si definiscono anche trasferibili, proprio perché applicabili a tanti ambiti differenti (settore ospitalità incluso). Che si tratti di comunicazione efficace o attenzione al dettaglio, il consiglio è di inserirle nella sezione competenze del curriculum da ristorazione, così che siano ben visibili. I rectruiter tendono ad apprezzarle parecchio.
Se hai un profilo mid-level o senior nel settore ospitalità, le soft skill andrebbero selezionate con cura: ha senso inserire solo quelle fondamentali per la posizione. Se cerchi un impiego da junior va bene riservare a queste competenze un po' più di spazio, che probabilmente non manca, se le esperienze lavorative sono ancora poche. Anche se le competenze personali non sempre possono essere misurate con precisione, è di prassi fornire comunque una stima del livello di competenza.
Per il ruolo di addetto alla ristorazione, possono servire le seguenti competenze trasversali.
- Orientamento al cliente
- Gestione dello stress
- Attenzione al dettaglio
Competenze linguistiche
Le competenze linguistiche indicano la conoscenza delle lingue straniere: in un mondo, e in un mercato del lavoro, sempre più globalizzati, devono sempre trovare spazio nel CV. Ogni lingua deve essere accompagnata dal livello di padronanza, per far capire a chi legge quanto e come la conosci. Segnala anche qual è la tua lingua nativa (che non è da dare per scontata). E dedica a tutte queste informazioni una sezione apposita.
Il modo più semplice è usare la progressione valutativa classica: base, intermedio, avanzato. Non è il massimo della precisione ma è comprensibile. Per esempio:
- Inglese - avanzato
- Spagnolo - intermedio
- Francese - base
Un modo più rigoroso è ricorrere ai punteggi dei test standardizzati, come il TOEFL per l'inglese, o a sistemi valutativi riconosciuti internazionalmente, come il Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (QCER), che stabilisce sei livelli di competenza, dal più basico (A1) al più avanzato (C2). Per esempio:
- A1: Livello base
- A2: Livello elementare
- B1: Livello intermedio
- B2: Livello intermedio superiore
- C1: Livello avanzato
- C2: Livello di padronanza
Corsi, certificazioni, attestati
Se hai acquisito una specifica competenza al di fuori della scuola superiore o dell'università, utile al ruolo per cui ti stai candidando, è bene che recruiter e datori di lavoro lo sappiano. Per questo indicare corsi, certificazioni e attestati nel curriculum può essere utile. Anche nel tuo CV da ristorazione. Nel mercato del lavoro di oggi sono richiesti formazione e aggiornamento continui in pressoché ogni settore. Le certificazioni dimostrano la capacità di stare al passo con i tempi. Spesso indicano competenze pratiche, che i corsi di studi tradizionali, più teorici, potrebbero non aver fornito. In alcuni casi possono essere fondamentali per fare un avanzamento di carriera o aprire strade professionali nuove.
L'importante, quando si tratta di indicare certificazioni e attestati, è selezionare quelli realmente richiesti nel settore ospitalità e specificare con precisione l'ente che le ha rilasciate, le modalità di svolgimento del corso, l'anno di conseguimento.
Di seguito alcune certificazioni che possono servire a un addetto alla ristorazione.
- Corso HACCP base, 2023
- Corso primo soccorso, 2023
- Abilitazione somministrazione alimenti, 2023
La parola all'esperto:
Per attirare l’attenzione nei primi istanti di lettura, è essenziale che il CV sia adattato ai requisiti indicati nell'annuncio di lavoro: lo consiglia anche l’Università Cattolica. (1)
Sezioni opzionali
In un CV ben fatto, lo spazio non è solo una questione di righe: è un’opportunità. Una volta sistemate le sezioni fondamentali del tuo curriculum da ristorazione, puoi pensare alle sezioni opzionali. Si tratta di elementi extra, che devono trovare spazio soltanto se pertinenti, e cioè se aggiungono informazioni che valorizzano il profilo. Sei all'inizio del tuo percorso professionale? Probabilmente serviranno. Se invece hai un CV da ristorazione senior, proabilmente non serviranno.
Hobby e interessi
Un elemento in più per distinguersi e personalizzare il curriculum: la sezione hobby e interessi può raccontare aspetti della personalità che non emergono altrove. Spesso è usata da chi è a inizio percorso nel settore ospitalità, e a volte anche da profili più esperti, a patto che gli interessi siano sensati. Per trovare spazio nel curriculum da ristorazione, l'attività indicata deve presupporre una competenza pertinente al ruolo per cui ti candidi oppure segnalare un tratto della tua personalità, sempre funzionale al ruolo, che non emerge dal resto del curriculum - idealmente, entrambe le cose.
Premi e riconoscimenti
Se il tuo percorso formativo o professionale comprende riconoscimenti o premi, includerli nel tuo curriculum da ristorazione è un'ottima idea. Jobseeker consente di creare una sezione apposita anche per questo. Per essere efficace, il premio o riconoscimento deve essere noto a livello internazionale, nazionale o regionale, a seconda del tipo di candidatura e degli obiettivi che hai. In ogni caso è sempre buona norma specificare e contestualizzare, e cioè fornire tutti i dati necessari a renderne evidente l'importanza (in che cosa consiste, quando è stato conferito, da chi, ecc.).
Volontariato
Chi svolge con dedizione attività di volontariato sviluppa in genere abilità utili anche sul piano lavorativo. Se è così, perché non inserire una sezione per il volontariato nel CV? Le competenze rilevanti per il ruolo che cerchi devono sempre essere valorizzate, anche se non acquisite in ambito professionale propriamente detto. Per evidenziarle con efficacia nel tuo curriculum da ristorazione, specifica ente, ruolo, compiti portati a termine, risultati, come faresti per una qualsiasi esperienza lavorativa.
Referenze
Le referenze nel curriculum sono persone, con le quali hai lavorato, che possono parlare delle tue competenze e della tua esperienza. Si tratta in sostanza di testimoni della tua affidabilità professionale. Possono essere ex datori di lavoro, colleghi senior, supervisori oppure docenti, nei CV di studenti e neolaureati. Di prassi, le referenze si condividono soltanto previa richiesta da parte dell’azienda, che in tal caso lo segnalerà in fase di selezione. Ne bastano poche (mai più di tre), purché complete di nome e cognome, azienda, ruolo e contatti (email o telefono). Nel tuo curriculum da ristorazione, nel frattempo, puoi inserire una frase come "Le referenze saranno fornite su richiesta".
Dati alla mano
Chi leggerà per primo il tuo curriculum? Con buone probabilità, un software. Oltre il 75% dei recruiter usa infatti gli ATS per la prima selezione dei CV in arrivo. I parametri che fanno da filtro sono in genere livello di esperienza, competenze tecniche, ruoli assunti in precedenza. (2)
Quali parole usare in un curriculum da ristorazione davvero efficace?
In un curriculum ogni singola parola ha un peso. Per indurre un recruiter a proseguire la lettura, servono scelte linguistiche mirate. Ma quali sono termini e frasi da inserire nel curriculum? Chi legge decine, anzi centinaia, di CV ha bisogno di poter individuare subito dati concreti e informazioni precise. Usa costruzioni sintetiche e scegli preferibilmente costruzioni attive, verbi che indicano azioni concrete, dati di quantità.
- Accogliere clienti
- Preparare alimenti
- Servire piatti
- Gestire ordini
- Coordinare turni
- Mantenere ordine
- Comunicare efficacemente
- Organizzare spazi
- Controllare scorte
- Elaborare menu
Esempio di curriculum da ristorazione
Immagina un curriculum da ristorazione con tutte le caratteristiche giuste per avanzare nella candidatura. Come quello che vedi qui:
Via Alessandro Manzoni 20, 20121 Milano
•
daniele-ferretti@example.com
•
(111) 222 33 444 55
•
https://linkedin․com/in/daniele–ferretti–123
Laurea Triennale in Scienze Gastronomiche, lavoro come addetto al catering per cerimonie private e grandi eventi. Conoscenza e applicazione degli standard HACCP. Incremento del tasso di soddisfazione clienti superiore al 15%.
Cameriere di sala
2023
-2026
Osteria del Sole S.r.l. (Roma)
- Ho gestito il servizio in sala per eventi aziendali con oltre 200 coperti e ho assicurato tempi di servizio medi inferiori a 15 minuti per portata.
- Mi sono occupato di incrementare del 25% il fatturato mensile del ristorante grazie a tecniche di up-selling e abbinamenti cibo-vino mirati.
- Ho coordinato un team di 5 camerieri e ho raggiunto un tasso di soddisfazione clienti del 95% su 600 questionari di gradimento.
Laurea Triennale in Scienze Gastronomiche
2018
-2021
Università degli Studi di Milano (Milano)
Conoscenza normative HACCP
Gestione sistemi POS
Preparazione piatti caldi e freddi
Orientamento al cliente
Gestione dello stress
Attenzione al dettaglio
Corso HACCP base
Corso primo soccorso
Italiano - Madrelingua
Inglese - Avanzato
Che aspetto ha un curriculum davvero professionale? Quali sono il layout e i colori più efficaci per attrarre l'attenzione di recruiter e datori di lavoro? Per averne un'idea, guarda i nostri esempi di curriculum e prendi ispirazione.
Consigli da seguire ed errori da evitare per un perfetto curriculum da ristorazione
Che cosa fare
- Personalizza il curriculum in base alla candidatura. Metti in evidenza esperienze e competenze pertinenti al ruolo.
- Usa verbi d'azione per descrivere responsabilità e mansioni (per es., "accogliere clienti", "preparare alimenti", "servire piatti").
- Inizia con una presentazione accattivante, così che il tuo curriculum da ristorazione colpisca subito l'attenzione di chi legge.
- Opta per modelli di CV ordinati e ben organizzati, per presentare al meglio i contenuti.
- Inserisci dei dati quantitativi per descrivere gli obiettivi raggiunti (per es. "Aumento delle vendite del 30% in 6 mesi").
Che cosa non fare
- Mai inserire dati personali a rischio di bias: oltre a occupare spazio utile, possono essere penalizzanti.
- Non mentire e non esagerare per apparire migliore: la verità viene sempre a galla.
- Evita la sintassi passiva: le frasi attive sono più adeguate a comunicare dinamismo e proattività.
- Evita di usare un’email diversa dal tuo nome e cognome veri: è l'unica adeguata al contesto lavorativo.
- Mai dare spazio a esperienze non pertinenti al ruolo per cui ti candidi.
Con i modelli di CV e i modelli di lettera di presentazione di Jobseeker puoi aggiungere e togliere le diverse sezioni in un click senza dover rifare tutto da capo. Per creare lettere e CV su misura per il tuo profilo e per la candidatura che ti interessa.
Curriculum ATS-friendly? Ecco come fare
Si chiamano, per esteso, Applicant Tracking System, in acronimo ATS, e servono per automatizzare la gestione delle candidature. Aiutano le grandi aziende a gestire la prima selezione, quando arrivano migliaia di CV. Per decidere se far passare o meno un CV, gli ATS cercano determinate parole chiave: quelle che caratterizzano il ruolo e che, in genere, sono usate anche nell'annuncio di lavoro per descrivere le principali mansioni e competenze di un addetto alla ristorazione.
Ma come si fa un curriculum a prova di ATS? Seguendo i consigli qui sotto.
- Cerca le parole chiave che caratterizzano il ruolo per cui ti stai candidando, a partire da quelle usate nell'annuncio di lavoro.
- Distribuisci le keyword nel tuo curriculum da ristorazione in posizioni di rilievo, come titoletti o parti di testo in bold.
- Terzo step: attenzione agli eccessi di acronimi e sigle. Gli ATS potrebbero non riuscire a decodificarli.
- Tabelle e grafici possono compromettere la lettura degli ATS: meglio limitarne l'uso.
- Prima di inviare il CV, salvalo in .pdf, che con gli ATS è compatibile.
Con Jobseeker, puoi creare un curriculum da ristorazione ATS-friendly, scegliere tra tantissimi modelli di curriculum diversi, modificare e aggiornare template e contenuti in un click.
Se ti stai chiedendo come sia fatto un CV adatto al tuo settore professionale e ordinatamente suddiviso nelle sezioni standard, dai subito un'occhiata ai nostri curriculum vitae.
Le domande più frequenti sul curriculum da ristorazione
La lettera di presentazione non è solo un accessorio, bensì un complemento essenziale del CV. Consente di evidenziare aspetti del profilo che diversamente rimarrebbero invisibili e di mostrare le motivazioni profonde, facendo emergere gli elementi distintivi di ciascun candidato.
Chi sei e perché sei la persona giusta per quel lavoro? La lettera deve rispondere a queste domande in una paginetta. A tale fine servono un’apertura chiara, un cuore centrale che spiega cosa puoi offrire e una chiusura che lasci il segno - con paragrafi ordinati sia nella forma che nel contenuto.
Due errori comuni (ma molto penalizzanti)? Scrivere una lettera troppo lunga e usare uno stile grafico diverso da quello del curriculum. Lettera e CV devono risultare come un insieme armonico ed equilibrato.
Addesso non ti resta che prendere ispirazione dagli esempi di lettera di presentazione di Jobseeker, creati secondo le linee guida degli esperti di settore.
Se sei un addetto alla ristorazione senza esperienza professionale, focalizza l'attenzione su tutto il resto (purché sia funzionale alla candidatura, ovviamente): formazione, competenze, ma anche esperienze extra-curricolari o attività di volontariato e hobby.
Il modello di CV più utile a questo scopo? Il formato funzionale, perché consente di dare rilievo alle informazioni che ritieni più importanti anziché alla cronologia, che nel caso dei candidati junior è tendenzialmente poco agevolante. Così puoi mettere in primo piano stage, corsi all'estero, premi e riconoscimenti, e tutto ciò che spicca nel tuo percorso.
Infine, un curriculum junior efficace non può trascurare le soft skill (quali sono le tue?) e soprattutto la motivazione e l'energia che caratterizzano i beginners: con misura e autenticità, fai in modo che emergano.
Il titolo di un curriculum da ristorazione fatto a regola d'arte è una sintesi semplice ed efficace di chi sei e di che cosa fai. A differenza di quanto si potrebbe pensare, bastano pochissime parole per farlo. Anzi, è d'obbligo usarne poche.
Gli aggettivi servono a specificare meglio, a rendere più ricche di sfumature le parole, ma in un curriculum bisogna sempre fare i conti con l'essenziale. Nel caso del titolo, il consiglio è di inserire il ruolo accompagnato da una o due parole chiave.
Scegliendo le proverbiali 'poche parole ma buone', il titolo contribuirà anche a superare la lettura da parte degli ATS, che prediligono chiarezza e coerenza.
Qui sotto, tre esempi di titolo che si differenziano in base ai livelli di esperienza.
- Addetto catering junior, puntuale e affidabile
- Addetto catering specializzato in grandi eventi
- Addetto catering senior con referenze
Il formato perfetto per tutti è un falso mito. In realtà ogni modello di CV (funzionale, cronologico, misto, creativo, generico) risponde a esigenze diverse. Non si tratta di scegliere il più trendy, ma il più adatto al tuo percorso e a dove vuoi arrivare.
La scelta del miglior modello di CV dipende da due elementi fondamentali. Il primo è il livello di esperienza: se sei un addetto alla ristorazione con tanti anni di lavoro alle spalle, avrai probabilmente bisogno di un curriculum di due pagine molto strutturato, mentre i candidati junior possono limitarsi a modelli di una sola pagina.
Un altro fondamentale criterio è dove ti stai candidando. Alcuni settori apprezzano l’ordine e la tradizione; altri cercano originalità e personalità. La regola è semplice: scegli un modello di CV adatto al ruolo e all’ambiente professionale a cui ti rivolgi.
Superare la selezione con il tuo curriculum da ristorazione: la soluzione c'è
In un curriculum da ristorazione ben fatto la leggibilità è tutto. Testo e impaginato devono essere suddivisi in blocchi chiari, con intestazioni evidenti e bullet points, per un uso intelligente dello spazio. Sul fronte del 'che cosa dire', la domanda da porsi è: sto scrivendo per raccontare tutto ciò che ho fatto… o solo ciò che serve davvero per ottenere il lavoro? L'approccio giusto è il secondo: riserva al CV le informazioni rilevanti, non altre, supportandole con dati concreti.
Infine, ricorda di adattare il CV alla candididatura, esplicitando con sincerità la tua motivazione, e scegli strumenti ad hoc, come quelli di Jobseeker, per risparmiare tempo e concentrarti esclusivamente su ciò che conta (ottenere colloquio e lavoro!).
Fonti:
- Università Cattolica del Sacro Cuore, Curriculum Vitae and Covering Letter
- Jobseeker, Trend e statistiche dal mondo delle Risorse Umane
Stupisci i datori di lavoro con il tuo CV
Una guida step by step per creare un curriculum vitae professionale in pochi minuti.
