Esperienze Lavorative CV: Guida Completa 2026
Scritto da Sara Reale, Autrice • Ultimo aggiornamento 12 gennaio 2026

Esperienze lavorative nel CV: guida pratica per renderle efficaci

Dietro ogni esperienza lavorativa c’è molto più di un ruolo o di una data: ci sono scelte, sfide, risultati, crescita. Tutte informazioni preziosissime per i recruiter, che il tuo CV deve presentare nel modo più efficace possibile. In questa guida troverai ciò che serve per farlo: consigli specifici, esempi reali, nonché strumenti pratici da usare subito.

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Perché le esperienze lavorative contano (tanto)

Curriculum esperienze lavorative: da che parte cominciare? È ovvio che nel ‘biglietto da visita’ per eccellenza che è il CV l’esperienza lavorativa/professionale conta. Quanto? Parecchio, considerando che l'82,6% dei recruiter guarda (1), per prima cosa, proprio questa sezione. Bisogna quindi strutturarla in modo efficace, così che ‘agganci’ subito chi legge alla pagina, invogliando a proseguire.

In questo articolo vedremo:

  • quali sono gli elementi che non possono mancare nella sezione 'esperienze lavorative' del CV;
  • come presentarli con chiarezza e precisione con le parole e il layout giusti;
  • come rendere il testo semplice da leggere e al contempo concreto e credibile;
  • come adattare i contenuti in base all'esperienza (un neolaureato al primo impiego avrà punti di forza e obiettivi diversi da quelli di un professionista di lungo corso).

Ma non solo. Vedremo anche quali sono gli errori da non fare, una serie di esempi per diversi settori e ruoli, e qualche ‘trucco’ per ultimare il lavoro. Insomma, imparerai tutto ciò che serve per creare una sezione esperienze lavorative a prova di recruiter. Cominciamo!

Che cosa includere nella sezione esperienze lavorative del CV

Che tu sia all'inizio del percorso o con tanti anni di esperienza alle spalle, la descrizione dei lavori che hai fatto deve essere completa, e cioè includere i seguenti elementi.

  • Ruolo: da inserire in bold o in maiuscoletto come primo elemento.
  • Nome proprio dell'ente, organizzazione o azienda per la quale hai lavorato.
  • Luogo: indica la città in cui hai svolto il lavoro ed eventualmente il paese, se diverso dall'Italia (l’indirizzo non è necessario).
  • Date di inizio e fine della collaborazione: se la durata dell'incarico è stata lunga, è sufficiente indicare gli anni (per esempio 2020-2025); se è stata breve indica anche i mesi (gen.-mag. 2025).
  • Descrizione delle mansioni svolte: sotto forma di elenco puntato, usando frasi sintetiche.
  • Risultati ottenuti e competenze acquisite: sempre sotto forma di elenco puntato, specificando dati quantitativi se disponibili (per esempio numeri o percentuali di aumento del fatturato o delle vendite, dei clienti/pazienti/turisti gestiti, dei follower acquisiti ecc.).

Includendo questi elementi chiave, i recruiter potranno individuare a colpo d'occhio le informazioni più importanti. L'obiettivo è prensentarle con chiarezza, sintesi e struttura. Per questo conviene seguire l'ordine proposto: così ogni dato sarà disposto in sequenza logica, senza nessun rischio di dimenticare qualche pezzo.

Insegnante di francese

Scuola di lingue 'Universo Mondo', Bologna

2021

-

2026

  • Progettazione e conduzione di lezioni di francese per adulti (livello A1-B2), in presenza e da remoto, per classi da 10.
  • Preparazione materiali didattici personalizzati e risorse multimediali interattive.
  • Aumento medio del 25% nelle votazioni dei test finali.

Quale formato scegliere per la sezione esperienze lavorative del CV?

L'ordine delle esperienze professionali nel curriculum è importante. Quello degli elementi che compongono la singola esperienza lavorativa, come abbiamo appena visto, è decisivo per orientare la lettura dei recruiter. Ma anche l'ordine in cui vengono disposte le diverse esperienze ha un peso. Su questo fronte, è il formato del CV a fare la differenza. Le opzioni sono tre.

  • Formato cronologico classico: elenca le esperienze dalla meno recente alla più recente.
  • Formato cronologico inverso: elenca le esperienze dalla più recente alla meno recente.
  • Formato funzionale: elenca le esperienze in base alle competenze acquisite, raggruppandole per aree tematiche o funzioni svolte.

Quale scegliere? Per rispondere a questa domanda, dobbiamo prima di tutto mettere in chiaro che il 94,5% dei selezionatori predilige l’ordine cronologico inverso (1).

La ragione è comprensibile: ai recruiter interessa sapere che cosa sai fare adesso, e vedere per primi i ruoli attuali agevola il compito. Si tratta anche del formato più utile a evidenziare la coerenza del profilo rispetto alla candidatura e la progressione di compentenze e responsabilità. È l'ideale per i curriculum con tante esperienze lavorative, tutte coerenti o in gran parte coerenti tra loro.

Detto questo, l'ordine cronologico semplice o classico va altrettanto bene se le esperienze professionali sono poche, nel qual caso iniziare dalla più lontana nel tempo alla più vicina, o viceversa, è pressoché indifferente.

Pe quanto riguarda il formato funzionale, non bisogna sottovalutare che è utile se hai poche esperienze nell'ambito della candidatura o se il tuo percorso non è stato lineare (perché presenta delle interruzioni, o gap, oppure perché hai ricoperto mansioni molto diverse tra loro: circostanze tutt'altro che rare, anzi, sempre più frequenti negli ultimi anni).

Sai qual è il formato adatto al tuo profilo ma non sai, concretamente, come impostarlo? Prova con i nostri modelli di curriculum vitae. Sono così semplici da usare che non potrai fare a meno di dare un'occhiata anche ai modelli di lettera di presentazione (che tra l'altro sono sempre da abbinare al CV).

Come rendere le esperienze lavorative efficaci

Fin qui abbiamo visto le basi per impostare correttamente la sezione esperienze professionali del CV. Ora vediamo come renderle davvero efficaci.

1. Sintesi e chiarezza

Non è una leggenda metropolitana: gli addetti alla selezione del personale hanno veramente pochissimo tempo per leggere i CV. Ergo: frasi brevi, informazioni essenziali, descrizioni mirate e dritte al punto. Così eviterai l'effetto 'muro di testo' e renderai più scorrevole la lettura.

2. Verbi d'azione e vocabolario specifico

Evita formule generiche, ripetizioni, 'parole vuote'. Ovunque sia possibile, usa il vocabolario di settore. Il che non significa riempire il testo di termini o sigle incomprensibili (anche questi, da evitare accuratamente), bensì scegliere verbi che descrivono azioni ben precise e parole chiave pertinenti.

3. Risultati misurabili

Aspetto che molto spesso i candidati non tengono presente: ciò che conta di più nel lavoro che hai svolto sono i risultati che hai ottenuto, di qualunque professione si tratti e in qualsiasi ruolo.

Per evidenziarli, la strategia migliore è usare dati quantitativi: 'riduzione dei tempi di consegna del 15% in 3 mesi', 'a parità di investimento in adv, aumento del tasso di engagement del 20%'.

Attenzione però: i dati devono essere reali e opportunamente contestualizzati, altrimenti faranno l'effetto opposto (fumo negli occhi: niente di peggio!)

4. Parole chiave per ottimizzazione ATS

Molti CV vengono letti prima da appositi software (gli Applicant Tracking System), che scansionano il documento alla ricerca di determinate keyword. Si tratta in genere delle stesse parole chiave presenti nell'annuncio di lavoro: ruolo, titoli, competenze richieste. È imperativo inserirle anche nella sezione esperienze lavorative, per un CV a prova di ATS.

Ingegnere gestionale

LogistiX Srl, Genova

2016

-

2026

  • Analisi e implementazione dei processi produttivi del reparto export EMEA.
  • Monitoraggio del flusso di lavoro e dei costi operativi di team internazionali da 15 a 35 impiegati.
  • Introduzione di software gestionali (SAP, Asana) e formazione del personale coinvolto.
  • Risparmio annuo certificato da 35.000 a 150.000 euro nell'arco del primo triennio.

Esempi di esperienze lavorative per curriculum

Non hai ancora le idee chiare su come mettere insieme i suggerimenti letti fin qui? Con qualche esempio pratico sarà tutto più facile. Di seguito, ti proponiamo diversi esempi di curriculum da cui prendere spunto, suddivisi per livello di esperienza.

Hai visto in quanti modi le esperienze lavorative possono essere presentate efficacemente, a seconda degli anni di esperienza, del ruolo, del settore professionale?

Se vuoi avere un'idea di come cambia anche la cover letter, guarda i nostri esempi di lettera di presentazione: ne troverai uno per ogni ruolo e livello di esperienza.

Errori comuni da evitare

Sapere che cosa fare è molto utile. Sapere che cosa non fare lo è altrettanto. Nella sezione del curriculum vitae per le esperienze lavorative, ci sono diversi specifici errori da evitare. Ecco alcuni dei più comuni.

  1. Essere vaghi: Le frasi generiche non dicono niente: riempiono (anzi, rubano) spazio al CV senza aggiungere valore.
  2. Descrivere le mansioni senza i risultati: Grande o piccolo che sia, ogni obiettivo raggiunto è un miglioramento concreto apportato all'azienda o al gruppo di lavoro: non sottovalutarlo.
  3. Usare frasi complesse: Lo spazio del CV è poco. Usare costruzioni passive e complesse non aiuta: anziché 'sono stato incaricato/a di', meglio 'ho gestito'. Le parole non valgono per la quantità, ma per la pertinenza e l'impatto che hanno.
  4. Dire troppo o troppo poco: Sono due difetti opposti ma ugualmente penalizzanti. L'eccesso di dati confonde, la mancanza di informazioni impoverisce. La chiave è trovare il giusto equilibrio, presentando con precisione ciò che è rilevante per la candidatura.

Le esperienze professionali del CV funzionano? Controlla la check-list

Per concludere, verifica di aver compilato la sezione delle esperienze professionali del CV seguendo ciascuna di queste indicazioni.

Inserisci i dati fondamentali (ruolo, azienda, durata, mansioni e risultati).

Disponi le esperienze in ordine cronologico inverso, semplice o funzionale.

Per la descrizione di mansioni e risultati, usa un elenco puntato.

Inserisci dati quantitativi, se ne disponi (senza dimenticare di contestualizzarli).

Punta a sintesi e pertinenza, per contenuti e lunghezze.

Inserisci le parole chiave per la scansione ATS.

Rileggi bene per togliere il superfluo e aggiungere ciò che manca.

Le esperienze lavorative sono il cuore del CV

La sezione dedicata alle esperienze professionali è quella che i recruiter tendono a guardare per prima: è il cuore del curriculum vitae, da cui dipendono l'impatto iniziale (che, si sa, è il più importante) e la solidità del CV.

Per renderla davvero efficace le parole d'ordine sono struttura, chiarezza, concretezza: inserisci tutti i dati necessari, dal ruolo svolto ai risultati ottenuti; disponi i contenuti in ordine, all'interno del formato più appropriato; scegli le parole giuste, in funzione sia della sintesi sia della scansione ATS.

Per procedere in modo semplice e intuitivo, perché non sfrutti i nostri strumenti? Con un tool creato apposta e una piattaforma dedicata, puoi creare il tuo curriculum vitae perfetto in 10 minuti.

Dopodiché non perdere tempo: prosegui e scrivi la tua lettera di presentazione.

A questo punto rileggi, modifica, fai tutte le prove che vuoi: senza nemmeno accorgertene, avrai tra le mani un CV e una lettera di presentazione che parlano di te in modo chiaro, autentico e rigorosamente professionale. Il passo successivo? Prepararsi per il colloquio! Parola di Jobseeker.

FAQ esperienze lavorative nel curriculum

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Autrice
Sara Reale, copywriter esperta in diversi settori d’impresa, trasforma temi complessi in contenuti divulgativi e piacevoli da leggere. In ambito di HR&career, propone spunti di riflessione e consigli pratici per aiutare i professionisti a distinguersi nel mercato del lavoro.

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