Consulente del lavoro
Scritto da Sara Reale, Autrice • Ultimo aggiornamento 18 febbraio 2026

Curriculum da consulente del lavoro

Se hai bisogno di un curriculum da consulente del lavoro, dovrai indicare con chiarezza ogni dato utile alla candidatura, dalle esperienze lavorative alle specifiche competenze richieste. Ma non basta. Oltre a mettere opportunamente in luce le capacità che servono per il ruolo, deve emergere (e lasciare il segno) il tuo valore aggiunto. Nel nostro articolo, troverai tutti i consigli pratici per raggiungere questo scopo: per creare un CV completo ed efficace, superare la selezione, ottenere il lavoro.

Crea il tuo CV

Anche il profilo più qualificato rischia di passare inosservato se non è presentato nel modo giusto. Il tuo curriculum da consulente del lavoro deve parlare chiaro: mostrare subito chi sei, cosa sai fare e perché sei la persona giusta per quel ruolo. Non importa a che punto sei del percorso: qualunque sia il tuo valore aggiunto, che derivi da anni di studio e da una lunga esperienza nel settore risorse umane oppure da determinazione e forza di volontà incrollabili, se il CV non riesce a comunicarlo con efficacia, rischi di non arrivare al colloquio. Per fortuna sei nel posto giusto: in questa guida troverai tutto, ma proprio tutto, ciò che serve per procedere senza esitazione.

Sezioni principali del curriculum da consulente del lavoro

Per essere efficace, un CV da consulente del lavoro deve presentare le informazioni essenziali in modo chiaro, coerente e ben strutturato. Il modo migliore per farlo è organizzarle in sezioni distinte, così da guidare chi legge in un percorso di lettura razionale e scorrevole.

A livello mid-level, e cioè con alcuni anni di esperienza alle spalle ma non ancora senior, il curriculum da consulente del lavoro dovrebbe riflettere un solido intreccio tra gli studi e le esperienze maturate sul campo. Chi si trova a questa fase ha tendenzialmente accumulato buone basi su tutti e due i fronti. Il tuo curriculum da consulente del lavoro mid-career ha tutti dati pertinenti alla candidatura e rimane ancora un po’ di spazio? Allora puoi includere una sezione opzionale, a patto che sia all'altezza delle altre, in termini di pertinenza e importanza.

La regola per creare delle sezioni efficaci è sapere quali sono quelle principali - che troverai qui di seguito - e completarle in modo preciso e ordinato, adattandole al tuo profilo e alle esigenze indicate nell'annuncio di lavoro.

Intestazione

Che cos'è che distingue inequivocabilmente l'identità di ciascuno? I dati personali. Nell'intestazione di un curriculum da consulente del lavoro bastano quelli di contatto, così che i recruiter possano evenutalmente ricontattarti: nome, cognome, indirizzo email, numero di telefono e, a tua discrezione, indirizzo o città e paese di residenza. A queste informazioni di base si può aggiungere il profilo LinkedIn, che è un ottimo complemento al curriculum, se curato bene e con un approcio professionale. A questo proposito, ricorda che l'indirizzo email deve essere composto da nome e cognome (senza abbreviazioni, vezzeggiativi, nickname).

Può sembrare scontato ma non lo è: rileggi bene. Basta un refuso - un numero al posto di un altro nel numero di telefono, un punto in più nell'email - per impedire ai selezionatori di comunicare con il candidato.

Giulia Esposito
giulia-esposito@example.com
(111) 222 33 444 55
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Profilo professionale

I recruiter vogliono individuare subito le qualità di rilievo del candidato: per questo c'è il profilo professionale, e cioè la sezione che presenta le caratteristiche più importanti del tuo curriculum da consulente del lavoro. Si tratta di poche righe che devono far capire subito quali sono i tuoi punti di forza, da scegliere tra le esperienze e i risultati che hai raggiunto nel passato, e idealmente anche i tuoi obiettivi, per far emergere la motivazione che ti orienta verso il futuro.

Il profilo, in sostanza, apre il curriculum per presentarti subito nel modo migliore, e proprio per questo è bene scriverlo per ultimo, dopo aver scelto come organizzare il resto del CV.

In un CV da consulente del lavoro fatto bene, il profilo include le informazioni più rappresentative del tuo percorso e più funzionali alla candidatura, espresse in modo chiaro, immediatamente comprensibile, con un tono persuasivo e al contempo concreto. Ogni affermazione trova conferma nel resto del CV e lascia in chi legge un'impressione di inequivocabile professionalità, oltre alla curiosità di volerne sapere di più. Qui sotto un buon esempio di profilo del CV, con tutte le caratteristiche descritte.

Esempio incisivo

Esperta in consulenza del lavoro, elaborazione buste paga e gestione contrattuale. Ho implementato procedure di compliance riducendo del 30% le sanzioni. Ho conseguito la Laurea Triennale in Economia e Commercio.

Esempio meno incisivo

Professionista con competenze in ambiti amministrativi, gestione di processi documentali e coordinamento di attività con contributi nel miglioramento degli standard operativi e titolare di Laurea Triennale in Economia e Commercio.

Qui sopra, un esempio di profilo del CV che non funziona. Il profilo di un consulente del lavoro è debole quando occupa troppe righe, è ridondante e impreciso, presentandosi come un riassunto disordinato del resto del curriculum. In questo modo, invece di attrarre, può disorientare e indebolire l'interesse.

Esperienza lavorativa

La sezione dedicata alle esperienze lavorative è di cruciale importanza in qualsiasi CV, e il curriculum da consulente del lavoro non fa eccezione. Ciò significa che bisogna scegliere con estrema attenzione quali informazioni includere e presentarle nel modo più chiaro ed efficace possibile. In genere, e soprattutto se le esperienze sono molte, è consigliato disporle in ordine cronologico inverso, e cioè dalla più alla meno recente. In secondo luogo, si raccomanda di inserire soltanto quelle funzionali alla candidatura (e quindi pertinenti al settore risorse umane): lo spazio nel CV è poco e prezioso, ed è imperativo usarlo bene. Infine, devono essere sempre aggiornate al presente.

Quando si tratta di descrivere le esperienze, quindi il bagaglio professionale di un consulente del lavoro in ogni tappa ritenuta importante, bisogna essere chiari, esaustivi e concreti: per ogni impiego indica il nome dell'organizzazione o azienda, il periodo di collaborazione, il ruolo ricoperto, le responsabilità e i risultati ottenuti. L’obiettivo è offrire a chi legge una visione nitida e completa del tuo percorso.

Informazioni organizzate in elenchi puntati, mansioni coerenti con il ruolo (gestire adempimenti INPS, elaborare cedolini paga, fornire consulenza giuslavoristica, ecc.) e obiettivi raggiunti messi opportunamente in evidenza, completi di dati quantitavi per dimostrare i risultati concreti: una sezione esperienze lavorative ben fatta si presenta così, ed è il miglior biglietto da visita di un consulente del lavoro serio e motivato. Qui di seguito, una sezione esperienze professionali fatta bene.

Esempio incisivo

Consulente del lavoro, gennaio 2023 - oggi
Studio Rossi S.r.l., Milano

  • Gestito l’elaborazione mensile delle paghe per 150 dipendenti con riduzione errori del 25%.
  • Implementato procedura di controllo presenze con riduzione del 40% degli straordinari non autorizzati in 12 mesi.
  • Redatto 20 contratti di apprendistato con risparmio costi pari al 15% annuo.

Esempio meno incisivo

Consulente del lavoro, gennaio 2023 - oggi
Studio Rossi S.r.l., Milano

  • Ho gestito processi di rilevazione presenze e gestione straordinari con approccio collaborativo e orientato al miglioramento continuo.
  • Ho ottimizzato procedure di assunzione integrando sistemi software favorendo snellimento operativo e maggiore coordinamento interfunzionale.
  • Mi sono occupato di gestione payroll e adempimenti contributivi garantendo conformità normativa e supporto organizzativo costante.

Hai appena letto, qui sopra, una sezione esperienze lavorative che potrebbe non funzionare. Include troppe informazioni che non hanno un ordine né una gerarchia ben chiare oppure, al contrario, non è completa o non mette in opportuna evidenza le informazioni più importanti, come le responsabilità e i risultati: così la sezione di esperienze professionali non funziona, perché risulta imprecisa e vaga.

Formazione

Qual è il tuo percorso di studi? Lo racconta la sezione del curriculum da consulente del lavoro appositamente dedicata alla formazione.

Vuoi lavorare come consulente del lavoro? La laurea è obbligatoria e il tuo curriculum dovrà indicarla in questa sezione completa di tutti i dati. Se hai continuato a formarti con master o corsi specialistici, non dimenticare di aggiungerli: arricchiscono il profilo dimostrando interesse e passione.

Il percorso formativo deve essere descritto in modo completo, così da chiarire subito, a colpo d'occhio, le informazioni più importanti. Ogni qualifica formativa va accompagnata da informazioni specifiche, nella fattispecie il nome e il tipo di istituto, dove si trova, le date di inizio e fine percorso o di conseguimento del titolo con relativa valutazione.

Se sei all’inizio del percorso professionale, conviene valorizzare la sezione con altri dettagli, per esempio i titoli dei corsi o dei progetti seguìti più pertinenti rispetto al ruolo. I professionisti mid-level o senior, invece, possono mantenere un approccio più essenziale. Chiarezza e ordine restano fondamentali in ciascuno dei casi.

Laurea Triennale in Economia e Commercio, 2018 - 2021
Università degli Studi di Padova, Padova

Competenze

Per chi lavora o vuole lavorare come consulente del lavoro, può essere utile includere nel CV le competenze utili al ruolo (gestione contributi previdenziali, gestione del tempo, pensiero critico, ecc.). Purché siano presentate con ordine e buon senso, e cioè in modo funzionale al settore risorse umane. Non sai come impostare la sezione né con quali contenuti? Continua a leggere.

Competenze tecniche (hard skill)

Tra i requisiti fondamentali che compaiono nelle job description figurano spesso le cosiddette hard skill: si tratta delle competenze tecniche, strettamente legate a uno specifico ambito professionale e non generalizzabili. Poiché riflettono una preparazione specifica, le hard skill danno al curriculum un’impronta ben definita. Vanno inserite nella sezione delle competenze, chiarendo bene in cosa consiste ogni singola conoscenza se non immediatamente comprensibile. Meglio concentrarsi sulla qualità delle informazioni che sulla quantità. Un altro aspetto importante è il livello di padronanza, che nel caso delle hard skill si può spesso misurare con precisione, per esempio con test standardizzati o prove ad hoc, i cui risultati vanno inclusi nel CV.

Come scegliere le competenze tecniche da inserire nel curriculum da consulente del lavoro? In base alla rilevanza che hanno rispetto al ruolo per cui ti stai candidando. Una volta scelte, è buona norma disporle in ordine di importanza (se sono tutte ugualmente rilevanti, puoi invece metterle in ordine di padronanza).

Qui di seguito un elenco di competenze tecniche importanti per un consulente del lavoro.

  • Elaborazione cedolini paga
  • Amministrazione del personale
  • Consulenza giuslavoristica

Competenze trasversali (soft skill)

Le competenze trasversali, in inglese soft skill, più comunemente note come competenze personali, sono capacità utili nei più vari contesti lavorativi, anche molto diversi tra loro. Per questo si definiscono anche trasferibili, proprio perché applicabili a tanti ambiti differenti (settore risorse umane incluso). Che si tratti di empatia professionale o problem solving, il consiglio è di inserirle nella sezione competenze del curriculum da consulente del lavoro, così che siano ben visibili. I rectruiter tendono ad apprezzarle parecchio.

Nei curriculum con poca esperienza nel settore risorse umane, di studenti e neolaureti, le soft skill possono essere un'arma vincente. In quelli con un background professionale solido, invece, è utile citarle solo se sono perfettamente allineate con le responsabilità del ruolo. A differenza di quelle tecniche, le competenze personali tendono a essere più difficili da quantificare. È comunque consigliato dare un'indicazione di massima sul livello di padronanza, anche tramite autovalutazione.

Qui sotto, una selezione di competenze trasversali che possono servire nel ruolo di consulente del lavoro.

  • Comunicazione efficace
  • Pensiero critico
  • Problem solving

Competenze linguistiche

Parlare più lingue è un asset, in uno scenario del lavoro come quello di oggi che è senza confini. Ecco perché, in un CV che si rispetti, occorre inserire anche le competenze linguistiche. Per comunicare in modo efficace le competenze linguistiche, bisogna indicare chiaramente il livello di padronanza, usando standard riconosciuti. Il consiglio? Crea nel CV una sezione dedicata, dove indicherai la lingua principale seguìta dalle altre, segnalando per ciascuna il livello di competenza.

  • Francese - avanzato
  • Inglese - intermedio
  • Tedesco - base

Un modo più rigoroso è ricorrere ai punteggi dei test standardizzati, come il TOEFL per l'inglese, o a sistemi valutativi riconosciuti internazionalmente, come il Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (QCER), che stabilisce sei livelli di competenza, dal più basico (A1) al più avanzato (C2). Per esempio:

  • A1: Livello base
  • A2: Livello elementare
  • B1: Livello intermedio
  • B2: Livello intermedio superiore
  • C1: Livello avanzato
  • C2: Livello di padronanza

Corsi, certificazioni, attestati

Hai frequentato un corso e ottenuto una qualifica utile per il ruolo che ti interessa? Non lasciarla fuori dal tuo CV da consulente del lavoro. Anche ciò che hai imparato fuori dal percorso scolastico o accademico può fare la differenza. Vediamo quindi come organizzare certificazioni e corsi nel curriculum. Cambiare ruolo, magari anche settore, oppure semplicemente chiedere un avanzamento di posizione? A volte la svolta arriva proprio grazie a una certificazione. Oggi più che mai, il mercato richiede persone che sanno aggiornarsi, adattarsi, apprendere in modo pratico.

Ciò detto, affinché questo tipo di informazione sia efficace, serve scegliere quelle davvero rilevanti per il ruolo che ti interessa nel settore risorse umane e indicare con chiarezza, per ciascuna certificazione o attestato, chi li ha rilasciati, come si è svolto il corso e quando è stato completato.

Di seguito alcune certificazioni che possono servire a un consulente del lavoro.

  • Corso paghe contributi, 2023
  • Certificazione privacy GDPR, 2023
  • Corso diritto lavoro, 2023

La parola all'esperto:

Per attirare l’attenzione nei primi istanti di lettura, è essenziale che il CV sia adattato ai requisiti indicati nell'annuncio di lavoro: lo consiglia anche l’Università Cattolica. (1)

Continua a raccogliere informazioni, spunti utili, suggerimenti:

Sezioni facoltative

In un CV ben fatto, lo spazio non è solo una questione di righe: è un’opportunità. Una volta sistemate le sezioni fondamentali del tuo curriculum da consulente del lavoro, puoi pensare alle sezioni opzionali. Come dice la parola si tratta di sezioni facoltative, non indispensabili. Rappresentano un'opzione valida soprattutto in un CV da consulente del lavoro di chi è all'inizio del percorso professionale, e come sempre devono essere incluse soltanto se funzionali alla candidatura.

Hobby e interessi

La sezione dedicata a hobby e interessi viene in genere compilata da studenti o neolaureati con poche esperienze lavorative nel settore risorse umane, ma non esclusivamente. Può anche essere la 'ciliegina sulla torta' del curriculum di un professionista. A patto che l'hobby indicato svolga la funzione giusta. Come scegliere gli hobby da includere nel curriculum da consulente del lavoro? Non è difficile: basta non spostare il focus dalla candidatura e inserire soltanto attività che aggiungono valore, mostrando elementi in linea con il ruolo. L’obiettivo non è riempire spazio, ma rafforzare il profilo in modo mirato.

Premi e riconoscimenti

Per aggiungere al curriculum da consulente del lavoro una nota distintiva, in grado di dimostrare inequivocabilmente le tue capacità, puoi aggiungere la sezione dedicata a premi e riconoscimenti. Con Jobseeker, organizzare il CV affinche includa anche queste informazioni sarà semplicissimo. Per essere efficace, il premio o riconoscimento deve essere noto a livello internazionale, nazionale o regionale, a seconda del tipo di candidatura e degli obiettivi che hai. In ogni caso è sempre buona norma specificare e contestualizzare, e cioè fornire tutti i dati necessari a renderne evidente l'importanza (in che cosa consiste, quando è stato conferito, da chi, ecc.).

Volontariato

Chi svolge con dedizione attività di volontariato sviluppa in genere abilità utili anche sul piano lavorativo. Se è così, perché non inserire una sezione per il volontariato nel CV? Per essere efficaci, le esperienze di volontariato devono evidenziare capacità che non emergono altrove nel tuo curriculum da consulente del lavoro e che sono funzionali alla candidatura. Includile con dettagli precisi: nome dell’ente, periodo o frequenza dell'attività, ruolo ricoperto, impatto.

Referenze

Se un tuo ex datore di lavoro o un ex collega senior sono disponibili a parlare della buona collaborazione che avete avuto e dei tuoi punti di forza, i loro contatti possono svolgere il ruolo di referenze per il curriclum. In genere le referenze si forniscono soltanto su esplicita richiesta, a selezione avviata. Per non farsi cogliere impreparati, è buona norma individuare un paio di persone adatte allo scopo e contattarle per tempo, chiedendo loro la disponibilità a condividere i propri dati, nel caso in cui servissero. Nel tuo curriculum da consulente del lavoro basterà inserire una frase come "Referenze disponibili su richiesta".

Dati di rilievo

C'è una cosa su cui 9 recruiter su 10 concordano: il CV deve essere adattato all'annuncio di lavoro. In altre parole: un curriculum generico, senza specifici riferimenti al ruolo e alle esigenze indicate dall'azienda, avrà ben poche probabilità di fare colpo. (2)

Quali parole usare in un curriculum da consulente del lavoro davvero efficace?

Le parole giuste, nel posto giusto, possono fare la differenza per un recruiter, abituato a leggere moli di dati, e molto in fretta. Ecco perché è fondamentale saper usare un linguaggio adatto al curriculum. Chi legge decine, anzi centinaia, di CV ha bisogno di poter individuare subito dati concreti e informazioni precise. Usa costruzioni sintetiche e scegli preferibilmente costruzioni attive, verbi che indicano azioni concrete, dati di quantità.

  • Analizzare
  • Redigere
  • Gestire
  • Coordinare
  • Assistere
  • Consigliare
  • Monitorare
  • Implementare
  • Negoziare
  • Verificare

Esempio di curriculum da consulente del lavoro

Immagina un curriculum da consulente del lavoro con tutte le caratteristiche giuste per avanzare nella candidatura. Come quello che vedi qui:

Giulia Esposito
Consulente del lavoro con specializzazione in paghe e contributi

Via Giuseppe Garibaldi 10, 20121 Milano MI Italia

giulia-esposito@example.com

(111) 222 33 444 55

https://linkedin․com/in/giulia–esposito–123

Esperienza pluriennale in consulenza del lavoro per PMI e grandi aziende. Garantisco conformità normativa e massima ottimizzazione procedure. Riduzione media dei tempi di elaborazione paghe/contributi del 30%.

Esperienze lavorative

Responsabile paghe e contributi

2023

-

2026

Global Solutions S.r.l. (Roma)

  • Mi sono occupata dell’implementazione di un sistema di reportistica automatizzata per 400 dipendenti con riduzione delle richieste di chiarimento del 25%.
  • Gestito l’elaborazione di 600 cedolini mensili con un margine di errore inferiore allo 0,5%.
  • Ottimizzato i processi di verifica contributiva con riduzione dei tempi di chiusura mensile da 7 a 4 giorni.
Formazione

Laurea Triennale in Scienze dell’Economia e della Gestione Aziendale

2018

-

2021

Università Commerciale Luigi Bocconi (Milano)

Competenze tecniche
  • Elaborazione cedolini paga

  • Amministrazione del personale

  • Consulenza giuslavoristica

Competenze trasversali
  • Comunicazione efficace

  • Pensiero critico

  • Problem solving

Certificati
  • Corso paghe contributi

  • Certificazione privacy GDPR

Lingue
  • Italiano - Madrelingua

  • Inglese - Avanzato

Un conto è spiegare come dev'essere fatto un CV, un conto è vederlo: per cogliere al volo che cosa significa organizzare al meglio impaginazione e contenuti, guarda qualche esempio di curriculum vitae.

Indicazioni utili e passi falsi: tutto ciò che devi sapere per il miglior curriculum da consulente del lavoro

Che cosa fare

  • Punta alla sintesi: una pagina per chi è all'inizio del percorso, due pagine per chi ha esperienza.
  • Personalizza il CV così che sia fatto su misura rispetto alla posizione che cerchi.
  • Correggi errori e refusi, così che il CV sia perfetto dalla prima parola all'ultima.
  • Disponi gli elenchi in cronologia inversa, per le esperienze di lavoro e quelle di formazione.
  • Evidenzia le competenze funzionali alla posizione che ti interessa in una sezione dedicata.

Che cosa non fare

  • Evita di dichiarare il falso: le bugie non portano da nessuna parte.
  • Mai includere interessi o passioni non funzionali al ruolo o prive di una relazione con il profilo professionale.
  • Evita la sintassi passiva: le frasi attive sono più adeguate a comunicare dinamismo e proattività.
  • Evita di inserire dati personali accessori come età e stato civile: possono esporre a bias.
  • Non includere esperienze di lavoro non rilevanti rispetto alla posizione per cui ti candidi.

Per personalizzare CV e cover letter, modificarne agevolmente la struttura e aggiornare sempre i contenuti, prova i nostri modelli di lettera di presentazione e di CV.

Come fare un curriculum a prova di ATS

Gli ATS, acronimo per Applicant Tracking System, sono dei programmi a cui è affidata la prima lettura del curriculum. Sono un modo per velocizzare la scrematura delle candidature e, per questo, sono sempre più usati dalle aziende. Sono soprattutto le parole chiave a determinare il comportamento degli ATS, e di conseguenza il loro 'giudizio' sul CV: se tali keyword (che in genere descrivono ruolo e competenze tipiche di un consulente del lavoro) sono presenti nel curriculum, allora il semaforo tendenzialmente è verde, e il curriculum può arrivare al recruiter. Altrimenti no.

È quindi indispensabile avere un CV ottimizzato in ottica ATS. A tale scopo, leggi bene le nostre indicazioni.

  • Prima di tutto, cerca le keyword: in genere corrispondono a competenze, qualifiche e termini relativi alla professione.
  • Distribuisci le keyword nel tuo curriculum da consulente del lavoro in posizioni di rilievo, come titoletti o parti di testo in bold.
  • Non dare per scontato che l’ATS capisca le abbreviazioni: se non coincidono con quelle usate nella job description, non usarle.
  • Non inserire troppi elementi grafici: tabelle e diagrammi non sono ben leggibili dagli ATS.
  • Organizza tutte le informazioni in modo strutturato e salva in .pdf, che è il formato preferito anche dagli ATS.

Se sei in cerca di un modello di curriculum a prova di ATS, ma anche semplicissimo da modificare, con opzioni di layout e formattazione in linea con i più recenti trend di mercato, prova subito gli strumenti di Jobseeker. Sono fatti apposta per chi, come te, sta cercando lavoro e ti aiuteranno a impostare un perfetto curriculum da consulente del lavoro.

Per suddividere il CV in sezioni strutturate, in modo veloce e intuitivo senza compromettere l'impaginazione, bisogna usare gli strumenti giusti: i nostri curriculum vitae, per esempio, adattabili ai più diversi livelli di esperienza e settori.

Domande frequenti e risposte: tutto sul curriculum da consulente del lavoro

Il segreto (in sintesi) per un curriculum da consulente del lavoro efficace

Le prime parole d'ordine per un perfetto curriculum da consulente del lavoro sono chiarezza e struttura, perché il CV deve prima di tutto essere ben organizzato e da leggere in pochi secondi. Usa sezioni ben definite, elenchi puntati, parole chiave, il tutto in un layout ordinato in grado di accompagnare scorrevolmente la lettura. Sul fronte del 'che cosa dire', la domanda da porsi è: sto scrivendo per raccontare tutto ciò che ho fatto… o solo ciò che serve davvero per ottenere il lavoro? L'approccio giusto è il secondo: riserva al CV le informazioni rilevanti, non altre, supportandole con dati concreti.

Tutto questo va fatto con gli strumenti giusti, ovvero con tool che aiutano a risparmiare tempo e garantiscono esiti a 'prova di recruiter', come quelli di Jobseeker. Così è possibile completare la strategia con la mossa fondamentale: personalizzare sempre CV e lettera di presentazione, adattandoli alle specifiche esigenze dell'annuncio di lavoro.

Fonti:

  1. Università Cattolica del Sacro Cuore, Curriculum Vitae and Covering Letter
  2. Jobseeker, Trend e statistiche dal mondo delle Risorse Umane
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Autrice
Sara Reale, copywriter esperta in diversi settori d’impresa, trasforma temi complessi in contenuti divulgativi e piacevoli da leggere. In ambito di HR&career, propone spunti di riflessione e consigli pratici per aiutare i professionisti a distinguersi nel mercato del lavoro.

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