Scritto da Sara Reale, Autrice • Ultimo aggiornamento 2 febbraio 2026

Curriculum da giornalista

Il primo passo per creare un buon curriculum da giornalista è includere i requisiti richiesti, descrivendo ogni informazione in modo chiaro e suddividendo il tutto in sezioni ben organizzate. Ma bisogna anche mettere in luce punti di forza e aspirazioni nel modo più autentico, fornire un’immagine di sé completa e coerente, spiegare che cosa ti motiva e dove vuoi arrivare. Scopri in che modo raggiungere l’obiettivo, e superare la selezione, nella nostra guida completa.

Crea il tuo CV

Se pensi che scrivere un buon curriculum da giornalista sia complicato, non sei il solo. Un CV ben fatto è uno strumento strategico in grado di riflettere al meglio chi sei, cosa sai fare e dove vuoi andare. Un curriculum efficace per il settore media mette in luce le esperienze più rilevanti, valorizza le competenze chiave, guida chi lo legge dritto al punto, in modo persuasivo ma concreto, e può davvero fare la differenza tra essere notati e andare avanti oppure rimanere indietro. Se non hai le idee chiare su come fare, o magari ne hai troppe e temi di andare fuori strada, con i nostri suggerimenti avrai tutto ciò che serve per creare un CV originale e accattivante ma rigorosamente professionale: il biglietto da visita ideale per lasciare il segno.

Sezioni principali del curriculum da giornalista

Il curriculum vitae è un documento che serve per un obiettivo preciso – ottenere il lavoro che cerchi – ma è anche un testo da leggere: se le informazioni non sono esposte in modo chiaro e strutturato, non avrà alcuna efficacia. Ecco perché un buon CV da giornalista deve essere suddiviso in sezioni.

Se hai qualche anno di esperienza e vuoi candidarti per una posizione mid-level, il tuo curriculum da giornalista presenterà un insieme di sezioni armonicamente bilanciate. In teoria, darà spazio pressoché equivalente a esperienze lavorative, competenze e formazione. A volte un curriculum da giornalista mid-career può includere sezioni aggiuntive, ma solo se apportano un reale valore al profilo. In caso contrario, meglio mantenere il focus su esperienze e competenze centrali.

La regola per creare delle sezioni efficaci è sapere quali sono quelle principali - che troverai qui di seguito - e completarle in modo preciso e ordinato, adattandole al tuo profilo e alle esigenze indicate nell'annuncio di lavoro.

Intestazione

Che cos'è che distingue inequivocabilmente l'identità di ciascuno? I dati personali. Nell'intestazione di un curriculum da giornalista bastano quelli di contatto, così che i recruiter possano evenutalmente ricontattarti: nome, cognome, indirizzo email, numero di telefono e, a tua discrezione, indirizzo o città e paese di residenza. L'indirizzo email deve essere composto da nome e cognome: i nickname confidenziali sono rigorosamente vietati. Aggiungere il link al profilo LinkedIn è invece raccomandato, dal momento che i recruiter, con ogni proabilità, andranno a cercarlo lo stesso.

Infine, per quanto possa sembrare scontato, non dimenticare di rileggere bene e verificare che non ci siano refusi nei dati di contatto: una svista nel numero di telefono, o un punto in più o in meno nell'email, possono costare il colloquio!

Paolo Corradi
paolo-corradi@example.com
(111) 222 33 444 55
Via del Corso 12, 00186 Roma (RM)
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Profilo professionale

I recruiter vogliono individuare subito le qualità di rilievo del candidato: per questo c'è il profilo professionale, e cioè la sezione che presenta le caratteristiche più importanti del tuo curriculum da giornalista. Leggendo questo breve paragrafo, che non occupa mai più di qualche riga, i selezionatori devono vedere competenze ed esperienze di rilievo, espresse con chiarezza.

Il profilo, in sostanza, apre il curriculum per presentarti subito nel modo migliore, e proprio per questo è bene scriverlo per ultimo, dopo aver scelto come organizzare il resto del CV.

Tono diretto, chiaro e coinvolgente, senza compromessi sulla solidità dei contenuti: ogni punto descritto trova riscontro nel resto del curriculum, trasmette professionalità ed è anche in grado di invogliare chi legge a proseguire. Ecco le caratteristiche del profilo che ci vuole per un CV da giornalista ben fatto. L'esempio di profilo che segue è ottimo.

Esempio efficace

Laurea Triennale in Scienze della Comunicazione con esperienza giornalistica in testate nazionali. Ho aumentato del 25% l’engagement dei lettori con reportage multimediali. Ho uno stile chiaro e versatile, che garantisce scorrevolezza e credibilità.

Esempio meno incisivo

Laurea Triennale in Scienze della Comunicazione, esperienze editoriali in ambiti nazionali, evoluzione generale significativa del coinvolgimento degli utenti tramite proposte multimediali, impostazione di chiarezza volta a rinforzare la fiducia.

Qui sopra, un esempio di profilo del CV che non funziona. Il profilo di un giornalista risulta poco efficace quando si dilunga troppo, ripete concetti già espressi o resta sul generico. In questi casi, finisce per diventare una copia sbiadita del curriculum completo, povera di elementi davvero rilevanti. Invece di incuriosire, rischia di generare confusione e spegnere l’attenzione.

Esperienza lavorativa

La sezione dedicata alle esperienze lavorative è di cruciale importanza in qualsiasi CV, e il curriculum da giornalista non fa eccezione. Ciò significa che bisogna scegliere con estrema attenzione quali informazioni includere e presentarle nel modo più chiaro ed efficace possibile. Quando le esperienze sono tante è bene organizzarle partendo dalla più recente alla più datata, seguendo un ordine cronologico inverso. Si consiglia anche di selezionare solo quelle utili alla candidatura, nonché rilevanti per il settore media: il curriculum ha poco spazio disponibile, quindi bisogna impiegarlo in modo strategico. È poi fondamentale che tutti i dati siano corretti e attuali.

Per fornire ai recruiter un quadro chiaro e completo di ciò che hai fatto e del contributo che hai dato nelle diverse esperienze lavorative, indica per ciascuna il nome dell’organizzazione o azienda, la durata della collaborazione e descrivi con precisione ruoli, mansioni, obiettivi raggiunti. Così verrà fuori l'identikit professionale di un giornalista a cui non manca niente per iniziare il nuovo impiego.

Informazioni organizzate in elenchi puntati, mansioni coerenti con il ruolo (ricercare informazioni accurate, verificare fonti attendibili, redigere articoli chiari, ecc.) e obiettivi raggiunti messi opportunamente in evidenza, completi di dati quantitavi per dimostrare i risultati concreti: una sezione esperienze lavorative ben fatta si presenta così, ed è il miglior biglietto da visita di un giornalista serio e motivato. Qui di seguito, una sezione esperienze professionali fatta bene.

Esempio efficace

Giornalista professionista, gennaio 2023 - oggi
Editoriale Domani S.R.L., Firenze

  • Ho gestito copertura giornalistica per elezioni regionali con 15 interviste esclusive e ho aumentato visite del sito del 40%.
  • Ho coordinato un team di 5 collaboratori durante inchiesta sul traffico illecito e ho pubblicato 6 articoli in due settimane.
  • Ho gestito reportage internazionale su crisi in Siria e ho ottenuto citazioni in 3 network TV italiani e 100.000 visualizzazioni.

Esempio meno incisivo

Giornalista professionista, gennaio 2023 - oggi
Editoriale Domani S.R.L., Firenze

  • Ho gestito progetti editoriali per importanti testate giornalistiche nazionali con approccio interdisciplinare.
  • Ho coordinato attività di redazione e collaborazione con diverse figure professionali.
  • Ho sviluppato rubriche e contenuti editoriali su temi istituzionali per testate leader di settore.

Hai appena letto, qui sopra, una sezione esperienze lavorative che potrebbe non funzionare. Se le informazioni sono troppe e prive di un ordine logico, oppure troppo poche e senza elementi significativi, la sezione esperienze professionali perde efficacia: stai compilando una lista troppo fitta di dati o, al contrario, troppo scarna, senza evidenziare ruoli, compiti o risultati concreti? Rischierai di lasciare un'impressione confusa e approssimativa.

Portfolio e samples di lavori

Che cos'è e a che cosa serve il portfolio nel curriculum? A far vedere nel concreto i risultati del tuo lavoro, che si tratti di progetti grafici, campagne di marketing, testi scritti.

Grafica e design, video-making, pubblicità, comunicazione e marketing, così come l'ampio e variegato bacino della creazione di contenuti: in ciascuno di questi ambiti il portfolio è utile, se non indispensabile. Tanto che nella maggior parte dei casi è un requisito della job description. A seconda dell'importanza che ha per la candidatura, il link al portfolio può essere inserito all'inizio del curriculum, nella presentazione, nella sezione delle esperienze lavorative (se riguarda un progetto o una collaborazione specifiche) oppure in una sezione dedicata. In alternativa, ma tenendo presente che si tratta di un'opzione meno versatile ed efficace, il portfolio può essere organizzato in .pdf e allegato a parte.

Formazione

La sezione del curriculum da giornalista che dà spazio alla formazione è quella che spiega gli studi che hai fatto.

Vuoi lavorare come giornalista? La laurea è obbligatoria e il tuo curriculum dovrà indicarla in questa sezione completa di tutti i dati. Se hai continuato a formarti con master o corsi specialistici, non dimenticare di aggiungerli: arricchiscono il profilo dimostrando interesse e passione.

Il percorso formativo deve essere descritto in modo completo, così da chiarire subito, a colpo d'occhio, le informazioni più importanti. Come occorre fare per le esperienze di lavoro, anche per quelle formative bisogna essere precisi. In questo caso, i recruiter si aspettano di trovare nome e tipo di istituto, anno in cui hai conseguito il titolo, esito (e cioè il voto conclusivo).

Se sei all’inizio del percorso professionale, conviene valorizzare la sezione con altri dettagli, per esempio i titoli dei corsi o dei progetti seguìti più pertinenti rispetto al ruolo. I professionisti mid-level o senior, invece, possono mantenere un approccio più essenziale. Chiarezza e ordine restano fondamentali in ciascuno dei casi.

Laurea Triennale in Scienze della Comunicazione, 2018 - 2021
Università degli Studi di Milano, Milano

Competenze

Indicare competenze specifiche (seo copywriting, adattamento veloce ai cambiamenti, montaggio video, per fare qualche esempio) è una buona idea per il CV di un giornalista. Aiuta a rendere più completo il profilo. Organizzare bene la sezione delle competenze per il settore media non è complicato, ma richiede attenzione. Qui di seguito vediamo come procedere passo dopo passo.

Competenze tecniche (hard skill)

Con il termine inglese hard skill, usatissimo anche in italiano, si indicano competenze tecniche legate a un ambito specifico, che trovano applicazione solo in quel contesto. Di solito, sono tra i requisiti richiesti esplicitamente negli annunci di lavoro. Non è tanto il numero delle hard skill che fa la differenza, quanto il modo in cui vengono presentate. Essendo competenze specialistiche, è bene descriverle con cura all’interno della sezione dedicata, così che il tipo di conoscenza acquisita risulti ben chiaro a chi legge. Nel caso delle hard skill, conta anche il livello di competenza: si tratta spesso di conoscenze valutabili in modo oggettivo, tramite appositi test. Se ne disponi, indica il punteggio (voto o livello) che hai raggiunto.

La scelta delle competenze tecniche da inserire nel curriculum da giornalista dovrebbe sempre tenere conto del tipo di posizione a cui aspiri. Inserisci prima quelle più rilevanti, se c'è una gerarchia di importanza, altrimenti organizzale in base al grado di conoscenza: anche l’ordine in cui le presenti conta.

A un giornalista possono servire le seguenti competenze tecniche.

  • Fotogiornalismo
  • Data journalism
  • Seo copywriting

Competenze personali (soft skill)

Le soft skill, ovvero le competenze trasversali (dette anche competenze personali o trasferibili), sono abilità che trovano applicazione in contesti professionali molto diversi tra loro - teoricamente, in tutti. Settore media incluso. Nel mercato del lavoro le soft skill sono molto apprezzate: competenze come adattamento veloce ai cambiamenti e resilienza alle scadenze stringenti hanno sempre il loro perché, anche in un curriculum da giornalista. Di certo contribuiscono a rendere più forti le tue credenziali e vanno inserite nella sezione dedicata.

Se hai un profilo mid-level o senior nel settore media, le soft skill andrebbero selezionate con cura: ha senso inserire solo quelle fondamentali per la posizione. Se cerchi un impiego da junior va bene riservare a queste competenze un po' più di spazio, che probabilmente non manca, se le esperienze lavorative sono ancora poche. A differenza di quelle tecniche, le competenze personali tendono a essere più difficili da quantificare. È comunque consigliato dare un'indicazione di massima sul livello di padronanza, anche tramite autovalutazione.

Qui di seguito un elenco di competenze trasversali importanti per la professione di giornalista.

  • Curiosità insaziabile
  • Capacità di ascolto attivo
  • Adattamento veloce ai cambiamenti

Il parere dell'esperto:

Secondo UniCusano un curriculum creativo permette di distinguersi grazie a layout originali, elementi grafici e una presentazione visiva che esprime personalità. (1)

Corsi, certificazioni, attestati

Corsi, certificazioni e attestati nel CV (CV da giornalista incluso) possono raccontare molto di te. A volte possono segnalare proprio ciò che serve per ottenere il ruolo. Cambiare ruolo, magari anche settore, oppure semplicemente chiedere un avanzamento di posizione? A volte la svolta arriva proprio grazie a una certificazione. Oggi più che mai, il mercato richiede persone che sanno aggiornarsi, adattarsi, apprendere in modo pratico.

L'importante, quando si tratta di indicare certificazioni e attestati, è selezionare quelli realmente richiesti nel settore media e specificare con precisione l'ente che le ha rilasciate, le modalità di svolgimento del corso, l'anno di conseguimento.

Di seguito mostriamo un elenco di certificazioni che possono servire a un giornalista.

  • Corso giornalismo televisivo, 2023
  • Corso fact checking, 2023
  • Certificazione digital storytelling, 2023

Competenze linguistiche

Nel CV le lingue straniere contano, a prescindere dal settore nel quale si opera o si vorrebbe operare. E devono essere presentate in modo professionale. Dedica una specifica sezione del CV alle lingue: indica la tua lingua madre e, a seguire, le altre che conosci, partendo da quella che padroneggi meglio. Specifica sempre il tuo livello di competenza, utilizzando peferibilmente criteri valutativi ufficiali per agevolare i recruiter a comprendere le tue reali capacità.

Il modo più semplice è usare la progressione valutativa classica: base, intermedio, avanzato. Non è il massimo della precisione ma è comprensibile. Per esempio:

  • Inglese - avanzato
  • Spagnolo - intermedio
  • Francese - base

Gli esiti di test usati a livello internazionale, oppure i parametri stabiliti dal Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER): chi vuole indicare le conoscenze linguistiche con una modalità più strutturata e professionale può utilizzare questi.

  • A1: Livello base
  • A2: Livello elementare
  • B1: Livello intermedio
  • B2: Livello intermedio superiore
  • C1: Livello avanzato
  • C2: Livello di padronanza
Vuoi altri spunti e consigli preziosi? Leggi questi articoli:

Sezioni opzionali

In un CV ben fatto, lo spazio non è solo una questione di righe: è un’opportunità. Una volta sistemate le sezioni fondamentali del tuo curriculum da giornalista, puoi pensare alle sezioni opzionali. Come dice la parola si tratta di sezioni facoltative, non indispensabili. Rappresentano un'opzione valida soprattutto in un CV da giornalista di chi è all'inizio del percorso professionale, e come sempre devono essere incluse soltanto se funzionali alla candidatura.

Hobby e interessi

A che cosa serve la sezione degli hobby e interessi? Ad arricchire il CV di chi è appena entrato nel mondo del lavoro, e non ha ancora assunto ruoli significativi nel settore media, o ad aggiungere un tocco personale in quello di chi ha molti anni di esperienza. Purché le attività siano scelte bene. Come scegliere gli hobby da includere nel curriculum da giornalista? Non è difficile: basta non spostare il focus dalla candidatura e inserire soltanto attività che aggiungono valore, mostrando elementi in linea con il ruolo. L’obiettivo non è riempire spazio, ma rafforzare il profilo in modo mirato.

Premi e riconoscimenti

A che cosa serve una sezione premi e riconoscimenti in un curriculum da giornalista? A valorizzare il profilo con elementi concreti e misurabili. È un dettaglio rispetto al resto dei contenuti, ma è al contempo un segnale forte che può attirare l’attenzione dei recruiter. Proprio per questo, con Jobseeker puoi creare facilmente anche questa sezione. Tipo di premio, organizzazione a cui fa capo, eventuali motivazioni, anno di ricezione: ogni riconoscimento deve essere opportunamente descritto per permettere a chi legge di coglierne la rilevanza. Se il premio è di rilievo internazionale o nazionale, ai recruiter non sfuggirà.

Volontariato

Le esperienze di volontariato nel CV a volte sono rilevanti quanto un impiego. Contribuiscono a sviluppare hard o soft skills applicabili in ambito professionale? Allora vanno raccontate. Per essere efficaci, le esperienze di volontariato devono evidenziare capacità che non emergono altrove nel tuo curriculum da giornalista e che sono funzionali alla candidatura. Includile con dettagli precisi: nome dell’ente, periodo o frequenza dell'attività, ruolo ricoperto, impatto.

Referenze

Le persone con le quali hai collaborato, come ex colleghi, datori di lavoro o anche professori, possono testimoniare la tua professionalità. In questo caso, indicare le loro referenze nel CV offre ai recruiter una conferma esterna della tua affidabilità, rendendo più solide le tue credenziali. Di prassi, le referenze si condividono soltanto previa richiesta da parte dell’azienda, che in tal caso lo segnalerà in fase di selezione. Ne bastano poche (mai più di tre), purché complete di nome e cognome, azienda, ruolo e contatti (email o telefono). Nel tuo curriculum da giornalista, nel frattempo, puoi inserire una frase come "Le referenze saranno fornite su richiesta".

Dati di rilievo

L'occhio vuole sempre la sua parte: oltre l'80% dei recruiter tiene conto non solo dei contenuti, ma anche dell'aspetto del CV. (2)

Le parole più efficaci da usare in un curriculum da giornalista

In un curriculum ogni singola parola ha un peso. Per indurre un recruiter a proseguire la lettura, servono scelte linguistiche mirate. Ma quali sono termini e frasi da inserire nel curriculum? In generale, tieni presente che funzionano meglio, e cioè tendono a colpire di più l'attenzione, le parole d'azione, i termini concreti, i dati quantitativi, come numeri e percentuali, e le frasi brevi che vanno dritte al punto.

  • Scrivere articoli
  • Condurre interviste
  • Fare ricerca
  • Verificare fonti
  • Curare rubriche
  • Coordinare redazione
  • Redigere comunicati
  • Editare video
  • Gestire social media
  • Analizzare dati

Esempio di curriculum da giornalista

Ecco come si presenta un curriculum da giornalista completo di tutte le sezioni principali, organizzate in modo rigorosamente professionale:

Paolo Corradi
Giornalista specializzato in politica estera

Via del Corso 12, 00186 Roma (RM)

paolo-corradi@example.com

(111) 222 33 444 55

https://linkedin․com/in/paolo–corradi–123

Laurea Triennale in Scienze della Comunicazione ed esperienza come giornalista professionista. Ho aumentato del 25% il traffico online con inchieste esclusive. Garantisco gestione efficace delle scadenze e contenuti sempre di qualità.

Esperienze lavorative

Inviato speciale

2023

-

2026

Nova Communication S.r.l. (Roma)

  • Ho coordinato la copertura giornalistica di eventi internazionali in 15 Paesi generando un’audience complessiva di oltre 1,2 milioni di utenti.
  • Ho realizzato servizi esclusivi con interviste ai principali leader politici, aumentando del 30% l’engagement dei lettori.
  • Ho gestito una redazione mobile durante missioni in zone di conflitto, garantendo pubblicazioni entro 24 ore nel 95% dei casi.
Formazione

Laurea Triennale in Scienze della Comunicazione

2018

-

2021

Università degli Studi di Milano (Milano)

Competenze tecniche
  • Fotogiornalismo

  • Data journalism

  • Seo copywriting

Competenze trasversali
  • Curiosità insaziabile

  • Capacità di ascolto attivo

  • Adattamento veloce ai cambiamenti

Certificati
  • Corso giornalismo televisivo

  • Corso fact checking

Lingue
  • Italiano - Madrelingua

  • Inglese - Avanzato

Un conto è spiegare come dev'essere fatto un CV, un conto è vederlo: per cogliere al volo che cosa significa organizzare al meglio impaginazione e contenuti, guarda qualche esempio di curriculum vitae.

Indicazioni utili e passi falsi: tutto ciò che devi sapere per il miglior curriculum da giornalista

Che cosa fare

  • Apri con stile: crea un profilo che agganci immediatamente i selezionatori alla pagina e li invogli a leggere il tuo curriculum da giornalista tutto d'un fiato.
  • Compila la sezione formazione con cura, se il percorso di studi è ancora in corso o terminato da poco.
  • Usa un modello professionale e ordinato, con font, spaziature e titoli omogenei che ne garantiscano scorrevolezza e leggibilità.
  • Sii essenziale: ogni parola deve aggiungere valore.
  • Riporta prima le attività più attuali, poi quelle passate: così l'attenzione dei recruiter si focalizza innanzitutto sul presente.

Che cosa non fare

  • Non usare acronimi e termini non comprensibili a chi non è esperto di settore.
  • Evita di usare un’email diversa dal tuo nome e cognome veri: è l'unica adeguata al contesto lavorativo.
  • Non usare le forme passive: meglio optare per forme attive con verbi d'azione.
  • Mai dire bugie: fiducia e credibilità sono tra i valori aggiunti più apprezzati.
  • Evita di menzionare hobby irrilevanti per la candidatura.

Come fare un curriculum a prova di ATS

I recruiter delle grandi aziende ricorrono sempre più spesso a sistemi automatici per rendere più rapida la scrematura iniziale. Per questo usano gli Applicant Tracking System (ATS), ovvero dei software che 'leggono' per primi il CV e danno l'OK, o meno, all'avanzamento del candidato nella selezione. Gli ATS stabiliscono se il curriculum è adatto oppure no in base a un criterio prevalente: la presenza di determinate parole chiave. Queste keyword sono termini specifici legati al ruolo e alle mansioni tipiche di un giornalista, spesso ripresi direttamente dalla job description o dal sito dell'azienda.

Per fare un curriculum ATS-friendly si raccomanda di seguire una serie di accortezze. Qui di seguito scoprirai quali.

  • Il primo 'ingrediente' che serve sono le keyword, da cercare nella job description: sono quelle che caratterizzano il ruolo e le principali competenze che richiede.
  • Inserisci le keyword nel tuo curriculum da giornalista ed evidenziale in bold o mettendole in evidenza come titoletti.
  • Agli ATS non piacciono molto né le sigle né le abbreviazioni. Se non sono parole chiave, meglio evitarle.
  • Tabelle e grafici possono compromettere la lettura degli ATS: meglio limitarne l'uso.
  • Organizza tutte le informazioni in modo strutturato e salva in .pdf, che è il formato preferito anche dagli ATS.

Con Jobseeker, puoi creare un curriculum da giornalista ATS-friendly, scegliere tra tantissimi modelli di curriculum diversi, modificare e aggiornare template e contenuti in un click.

Vuoi vedere che aspetto ha un CV suddiviso in sezioni coerenti e rigorosamente strutturate? Guarda i nostri curriculum vitae, che tra l'altro sono pronti per l'uso, facilissimi da modificare, con una varietà di design che risponde ai trend e alle aspettative di settore, in qualsiasi ambito professionale.

FAQ sul curriculum da giornalista

Come personalizzare, modificare e aggiornare lettere di presentazione e CV nel modo più facile e veloce? Con i nostri modelli di lettera di presentazione e di CV.

Per concludere: i consigli chiave per un perfetto curriculum da giornalista

La prima regola è mettersi nei panni di chi legge: i recruiter devono trovare subito le informazioni che cercano. Perciò il tuo curriculum da giornalista dovrà essere caratterizzato da titoli, sezioni, elenchi e keyword rigorosamente chiari e ben organizzati. Il secondo must di un CV che lascia il segno sono contenuti mirati e concreti. Usa soltanto le informazioni rilevanti per la posizione che ti interessa e completa le descrizioni di mansioni svolte e obiettivi raggiunti con dati quantitativi o esempi pratici.

Infine, ricorda di adattare il CV alla candididatura, esplicitando con sincerità la tua motivazione, e scegli strumenti ad hoc, come quelli di Jobseeker, per risparmiare tempo e concentrarti esclusivamente su ciò che conta (ottenere colloquio e lavoro!).

Riferimenti:

  1. UniCusano (University of Rieti), Curriculum creativo: che cos’è e come realizzarlo
  2. Jobseeker, Trend e statistiche dal mondo delle Risorse Umane
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Autrice
Sara Reale, copywriter esperta in diversi settori d’impresa, trasforma temi complessi in contenuti divulgativi e piacevoli da leggere. In ambito di HR&career, propone spunti di riflessione e consigli pratici per aiutare i professionisti a distinguersi nel mercato del lavoro.

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