Scritto da Sara Reale, Autrice • Ultimo aggiornamento 26 febbraio 2026

Curriculum da consulenza

Il primo passo per creare un buon curriculum da consulenza è includere i requisiti richiesti, descrivendo ogni informazione in modo chiaro e suddividendo il tutto in sezioni ben organizzate. Ma occorre anche valorizzare al meglio i tuoi punti di forza e la tua motivazione, per lasciare il segno e avere più probabilità di avanzare nella candidatura. In questo articolo, scoprirai tutti i suggerimenti chiave per raggiungere l’obiettivo.

Crea il tuo CV

Il curriculum, si sa, è il tuo biglietto da visita. Il che significa che è il primo contatto che hai con recruiter e potenziali datori di lavoro: se non funziona, è difficile arrivare al colloquio. E non basta scrivere tutto ciò che hai fatto – il vero segreto è come lo racconti. Ma quali sono le caratteristiche di un curriculum da consulenza che funziona davvero? Non importa a che punto sei del percorso: qualunque sia il tuo valore aggiunto, che derivi da anni di studio e da una lunga esperienza nel settore consulenza oppure da determinazione e forza di volontà incrollabili, se il CV non riesce a comunicarlo con efficacia, rischi di non arrivare al colloquio. Diciamolo, non è facile. Ma la buona notizia è che con i consigli e gli strumenti giusti chiunque può farlo, e in qualsiasi punto del percorso professionale si trovi. Ecco come.

Sezioni principali del curriculum da consulenza

Il curriculum vitae è un documento che serve per un obiettivo preciso – ottenere il lavoro che cerchi – ma è anche un testo da leggere: se le informazioni non sono esposte in modo chiaro e strutturato, non avrà alcuna efficacia. Ecco perché un buon CV da consulenza deve essere suddiviso in sezioni.

Se hai qualche anno di esperienza e vuoi candidarti per una posizione mid-level, il tuo curriculum da consulenza presenterà un insieme di sezioni armonicamente bilanciate. In teoria, darà spazio pressoché equivalente a esperienze lavorative, competenze e formazione. A volte un curriculum da consulenza mid-career può includere sezioni aggiuntive, ma solo se apportano un reale valore al profilo. In caso contrario, meglio mantenere il focus su esperienze e competenze centrali.

La regola per creare delle sezioni efficaci è sapere quali sono quelle principali - che troverai qui di seguito - e completarle in modo preciso e ordinato, adattandole al tuo profilo e alle esigenze indicate nell'annuncio di lavoro.

Intestazione

Che cos'è che distingue inequivocabilmente l'identità di ciascuno? I dati personali. Nell'intestazione di un curriculum da consulenza bastano quelli di contatto, così che i recruiter possano evenutalmente ricontattarti: nome, cognome, indirizzo email, numero di telefono e, a tua discrezione, indirizzo o città e paese di residenza. L'indirizzo email deve essere composto da nome e cognome: i nickname confidenziali sono rigorosamente vietati. Aggiungere il link al profilo LinkedIn è invece raccomandato, dal momento che i recruiter, con ogni proabilità, andranno a cercarlo lo stesso.

Infine, per quanto possa sembrare scontato, non dimenticare di rileggere bene e verificare che non ci siano refusi nei dati di contatto: una svista nel numero di telefono, o un punto in più o in meno nell'email, possono costare il colloquio!

Angelo De Santis
angelo-de-santis@example.com
(111) 222 33 444 55
Via Vittorio Veneto 12, 00187 Roma RM Italia
https://linkedin․com/in/angelo–de–santis–123

Profilo professionale

Detto anche profilo personale, semplicemente profilo, oppure sommario, il profilo professionale del curriculum da consulenza è la sezione che riassume i punti salienti del CV. Leggendo questo breve paragrafo, che non occupa mai più di qualche riga, i selezionatori devono vedere competenze ed esperienze di rilievo, espresse con chiarezza.

Il profilo, in sostanza, apre il curriculum per presentarti subito nel modo migliore, e proprio per questo è bene scriverlo per ultimo, dopo aver scelto come organizzare il resto del CV.

Ogni affermazione, nel profilo di un CV da consulenza come si deve, è supportata dai contenuti del CV. Con un linguaggio sintetico e concreto, trasmette un’immagine di professionalità e stimola l’interesse ad approfondire. Qui sotto un buon esempio di profilo del CV, con tutte le caratteristiche descritte.

Esempio incisivo

Sviluppo strategie di ottimizzazione aziendale basate su analisi di mercato. Incremento medio del fatturato clienti superiore al 18%, grazie all'implementazione di procedure Lean. Laurea Triennale in Economia Aziendale con competenze in ERP.

Esempio che non funziona

Professionista orientato a definire assetti operativi su base valutativa, abile nel guidare performance economiche in significativa crescita, misurate attraverso approcci agili, in possesso di Laurea Triennale in Economia Aziendale e competenze ERP.

Qui sopra, un profilo che non presenta al meglio il candidato. Il profilo di un consulente risulta poco efficace quando si dilunga troppo, ripete concetti già espressi o resta sul generico. In questi casi, finisce per diventare una copia sbiadita del curriculum completo, povera di elementi davvero rilevanti. Invece di incuriosire, rischia di generare confusione e spegnere l’attenzione.

Esperienza lavorativa

La sezione dedicata alle esperienze lavorative è di cruciale importanza in qualsiasi CV, e il curriculum da consulenza non fa eccezione. Ciò significa che bisogna scegliere con estrema attenzione quali informazioni includere e presentarle nel modo più chiaro ed efficace possibile. Le informazioni devono sempre essere aggiornate al momento in cui scrivi, in modo da comprendere la situazione attuale. Seleziona solo le esperienze pertinenti alla posizione per cui ti candidi, e quindi al settore consulenza (lo spazio nel CV è limitato: va utilizzato con attenzione). Infine, se lavori da molti anni, organizza i dati in ordine cronologico inverso, partendo cioè dai più recenti.

Per ogni esperienza professionale, è opportuno specificare il nome dell’organizzazione, la durata dell’incarico, il ruolo esercitato, le attività principali e i traguardi raggiunti. Tutto va presentato in modo semplice e diretto, in modo da restituire un'immagine chiara e completa del tuo contributo in ciascun contesto (il contributo di un consulente con tutte le carte in regola per il nuovo impiego!).

Per creare una sezione esperienze lavorative gradita ai recruiter, e cioè scorrevole e ben fatta, puoi procedere così: usa elenchi puntati per organizzare le informazioni; evidenzia i compiti svolti (analizzare esigenze clienti, sviluppare soluzioni personalizzate, monitorare risultati progetto e così via), i risultati ottenuti e i dati misurabili, come numeri o percentuali, per dimostrare il tuo valore con esempi precisi. Infine metti in grassetto le parole chiave presenti nella job description (in genere corrispondono ai 'must have' di un consulente con un profilo perfettamente allineato alla candidatura). Qui sotto, un esempio di sezione per le esperienze professionali ben fatto.

Esempio incisivo

Consulente aziendale, gennaio 2023 - oggi
Innovazioni Tecnologiche S.r.l., Milano

  • Gestito progetti di riorganizzazione aziendale con aumento del 30% dell'efficienza in sei mesi.
  • Mi sono occupato di implementare nuovi processi di budgeting con riduzione del 20% dei costi operativi in un anno.
  • Condotto analisi di mercato a supporto dell'espansione in due nuovi mercati con aumento del fatturato del 15%.

Esempio che non funziona

Consulente aziendale, gennaio 2023 - oggi
Innovazioni Tecnologiche S.r.l., Milano

  • Ho gestito attività di revisione dei processi operativi e coordinamento dei fornitori per ottimizzare le procedure interne.
  • Mi sono occupato di implementazione di soluzioni gestionali e supporto alle unità aziendali per semplificare le attività quotidiane.
  • Ho coordinato progetti di sviluppo e formazione del team per assicurare coerenza delle procedure e qualità operativa.

Hai appena letto, qui sopra, una sezione esperienze lavorative che potrebbe non funzionare. Se le informazioni sono troppe e prive di un ordine logico, oppure troppo poche e senza elementi significativi, la sezione esperienze professionali perde efficacia: stai compilando una lista troppo fitta di dati o, al contrario, troppo scarna, senza evidenziare ruoli, compiti o risultati concreti? Rischierai di lasciare un'impressione confusa e approssimativa.

Formazione

La sezione formazione del curriculum da consulenza mostra le tappe dei tuoi studi.

Dal momento che per lavorare come consulente serve una laurea, il tuo curriculum dovrà includere chiaramente questo titolo nella sezione della formazione. Chi ha seguito percorsi post-laurea, master o altri corsi pertinenti non dimentichi di precisarlo: ogni elemento che sottolinei una preparazione avanzata nella professione è un plus.

Chi legge deve avere tutti i dati principali al riguardo: occupano in genere poche righe, ma sono indispensabili per rendere pienamente comprensibile il tuo percorso, che sia stato lungo e articolato oppure breve e mirato. Quando indichi un titolo di studio, specifica sempre dove lo hai ottenuto: inserisci il nome dell’istituto, la città, gli anni in cui hai frequentato e, per trasparenza e completezza, il voto finale.

Se sei all’inizio del percorso professionale, conviene valorizzare la sezione con altri dettagli, per esempio i titoli dei corsi o dei progetti seguìti più pertinenti rispetto al ruolo. I professionisti mid-level o senior, invece, possono mantenere un approccio più essenziale. Chiarezza e ordine restano fondamentali in ciascuno dei casi.

Laurea Triennale in Economia Aziendale, 2018 - 2021
Università degli Studi di Padova, Padova

Competenze

Per chi lavora o vuole lavorare come consulente, può essere utile includere nel CV le competenze utili al ruolo (SQL, intelligenza emotiva, gestione del tempo, ecc.). A una condizione però: organizzare la sezione delle competenze, e i suoi contenuti, con criterio, e cioè in modo perfettamente coerente al settore consulenza. Vediamo come fare.

Competenze tecniche (hard skill)

Tra i requisiti fondamentali che compaiono nelle job description figurano spesso le cosiddette hard skill: si tratta delle competenze tecniche, strettamente legate a uno specifico ambito professionale e non generalizzabili. Non è tanto il numero delle hard skill che fa la differenza, quanto il modo in cui vengono presentate. Essendo competenze specialistiche, è bene descriverle con cura all’interno della sezione dedicata, così che il tipo di conoscenza acquisita risulti ben chiaro a chi legge. In genere ci sono strumenti oggettivi per misurare il livello di conoscenza delle hard skill, come prove ad hoc e test. I risultati di questi esami rappresentano un utile complemento alla sezione.

Come scegliere le competenze tecniche da inserire nel curriculum da consulenza? In base alla rilevanza che hanno rispetto al ruolo per cui ti stai candidando. Una volta scelte, è buona norma disporle in ordine di importanza (se sono tutte ugualmente rilevanti, puoi invece metterle in ordine di padronanza).

Di seguito trovi una selezione di hard skill rilevanti per un consulente.

  • Analisi dati
  • Gestione progetti
  • Programmazione python

Competenze personali (soft skill)

Si dicono competenze trasversali (oppure competenze personali, trasferibili o ancora soft skill) le capacità che risultano utili in un'ampia gamma di ambienti lavorativi, compreso il settore consulenza. Che si tratti di orientamento al cliente o problem solving, il consiglio è di inserirle nella sezione competenze del curriculum da consulenza, così che siano ben visibili. I rectruiter tendono ad apprezzarle parecchio.

Nei curriculum con poca esperienza nel settore consulenza, di studenti e neolaureti, le soft skill possono essere un'arma vincente. In quelli con un background professionale solido, invece, è utile citarle solo se sono perfettamente allineate con le responsabilità del ruolo. Come esprimere il livello di padronanza delle competenze personali? In assenza di valutazioni numeriche, puoi optare per una semplice autovalutazione, oppure contestualizzarle con esempi pratici (indicando per esempio come le hai acquisite e con quali risultati).

Ecco alcune soft skill utili per chi svolge la professione di consulente.

  • Ascolto attivo
  • Gestione del tempo
  • Problem solving

Competenze linguistiche

Le competenze linguistiche indicano la conoscenza delle lingue straniere: in un mondo, e in un mercato del lavoro, sempre più globalizzati, devono sempre trovare spazio nel CV. Ogni lingua deve essere accompagnata dal livello di padronanza, per far capire a chi legge quanto e come la conosci. Segnala anche qual è la tua lingua nativa (che non è da dare per scontata). E dedica a tutte queste informazioni una sezione apposita.

  • Francese - avanzato
  • Inglese - intermedio
  • Tedesco - base

Gli esiti di test usati a livello internazionale, oppure i parametri stabiliti dal Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER): chi vuole indicare le conoscenze linguistiche con una modalità più strutturata e professionale può utilizzare questi.

  • A1: Livello base
  • A2: Livello elementare
  • B1: Livello intermedio
  • B2: Livello intermedio superiore
  • C1: Livello avanzato
  • C2: Livello di padronanza

Corsi, certificazioni, attestati

Hai frequentato un corso e ottenuto una qualifica utile per il ruolo che ti interessa? Non lasciarla fuori dal tuo CV da consulenza. Anche ciò che hai imparato fuori dal percorso scolastico o accademico può fare la differenza. Vediamo quindi come organizzare certificazioni e corsi nel curriculum. Restare fermi, del resto, non è più un’opzione. In uno scenario globale che cambia di continuo, aggiornarsi è una condizione necessaria negli ambiti più diversi. Le certificazioni parlano chiaro: dicono che non hai paura di evolvere e che cerchi strumenti concreti per migliorarti. Spesso sono il ponte tra ciò che sei e ciò che vuoi diventare.

Ciò detto, affinché questo tipo di informazione sia efficace, serve scegliere quelle davvero rilevanti per il ruolo che ti interessa nel settore consulenza e indicare con chiarezza, per ciascuna certificazione o attestato, chi li ha rilasciati, come si è svolto il corso e quando è stato completato.

Per un consulente possono essere rilevanti le seguenti certificazioni.

  • Certificazione PMP, 2023
  • Corso agile scrum, 2023
  • Certificazione Google Analytics, 2023

Il punto di vista dell'esperto:

Per attirare l’attenzione nei primi istanti di lettura, è essenziale che il CV sia adattato ai requisiti indicati nell'annuncio di lavoro: lo consiglia anche l’Università Cattolica. (1)

Sezioni accessorie

In un curriculum da consulenza ben fatto e completo, con tutte le sezioni principali, può essere utile considerare l’aggiunta di sezioni opzionali? Come dice la parola, queste sezioni sono facoltative: va bene includerle se arricchiscono il CV da consulenza, se sono funzionali alla candidatura, e se rimane qualche riga da riempire. Rappresentano una buona idea per i profili junior; per quelli con molta esperienza, meglio valutare con cautela.

Hobby e interessi

Un elemento in più per distinguersi e personalizzare il curriculum: la sezione hobby e interessi può raccontare aspetti della personalità che non emergono altrove. Spesso è usata da chi è a inizio percorso nel settore consulenza, e a volte anche da profili più esperti, a patto che gli interessi siano sensati. Quali sono, tra quelle che svolgi, le attività che possono sostenere la tua idoneità al ruolo? Per selezionare gli hobby da inserire nel curriculum da consulenza, devi porti questa domanda.

Premi e riconoscimenti

Indicare premi e riconoscimenti nel curriculum da consulenza può essere un modo per farsi notare, distinguendosi dagli altri candidati, e di segnalare il proprio valore in modo oggettivo: due elementi che, con buona probabilità, non passeranno inosservati ai recruiter. Jobseeker non a caso consente di creare CV con una sezione ad hoc, pensata proprio per questo tipo di informazione. Per essere efficace, il premio o riconoscimento deve essere noto a livello internazionale, nazionale o regionale, a seconda del tipo di candidatura e degli obiettivi che hai. In ogni caso è sempre buona norma specificare e contestualizzare, e cioè fornire tutti i dati necessari a renderne evidente l'importanza (in che cosa consiste, quando è stato conferito, da chi, ecc.).

Volontariato

Le esperienze di volontariato da inserire nel CV sono quelle che, oltre a essere stimoltanti e arricchenti, insegnano competenze utili anche in ambito lavorativo. Le competenze rilevanti per il ruolo che cerchi devono sempre essere valorizzate, anche se non acquisite in ambito professionale propriamente detto. Per evidenziarle con efficacia nel tuo curriculum da consulenza, specifica ente, ruolo, compiti portati a termine, risultati, come faresti per una qualsiasi esperienza lavorativa.

Referenze

Si tratta di poche righe ma di grande importanza: le referenze per il curriclum sono contatti di ex colleghi e collaboratori senior, datori di lavoro o professori che possono confermare le tue qualità professionali. Servono a rendere più forte e credibile il tuo profilo. Nel curriculum bastano due, al massimo tre, referenze, di cui dovrai indicare nome, ruolo, azienda, contatto (email/telefono). Prima di inserirle, però, non dimenticare di chiedere loro l'autorizzazione a condividere i dati. Tieni presente che le referenze possono avere una sezione dedicata nel tuo curriculum da consulenza, ma in genere è l'azienda a farne esplicita richiesta. Per questo motivo, di solito, nel CV si inserisce soltanto una frase come "Le referenze sono disponibili su richiesta".

Dati alla mano

Chi leggerà per primo il tuo curriculum? Con buone probabilità, un software. Oltre il 75% dei recruiter usa infatti gli ATS per la prima selezione dei CV in arrivo. I parametri che fanno da filtro sono in genere livello di esperienza, competenze tecniche, ruoli assunti in precedenza. (2)

Le parole giuste per un perfetto curriculum da consulenza

Contesto, interlocutore e scopo finale richiedono specificità, il che significa che le parole da includere nel CV devono essere scelte con strategia. Anche perché il curriculum ha limiti di spazio invalicabili. Chi legge decine, anzi centinaia, di CV ha bisogno di poter individuare subito dati concreti e informazioni precise. Usa costruzioni sintetiche e scegli preferibilmente costruzioni attive, verbi che indicano azioni concrete, dati di quantità.

  • Analizzare dati
  • Definire strategie
  • Implementare soluzioni
  • Coordinare gruppi
  • Gestire progetti
  • Ottimizzare processi
  • Sviluppare piani
  • Facilitare comunicazione
  • Formare personale
  • Monitorare risultati

Esempio di curriculum da consulenza

Ecco come si presenta un curriculum da consulenza completo di tutte le sezioni principali, organizzate in modo rigorosamente professionale:

Angelo De Santis
Consulente con visione strategica

Via Vittorio Veneto 12, 00187 Roma RM Italia

angelo-de-santis@example.com

(111) 222 33 444 55

https://linkedin․com/in/angelo–de–santis–123

Laurea Triennale in Economia Aziendale, offro consulenza strategica per ottimizzare processi aziendali e incrementare la redditività. Implemento piani di digitalizzazione che aumentano l’efficienza media fino al 25%. Ottime capacità comunicative.

Esperienze lavorative

Analista di processi aziendali

2023

-

2026

Ottimizza S.r.l. (Roma)

  • Gestito un progetto di ottimizzazione dei processi di supply chain con un team di 6 analisti, riducendo i tempi di ciclo del 30% in cinque mesi.
  • Analizzato 45 processi operativi individuando 18 colli di bottiglia e definendo soluzioni che hanno incrementato la produttività del reparto del 20%.
  • Coordinato l’implementazione di un sistema di workflow automation integrato con SAP, migliorando l’accuratezza dei dati al 98% e recuperando 60 ore di lavoro manuale mensili.
Formazione

Laurea Triennale in Economia Aziendale

2018

-

2021

Università degli Studi di Padova (Padova)

Competenze tecniche
  • Analisi dati

  • Gestione progetti

  • Programmazione python

Competenze trasversali
  • Ascolto attivo

  • Gestione del tempo

  • Problem solving

Certificati
  • Certificazione PMP

  • Corso agile scrum

Lingue
  • Italiano - Madrelingua

  • Inglese - Avanzato

I nostri esempi di curriculum vitae sono il modo migliore per vedere a colpo d'occhio come appare un CV professionale fatto a regola d'arte.

Consigli da seguire ed errori da evitare per un perfetto curriculum da consulenza

Che cosa fare

  • Adatta il curriculum al ruolo per cui ti candidi: i CV generici non lasciano il segno.
  • Usa un modello professionale e ordinato, con font, spaziature e titoli omogenei che ne garantiscano scorrevolezza e leggibilità.
  • Inizia con una presentazione accattivante, così che il tuo curriculum da consulenza colpisca subito l'attenzione di chi legge.
  • Inserisci dei dati quantitativi per descrivere gli obiettivi raggiunti (per es. "Aumento delle vendite del 30% in 6 mesi").
  • Crea un sezione competenze, per mettere in luce quelle più importanti.

Che cosa non fare

  • Mai dare spazio a esperienze non pertinenti al ruolo per cui ti candidi.
  • Non abusare delle forme passive: nei CV la forma attiva suona molto meglio.
  • Mai inserire dati personali a rischio di bias: oltre a occupare spazio utile, possono essere penalizzanti.
  • Non usare un indirizzo di posta elettronica non professionale. Creane uno con nome e cognome, se non ce l'hai.
  • Mai dire bugie: fiducia e credibilità sono tra i valori aggiunti più apprezzati.

Per personalizzare CV e cover letter, modificarne agevolmente la struttura e aggiornare sempre i contenuti, prova i nostri modelli di lettera di presentazione e di CV.

I trucchi per avere un CV che piace agli ATS

Si chiamano, per esteso, Applicant Tracking System, in acronimo ATS, e servono per automatizzare la gestione delle candidature. Aiutano le grandi aziende a gestire la prima selezione, quando arrivano migliaia di CV. Sono soprattutto le parole chiave a determinare il comportamento degli ATS, e di conseguenza il loro 'giudizio' sul CV: se tali keyword (che in genere descrivono ruolo e competenze tipiche di un consulente) sono presenti nel curriculum, allora il semaforo tendenzialmente è verde, e il curriculum può arrivare al recruiter. Altrimenti no.

È quindi indispensabile avere un CV ottimizzato in ottica ATS. A tale scopo, leggi bene le nostre indicazioni.

  • Cerca le parole chiave che caratterizzano il ruolo per cui ti stai candidando, a partire da quelle usate nell'annuncio di lavoro.
  • Secondo step: fai in modo che nel tuo curriculum da consulenza le parole chiave siano uniformemente distribuite e bene in evidenza.
  • Evita di usare abbreviazioni, acronimi e sigle, a meno che non siano le stesse indicate nella job description.
  • Anche se visivamente efficaci, grafici, diagrammi e simili possono creare problemi agli ATS. Opta piuttosto per strutture semplici e lineari.
  • Prima di inviare il CV, salvalo in .pdf, che con gli ATS è compatibile.

Gli elementi da tenere sotto controllo per creare un curriculum da consulenza in modo professionale sono tanti, ed è facile che qualche aspetto sfugga. Il modo migliore per procedere senza pensieri è scegliere uno dei nostri modelli di curriculum: sono tutti a prova di ATS, con design e struttura approvati dai migliori esperti in recruiting. Semplici da modificare e aggiornare, scorrevoli da leggere, i CV creati con Jobseeker agevolano sia i candidati che i selezionatori.

Vuoi vedere che aspetto ha un CV suddiviso in sezioni coerenti e rigorosamente strutturate? Guarda i nostri curriculum vitae, che tra l'altro sono pronti per l'uso, facilissimi da modificare, con una varietà di design che risponde ai trend e alle aspettative di settore, in qualsiasi ambito professionale.

FAQ sul curriculum da consulenza

Il segreto (in sintesi) per un curriculum da consulenza efficace

Sezioni ben definite, punti elenco, keyword pertinenti, layout pulito, in grado di orientare chi legge in modo fluido e coerente: questi sono gli ingredienti principali di un curriculum da consulenza efficace. Il secondo must di un CV che lascia il segno sono contenuti mirati e concreti. Usa soltanto le informazioni rilevanti per la posizione che ti interessa e completa le descrizioni di mansioni svolte e obiettivi raggiunti con dati quantitativi o esempi pratici.

Tutto questo va fatto con gli strumenti giusti, ovvero con tool che aiutano a risparmiare tempo e garantiscono esiti a 'prova di recruiter', come quelli di Jobseeker. Così è possibile completare la strategia con la mossa fondamentale: personalizzare sempre CV e lettera di presentazione, adattandoli alle specifiche esigenze dell'annuncio di lavoro.

Materiale consultato:

  1. Università Cattolica del Sacro Cuore, Curriculum Vitae and Covering Letter
  2. Jobseeker, Trend e statistiche dal mondo delle Risorse Umane
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Autrice
Sara Reale, copywriter esperta in diversi settori d’impresa, trasforma temi complessi in contenuti divulgativi e piacevoli da leggere. In ambito di HR&career, propone spunti di riflessione e consigli pratici per aiutare i professionisti a distinguersi nel mercato del lavoro.

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