Curriculum da interior designer
Un curriculum da interior designer in grado di distinguersi non è soltanto un elenco di informazioni. Certo, è fondamentale indicare con precisione le competenze necessarie, le esperienze professionali di rilievo, i risultati raggiunti. Ma occorre anche valorizzare al meglio i tuoi punti di forza e la tua motivazione, per lasciare il segno e avere più probabilità di avanzare nella candidatura. In questo articolo, scoprirai tutti i suggerimenti chiave per raggiungere l’obiettivo.
Anche il profilo più qualificato rischia di passare inosservato se non è presentato nel modo giusto. Il tuo curriculum da interior designer deve parlare chiaro: mostrare subito chi sei, cosa sai fare e perché sei la persona giusta per quel ruolo. Un curriculum a regola d'arte è sintetico ma completo in ogni sua parte, preciso e persuasivo, in grado di valorizzare al meglio il tuo profilo e i punti di forza più richiesti nel settore design. Se non hai le idee chiare su come fare, o magari ne hai troppe e temi di andare fuori strada, con i nostri suggerimenti avrai tutto ciò che serve per creare un CV originale e accattivante ma rigorosamente professionale: il biglietto da visita ideale per lasciare il segno.
Sezioni principali del curriculum da interior designer
Per essere efficace, un CV da interior designer deve presentare le informazioni essenziali in modo chiaro, coerente e ben strutturato. Il modo migliore per farlo è organizzarle in sezioni distinte, così da guidare chi legge in un percorso di lettura razionale e scorrevole.
Formazione, competenze (soprattutto trasversali), esperienze di internship o volontariato, corsi professionalizzanti o progetti personali di rilievo per la candidatura: il tuo curriculum da interior designer, se sei appena entrato nel mondo del lavoro, presenterà verosimilmente queste informazioni. Se la sezione di esperienze professionali è poco 'guarnita', non è il caso di preoccuparsi: in un curriculum da interior designer per posizioni junior, i recruiter si aspettano di trovare altro, come appunto dettagli sul percorso formativo, skill idonee, esperienze di altro tipo.
A livello mid-level, e cioè con alcuni anni di esperienza alle spalle ma non ancora senior, il curriculum da interior designer dovrebbe riflettere un solido intreccio tra gli studi e le esperienze maturate sul campo. Chi si trova a questa fase ha tendenzialmente accumulato buone basi su tutti e due i fronti. In un curriculum da interior designer mid-level possono eventualmente trovare spazio informazioni opzionali, se pertinenti al ruolo, purché il resto dei dati importanti e dei punti di forza sia bene evidenziato.
Il punto forte del curriculum da interior designer di un professionista senior è l'esperienza sul campo. Per questo la sezione dedicata alla storia lavorativa occupa lo spazio maggiore, mentre tutto il resto (o quasi) è secondario. In un curriculum da interior designer per ruoli senior, la sezione della formazione occupa poco spazio e le sezioni opzionali raramente trovano posto.
La regola per creare delle sezioni efficaci è sapere quali sono quelle principali - che troverai qui di seguito - e completarle in modo preciso e ordinato, adattandole al tuo profilo e alle esigenze indicate nell'annuncio di lavoro.
Intestazione
Nell'intestazione del curriculum da interior designer, bisogna inserire tutte le informazioni utili per permettere ai recruiter di ricontattarti in caso di esito positivo della selezione: nome, cognome, numero di telefono, indirizzo email e, facoltativamente, indirizzo o città e paese di residenza. L'indirizzo email deve essere composto da nome e cognome: i nickname confidenziali sono rigorosamente vietati. Aggiungere il link al profilo LinkedIn è invece raccomandato, dal momento che i recruiter, con ogni proabilità, andranno a cercarlo lo stesso.
È imperativo rileggere con la massima attenzione questa parte del CV: qui i refusi si pagano molto cari... possono impedire ai selezionatori di contattarti!
Alessio Martinelli
alessio-martinelli@example.com
(111) 222 33 444 55
Via Nazionale 230, 00184 Roma RM Italia
https://linkedin․com/in/alessio–martinelli–123
Profilo professionale
Il profilo professionale del curriculum da interior designer, detto anche profilo personale, sommario o semplicemente profilo, è la sezione che presenta i punti più qualificanti del CV. Leggendo questo breve paragrafo, che non occupa mai più di qualche riga, i selezionatori devono vedere competenze ed esperienze di rilievo, espresse con chiarezza.
Per essere efficace, il profilo deve essere sintetico e incisivo: un vero e proprio esercizio di personal branding. Anche se è all'inizio del curriculum, il consiglio è di scriverlo per ultimo.
In un CV da interior designer fatto bene, il profilo include le informazioni più rappresentative del tuo percorso e più funzionali alla candidatura, espresse in modo chiaro, immediatamente comprensibile, con un tono persuasivo e al contempo concreto. Ogni affermazione trova conferma nel resto del CV e lascia in chi legge un'impressione di inequivocabile professionalità, oltre alla curiosità di volerne sapere di più. Qui sotto un buon esempio di profilo del CV, con tutte le caratteristiche descritte.
Esempio che funziona
Professionista con Laurea Triennale in Design degli Interni e consolidata esperienza nel design di spazi residenziali. Ho aumentato la soddisfazione clienti del 30% con proposte personalizzate. Unisco funzionalità ed estetica sostenibile.
Esempio meno riuscito (da migliorare)
Professionista con Laurea Triennale in Design degli Interni e percorsi operativi in contesti abitativi, capace di introdurre approcci orientati alla qualità percepita della clientela e all’integrazione tra praticità e sostenibilità estetica.
Qui sopra, un esempio di profilo del CV che non funziona. Il profilo di un interior designer risulta poco efficace quando si dilunga troppo, ripete concetti già espressi o resta sul generico. In questi casi, finisce per diventare una copia sbiadita del curriculum completo, povera di elementi davvero rilevanti. Invece di incuriosire, rischia di generare confusione e spegnere l’attenzione.
Esperienza lavorativa
La sezione dedicata alle esperienze lavorative è di cruciale importanza in qualsiasi CV, e il curriculum da interior designer non fa eccezione. Ciò significa che bisogna scegliere con estrema attenzione quali informazioni includere e presentarle nel modo più chiaro ed efficace possibile. Quando le esperienze sono tante è bene organizzarle partendo dalla più recente alla più datata, seguendo un ordine cronologico inverso. Si consiglia anche di selezionare solo quelle utili alla candidatura, nonché rilevanti per il settore design: il curriculum ha poco spazio disponibile, quindi bisogna impiegarlo in modo strategico. È poi fondamentale che tutti i dati siano corretti e attuali.
Quando si tratta di descrivere le esperienze, quindi il bagaglio professionale di un interior designer in ogni tappa ritenuta importante, bisogna essere chiari, esaustivi e concreti: per ogni impiego indica il nome dell'organizzazione o azienda, il periodo di collaborazione, il ruolo ricoperto, le responsabilità e i risultati ottenuti. L’obiettivo è offrire a chi legge una visione nitida e completa del tuo percorso.
Informazioni organizzate in elenchi puntati, mansioni coerenti con il ruolo (progettare spazi interni funzionali, selezionare materiali sostenibili, coordinare fornitori di mobili, ecc.) e obiettivi raggiunti messi opportunamente in evidenza, completi di dati quantitavi per dimostrare i risultati concreti: una sezione esperienze lavorative ben fatta si presenta così, ed è il miglior biglietto da visita di un interior designer serio e motivato. Qui di seguito, una sezione esperienze professionali fatta bene.
Esempio che funziona
Interior designer, gennaio 2023 - oggi
Design d'Interni S.r.l., Bologna
- Ho gestito ristrutturazione showroom 200 m² e ho aumentato flusso clienti del 30% e ridotto costi del 15%.
- Mi sono occupato di allestimento uffici open space con ergonomia migliorata del 20% e piena conformità normativa.
- Ho progettato concept di negozio flagship 150 m² con rispetto budget di €50.000 e ho ottenuto crescita vendite del 25%.
Esempio meno riuscito (da migliorare)
Interior designer, gennaio 2023 - oggi
Design d'Interni S.r.l., Bologna
- Ho gestito progetti di interior design per spazi residenziali urbani con attenzione al layout e ai materiali.
- Ho progettato interventi di ristrutturazione con approccio personalizzato alle scelte estetiche e alle finiture.
- Mi sono occupato di coordinamento cantiere e supervisione fornitori per progetti di interior design.
Qui sopra, una sezione esperienze professionali meno efficace. Include troppe informazioni che non hanno un ordine né una gerarchia ben chiare oppure, al contrario, non è completa o non mette in opportuna evidenza le informazioni più importanti, come le responsabilità e i risultati: così la sezione di esperienze professionali non funziona, perché risulta imprecisa e vaga.
Portfolio e samples di lavori
Se vuoi che recruiter e potenziali datori di lavoro vedano, nei fatti, ciò che sai fare, e non soltanto attraverso descrizioni a parole, basta inserire nel CV un link al portfolio, che è il 'contenitore' dei lavori e progetti migliori.
Il portfolio è utile in tutti i settori in cui l'esito del tuo lavoro può essere visto, letto o ascoltato: fondamentale per grafica e design, marketing e comunicazione, in generale nella creazione di contenuti, ma può essere utile anche in ambito tech e digitale nonché nella didattica. In molti casi viene esplicitamente chiesto nell'annuncio di lavoro. Dove inserire il link del portfolio? Se è molto importante per il ruolo, mettilo bene in evidenza in posizione iniziale, all'interno della presentazione, o addirittura tra i dati di contatto, oppure in una sezione apposita. Se legato a uno specifico ruolo del passato, sarà più conveniente inserirlo in coincidenza della relativa esperienza professionale. Infine, se già predisposto in .pdf, puoi anche allegarlo a parte e inviarlo insieme al CV.
Formazione
La sezione del curriculum da interior designer dedicata alla formazione è quella che indica il tuo percorso di studi.
Per diventare interior designer occorre la laurea, quindi la sezione dovrà descrivere il percorso accademico. Hai completato anche un master o frequentato corsi di specializzazione? Indica anche quelli con altrettanta precisione, per dimostrare l'impegno ad approfondire le competenze del settore.
Ciò che conta è essere chiari: chi legge (recruiter o futuro datore di lavoro) deve capire subito che cosa hai studiato, dove, per quanto tempo, con quali risultati. Come occorre fare per le esperienze di lavoro, anche per quelle formative bisogna essere precisi. In questo caso, i recruiter si aspettano di trovare nome e tipo di istituto, anno in cui hai conseguito il titolo, esito (e cioè il voto conclusivo).
Hai appena finito gli studi? Sfrutta la sezione formazione per raccontare qualcosa in più: corsi professionalizzanti, progetti mirati, seminari specifici. Hai già anni di carriera alle spalle? Bastano le informazioni essenziali. Qualunque sia il tuo profilo, non dimenticare le parole d'ordine: ordine e chiarezza.
Laurea Triennale in Design degli Interni, 2018 - 2021
Università degli Studi di Milano, Milano
Competenze
Indicare competenze specifiche (computer grafica 3D, comunicazione efficace, gestione budget, per fare qualche esempio) è una buona idea per il CV di un interior designer. Aiuta a rendere più completo il profilo. A patto che la sezione delle competenze sia strutturata in modo chiaro e pertinente al settore design. Come fare? Ecco qualche suggerimento pratico.
Competenze tecniche (hard skill)
Vengono in genere elencate tra le condizioni necessarie per accedere a una posizione lavorativa e indicano conoscenze specialistiche in un determinato ambito: sono le hard skill, o competenze tecniche. Le hard skill sono tra gli elementi che contribuiscono maggiormente a delineare il profilo professionale, proprio perché dimostrano una preparazione tecnica. Anche se l’elenco è breve, ai recruiter non passerà inosservato: ciò che conta è spiegare bene che cosa conosci e sai fare. In genere ci sono strumenti oggettivi per misurare il livello di conoscenza delle hard skill, come prove ad hoc e test. I risultati di questi esami rappresentano un utile complemento alla sezione.
La scelta delle competenze tecniche da inserire nel curriculum da interior designer dovrebbe sempre tenere conto del tipo di posizione a cui aspiri. Inserisci prima quelle più rilevanti, se c'è una gerarchia di importanza, altrimenti organizzale in base al grado di conoscenza: anche l’ordine in cui le presenti conta.
Qui di seguito un elenco di competenze tecniche importanti per un interior designer.
- Progettazione CAD
- Modellazione BIM
- Computer grafica 3D
Competenze personali (soft skill)
Le competenze trasversali, in inglese soft skill, più comunemente note come competenze personali, sono capacità utili nei più vari contesti lavorativi, anche molto diversi tra loro. Per questo si definiscono anche trasferibili, proprio perché applicabili a tanti ambiti differenti (settore design incluso). Che si tratti di problem solving o comunicazione efficace, il consiglio è di inserirle nella sezione competenze del curriculum da interior designer, così che siano ben visibili. I rectruiter tendono ad apprezzarle parecchio.
Nei CV junior del settore design sono carte da giocare importanti, perché possono almeno in parte sopperire alla mancanza di lunga esperienza. In quelli senior è meglio includere soltanto soft skill altamente mirate, e cioè indispensabili al ruolo. Anche se le competenze personali non sempre possono essere misurate con precisione, è di prassi fornire comunque una stima del livello di competenza.
Ecco alcune soft skill utili per chi svolge la professione di interior designer.
- Creatività
- Attenzione ai dettagli
- Comunicazione efficace
La parola all'esperto:
Per l’Università UniCusano un curriculum ben progettato con un design originale e una forte identità visiva può colpire l’attenzione dei selezionatori molto più di un modello standard. (1)
Corsi, certificazioni, attestati
Indicare corsi, attestati o certificazioni nel curriculum è una buona strategia, anche in un CV da interior designer, se ne hai ricavato strumenti rilevanti per la posizione a cui aspiri. Nel mercato del lavoro di oggi sono richiesti formazione e aggiornamento continui in pressoché ogni settore. Le certificazioni dimostrano la capacità di stare al passo con i tempi. Spesso indicano competenze pratiche, che i corsi di studi tradizionali, più teorici, potrebbero non aver fornito. In alcuni casi possono essere fondamentali per fare un avanzamento di carriera o aprire strade professionali nuove.
L'importante, quando si tratta di indicare certificazioni e attestati, è selezionare quelli realmente richiesti nel settore design e specificare con precisione l'ente che le ha rilasciate, le modalità di svolgimento del corso, l'anno di conseguimento.
Qui sotto, una serie di certificazioni che possono essere utili a un interior designer.
- Certificazione LEED AP, 2023
- Corso AutoCAD avanzato, 2023
- Corso SketchUp professionale, 2023
Competenze linguistiche
Le competenze linguistiche indicano la conoscenza delle lingue straniere: in un mondo, e in un mercato del lavoro, sempre più globalizzati, devono sempre trovare spazio nel CV. Dedica una specifica sezione del CV alle lingue: indica la tua lingua madre e, a seguire, le altre che conosci, partendo da quella che padroneggi meglio. Specifica sempre il tuo livello di competenza, utilizzando peferibilmente criteri valutativi ufficiali per agevolare i recruiter a comprendere le tue reali capacità.
Il modo più semplice è usare la progressione valutativa classica: base, intermedio, avanzato. Non è il massimo della precisione ma è comprensibile. Per esempio:
- Inglese - avanzato
- Spagnolo - intermedio
- Francese - base
Ma siccome le competenze lingistiche possono essere quantificate con precisione e valutazioni standard, perché non fare riferimento a quelli? Il QCER, per esempio, che è il quadro di valutazione usato in Europa, oppure i test ufficiali delle singole lingue, come quelli proposti dagli istituti culturali nazionali o dalle università.
- A1: Livello base
- A2: Livello elementare
- B1: Livello intermedio
- B2: Livello intermedio superiore
- C1: Livello avanzato
- C2: Livello di padronanza
Sezioni opzionali
Se il tuo curriculum da interior designer ha ancora un po' di spazio, oltre alle sezioni principali che abbiamo sopradescritto, puoi valutare se inserire una (o più) sezioni opzionali. Si tratta di elementi extra, che devono trovare spazio soltanto se pertinenti, e cioè se aggiungono informazioni che valorizzano il profilo. Sei all'inizio del tuo percorso professionale? Probabilmente serviranno. Se invece hai un CV da interior designer senior, proabilmente non serviranno.
Hobby e interessi
A che cosa serve la sezione degli hobby e interessi? Ad arricchire il CV di chi è appena entrato nel mondo del lavoro, e non ha ancora assunto ruoli significativi nel settore design, o ad aggiungere un tocco personale in quello di chi ha molti anni di esperienza. Purché le attività siano scelte bene. La regola da seguire è semplice: scegli attività che dimostrano predisposizione, attinenza o specifiche competenze connesse alla candidatura e coerenti con il resto del curriculum da interior designer. Così, anche un passatempo può diventare in un'informazione strategica, utile per la valutazione di chi legge il CV.
Premi e riconoscimenti
Se il tuo percorso formativo o professionale comprende riconoscimenti o premi, includerli nel tuo curriculum da interior designer è un'ottima idea. Jobseeker consente di creare una sezione apposita anche per questo. Di quale riconoscimento si tratta? È noto solo in Italia o anche all'estero? È conferito da un ente locale o nazionale, privato o pubblico? Non dare mai per scontato che chi legge lo sappia. Non serve dilungarsi, ma offrire i dati giusti per renderne chiara l’importanza.
Volontariato
Il volontariato può essere molto più di un’esperienza personale: quando contribuisce allo sviluppo di competenze trasferibili nel mondo del lavoro, merita spazio nel CV. Per essere efficaci, le esperienze di volontariato devono evidenziare capacità che non emergono altrove nel tuo curriculum da interior designer e che sono funzionali alla candidatura. Includile con dettagli precisi: nome dell’ente, periodo o frequenza dell'attività, ruolo ricoperto, impatto.
Referenze
Se un tuo ex datore di lavoro o un ex collega senior sono disponibili a parlare della buona collaborazione che avete avuto e dei tuoi punti di forza, i loro contatti possono svolgere il ruolo di referenze per il curriclum. Nel curriculum bastano due, al massimo tre, referenze, di cui dovrai indicare nome, ruolo, azienda, contatto (email/telefono). Prima di inserirle, però, non dimenticare di chiedere loro l'autorizzazione a condividere i dati. Tieni presente che le referenze possono avere una sezione dedicata nel tuo curriculum da interior designer, ma in genere è l'azienda a farne esplicita richiesta. Per questo motivo, di solito, nel CV si inserisce soltanto una frase come "Le referenze sono disponibili su richiesta".
Dati da tenere a mente
Secondo il 40% dei selezionatori, la formattazione è molto importante ai fini della leggibilità da parte degli ATS. Tabelle e immagini, per esempio, rischiano di non essere riconosciute dai software. Chi opta per soluzioni grafiche di questo tipo, farà bene a valutare con cautela se inserirle o meno. (2)
Il segreto di un curriculum da interior designer efficace: le parole giuste
Contesto, interlocutore e scopo finale richiedono specificità, il che significa che le parole da includere nel CV devono essere scelte con strategia. Anche perché il curriculum ha limiti di spazio invalicabili. Chi legge decine, anzi centinaia, di CV ha bisogno di poter individuare subito dati concreti e informazioni precise. Usa costruzioni sintetiche e scegli preferibilmente costruzioni attive, verbi che indicano azioni concrete, dati di quantità.
- Progettare
- Gestire progetti
- Coordinare fornitori
- Sviluppare concept
- Ottimizzare spazi
- Selezionare materiali
- Curare allestimenti
- Collaborare con team
- Supervisionare cantiere
- Fare ricerca tendenze
Esempio di curriculum da interior designer
L'esempio presenta un curriculum da interior designer con una struttura a regola d'arte, che riflette tutte le indicazioni viste fin qui:
Via Nazionale 230, 00184 Roma RM Italia
•
alessio-martinelli@example.com
•
(111) 222 33 444 55
•
https://linkedin․com/in/alessio–martinelli–123
Laurea Triennale in Design d’Interni, realizzo progetti innovativi ottimizzando spazi e budget. Ho incrementato la soddisfazione clienti del 25%. Mi concentro su soluzioni funzionali ed esteticamente curate e personalizzate.
Assistente progettista di interni
2023
-2026
Interni Creativi S.r.l. (Roma)
- Ho gestito progetti di ristrutturazione per quattro showroom commerciali con un budget complessivo di 150.000 euro, consegnati entro i tempi previsti con un risparmio del 20% sui costi.
- Mi sono occupato di coordinare un team di sei fornitori per la realizzazione di arredi su misura con un risparmio del 12% sui costi.
- Ho organizzato il restyling di tre appartamenti di lusso, consegnato il progetto in sei settimane anziché nelle otto previste e incrementato il gradimento dei clienti dal 80% al 95%.
Laurea Triennale in Design d’Interni
2018
-2021
Università degli Studi di Milano (Milano)
Progettazione CAD
Modellazione BIM
Computer grafica 3D
Creatività
Attenzione ai dettagli
Comunicazione efficace
Certificazione LEED AP
Corso AutoCAD avanzato
Italiano - Madrelingua
Inglese - Avanzato
Che aspetto ha un curriculum davvero professionale? Quali sono il layout e i colori più efficaci per attrarre l'attenzione di recruiter e datori di lavoro? Per averne un'idea, guarda i nostri esempi di curriculum e prendi ispirazione.
Come creare un curriculum da interior designer efficace dalla prima all'ultima riga
Che cosa fare
- Disponi gli elenchi in cronologia inversa, per le esperienze di lavoro e quelle di formazione.
- Evidenzia le competenze funzionali alla posizione che ti interessa in una sezione dedicata.
- Usa verbi d'azione per descrivere responsabilità e mansioni (per es., "progettare", "gestire progetti", "coordinare fornitori").
- Punta alla sintesi: una pagina per chi è all'inizio del percorso, due pagine per chi ha esperienza.
- Descrivi i risultati conseguiti con numeri e percentuali, così che appaiano reali e concreti.
Che cosa non fare
- Non includere hobby che non siano pertinenti rispetto al ruolo.
- Non includere esperienze di lavoro non rilevanti rispetto alla posizione per cui ti candidi.
- Evita di usare un’email diversa dal tuo nome e cognome veri: è l'unica adeguata al contesto lavorativo.
- Mai dimenticare di (ri)controllare i dati di contatto: sarebbe un peccato avere un curriculum da interior designer perfetto... con numero di telefono o email sbagliati.
- Non abusare delle forme passive: nei CV la forma attiva suona molto meglio.
I trucchi per avere un CV che piace agli ATS
Si chiamano, per esteso, Applicant Tracking System, in acronimo ATS, e servono per automatizzare la gestione delle candidature. Aiutano le grandi aziende a gestire la prima selezione, quando arrivano migliaia di CV. Gli ATS stabiliscono se il curriculum è adatto oppure no in base a un criterio prevalente: la presenza di determinate parole chiave. Queste keyword sono termini specifici legati al ruolo e alle mansioni tipiche di un interior designer, spesso ripresi direttamente dalla job description o dal sito dell'azienda.
È quindi indispensabile avere un CV ottimizzato in ottica ATS. A tale scopo, leggi bene le nostre indicazioni.
- Prima di tutto, cerca le keyword: in genere corrispondono a competenze, qualifiche e termini relativi alla professione.
- In secondo luogo, inseriscile nel tuo curriculum da interior designer evidenziandole in grassetto o maiuscolo o nei titoli.
- Evita di usare abbreviazioni, acronimi e sigle, a meno che non siano le stesse indicate nella job description.
- Non inserire troppi elementi grafici: tabelle e diagrammi non sono ben leggibili dagli ATS.
- Quando il lavoro è completato, salva il curriculum in .pdf.
Con Jobseeker, puoi creare un curriculum da interior designer ATS-friendly, scegliere tra tantissimi modelli di curriculum diversi, modificare e aggiornare template e contenuti in un click.
I nostri curriculum vitae sono fatti apposta per adattarsi alle esigenze e agli standard di ogni settore: bastano pochi click per crearne uno su misura.
Le domande più frequenti sul curriculum da interior designer
Inserire una foto nel CV non è una regola fissa. Si tratta di un’opzione, che va ponderata a seconda del settore e delle consuetudini del luogo in cui invierai il curriculum.
In Europa, Italia compresa, è una consuetudine ben accolta, mentre nei paesi anglofoni si tende a evitare per prevenire discriminazioni. Aggiungere un’immagine può aiutare a rendere il profilo più personale e memorabile, ma può anche diventare un punto debole, in termini di privacy e bias potenziali.
Fatte le debite considerazioni, la foto nel CV ha senso solo se funzionale alla candidatura come tutto il resto. Perciò è imperativo sceglierne una che comunichi professionalità e coerenza rispetto al ruolo, oltre ad adattarsi bene all'impaginato.
Il curriculum dice chi sei, ma la lettera di presentazione dice perché sei la scelta giusta. È l’occasione per raccontare cosa ti rende davvero speciale per la candidatura e qual è il valore aggiunto che porti. In poche righe, può rendere vivo e autentico il tuo profilo professionale.
Non tutte le lettere, però, hanno lo stesso effetto. Prima di tutto: struttura chiara. Dati personali, breve introduzione, paragrafo centrale con i punti forti che ti caratterizzano, chiusura con elementi essenziali (saluto e ringraziamento). Tre o quattro paragrafi, a questo scopo, devono essere più che sufficienti.
Il testo deve essere veloce da leggere e piacevole da seguire, con font ben leggibili. Anche l’aspetto grafico conta: deve essere identico a quello del CV, per dare un’impressione coerente e professionale. Diversamente lettera e curriculum potrebbero confondere.
Per cominciare, il modo più semplice è guardare degli esempi di lettera di presentazione ben fatti. Quelli di Jobseeker sono i migliori, qualunque sia l'ambito professionale che ti interessa.
Se sei un interior designer senza esperienza professionale, focalizza l'attenzione su tutto il resto (purché sia funzionale alla candidatura, ovviamente): formazione, competenze, ma anche esperienze extra-curricolari o attività di volontariato e hobby.
Il modello migliore per un CV senza esperienza è il formato funzionale: anziché tutte le sezioni principali, con le informazioni disposte in ordine cronologico, include soltanto quelle pertinenti al ruolo, in ordine di importanza. In genere nei curriculum junior sono in prima posizione competenze, opportunamente evidenziate, risultati e progetti accademici, eventuali periodi trascorsi all'estero, esperienze di tirocinio.
Ricorda di includere anche delle soft skill, richieste pressoché in tutti gli ambiti, e di sottolineare i valori aggiunti di chi è a inizio percorso, come una motivazione fortissima e la disponibilità ad adattarsi e imparare.
Il CV racconta la tua storia professionale: come un buon libro, deve avere un buon titolo. Ma qual è il titolo giusto per un curriculum da interior designer?
Un buon titolo deve essere chiaro e semplice. È quindi raccomandabile includere sempre il ruolo, accompagnato da un paio di parole chiave. Gli aggettivi sono da valutare con molto criterio: in teoria possono renderlo più accattivante, ma se non sono scelti bene faranno l'effetto opposto. Nel dubbio, meglio lasciar perdere.
Quando si deve scegliere il titolo per il CV, è bene non dimenticare che servirà anche agli ATS: includendo le giuste keyword, la prima scansione del documento sarà agevolata.
Di seguito dei buoni esempi di titolo, distinti per grado di esperienza.
- Interior designer junior creativo
- Interior designer specializzato in soluzioni innovative
- Interior designer senior
Per personalizzare CV e cover letter, modificarne agevolmente la struttura e aggiornare sempre i contenuti, prova i nostri modelli di lettera di presentazione e di CV.
Il segreto (in sintesi) per un curriculum da interior designer efficace
Le prime parole d'ordine per un perfetto curriculum da interior designer sono chiarezza e struttura, perché il CV deve prima di tutto essere ben organizzato e da leggere in pochi secondi. Usa sezioni ben definite, elenchi puntati, parole chiave, il tutto in un layout ordinato in grado di accompagnare scorrevolmente la lettura. Sul fronte del 'che cosa dire', la domanda da porsi è: sto scrivendo per raccontare tutto ciò che ho fatto… o solo ciò che serve davvero per ottenere il lavoro? L'approccio giusto è il secondo: riserva al CV le informazioni rilevanti, non altre, supportandole con dati concreti.
Ultima (ma non per importanza) regola fondamentale: esprimi chiaramente le ragioni per cui vuoi quel ruolo e perché hai scelto proprio quell’azienda. Il curriculum non è soltanto una scheda tecnica, ma anche un modo per far arrivare la tua personalità e motivazione. Inizia subito a creare il tuo con Jobseeker!
Riferimenti:
- UniCusano (University of Rieti), Curriculum creativo: che cos’è e come realizzarlo
- Jobseeker, Trend e statistiche dal mondo delle Risorse Umane
Stupisci i datori di lavoro con il tuo CV
Una guida step by step per creare un curriculum vitae professionale in pochi minuti.
