Scritto da Sara Reale, Autrice • Ultimo aggiornamento 18 febbraio 2026

Curriculum da business analyst

Un curriculum da business analyst in grado di distinguersi non è soltanto un elenco di informazioni. Certo, è fondamentale indicare con precisione le competenze necessarie, le esperienze professionali di rilievo, i risultati raggiunti. Ma è indispensabile anche far emergere chi sei e valorizzare al massimo ogni aspetto del tuo percorso funzionale al ruolo. Nel nostro articolo, troverai tutti i consigli pratici per raggiungere questo scopo: per creare un CV completo ed efficace, superare la selezione, ottenere il lavoro.

Crea il tuo CV

Puoi avere tutta l'esperienza del mondo, ogni singola competenza richiesta, la motivazione più forte, ma se il tuo curriculum da business analyst non lo dimostra, sarà come se non le avessi. Non importa a che punto sei del percorso: qualunque sia il tuo valore aggiunto, che derivi da anni di studio e da una lunga esperienza nel settore consulenza aziendale oppure da determinazione e forza di volontà incrollabili, se il CV non riesce a comunicarlo con efficacia, rischi di non arrivare al colloquio. Per fortuna sei nel posto giusto: in questa guida troverai tutto, ma proprio tutto, ciò che serve per procedere senza esitazione.

Sezioni principali del curriculum da business analyst

Il curriculum vitae è un documento che serve per un obiettivo preciso – ottenere il lavoro che cerchi – ma è anche un testo da leggere: se le informazioni non sono esposte in modo chiaro e strutturato, non avrà alcuna efficacia. Ecco perché un buon CV da business analyst deve essere suddiviso in sezioni.

Vuoi compilare un curriculum da business analyst adatto a una candidatura mid-level? L’ideale è mettere in luce in modo bilanciato esperienza lavorativa e formazione. A questo stadio del percorso, i professionisti possono in genere garantire una preparazione completa, fatta sia di teoria che di pratica. In un curriculum da business analyst mid-level possono eventualmente trovare spazio informazioni opzionali, se pertinenti al ruolo, purché il resto dei dati importanti e dei punti di forza sia bene evidenziato.

Ogni sezione contiene dei dati specifici, così che recruiter e futuri datori di lavoro possano trovare subito ciò che cercano. Qui di seguito troverai quelle principali.

Intestazione

Nell'intestazione del curriculum da business analyst, bisogna inserire tutte le informazioni utili per permettere ai recruiter di ricontattarti in caso di esito positivo della selezione: nome, cognome, numero di telefono, indirizzo email e, facoltativamente, indirizzo o città e paese di residenza. Ricorda di usare un'email che comunichi professionalità: composta da nome e cognome (niente nickname, abbreviazioni ironiche e simili). Anche se non è obbligatorio, aggiungere un link a LinkedIn è una buona idea, perché aiuta i selezionatori a capire meglio chi sei e qual è la tua rete professionale.

Può sembrare scontato ma non lo è: rileggi bene. Basta un refuso - un numero al posto di un altro nel numero di telefono, un punto in più nell'email - per impedire ai selezionatori di comunicare con il candidato.

Carlotta Milani
carlotta-milani@example.com
(111) 222 33 444 55
Corso Vittorio Emanuele II 34, 00186 Roma
https://linkedin․com/in/carlotta–milani–123

Profilo professionale

Il profilo professionale ha un ruolo molto importante in un curriculum da business analyst perché è la sezione che mette subito in luce i punti forti del CV (è detto anche profilo personale, sommario o semplicemente profilo). Leggendo questo breve paragrafo, che non occupa mai più di qualche riga, i selezionatori devono vedere competenze ed esperienze di rilievo, espresse con chiarezza.

Le parole d'ordine da seguire sono sintesi e persuasione. Per mettere a fuoco che cosa inserire e che cosa escludere, è buona norma scriverlo dopo aver concluso il CV anche se andrà in incipit.

Tono diretto, chiaro e coinvolgente, senza compromessi sulla solidità dei contenuti: ogni punto descritto trova riscontro nel resto del curriculum, trasmette professionalità ed è anche in grado di invogliare chi legge a proseguire. Ecco le caratteristiche del profilo che ci vuole per un CV da business analyst ben fatto. Qui sotto un buon esempio di profilo del CV, con tutte le caratteristiche descritte.

Esempio efficace

Business analyst con laurea in Economia Aziendale, esperta in analisi finanziaria. Track record di ottimizzazione dei flussi di lavoro (media del + 25% di produttività). Propongo soluzioni evidence-based con risultati reali misurabili. Ottime doti comunicative.

Esempio meno incisivo

Professionista con Laurea Triennale in ambito economico e competenze in analisi finanziaria, orientata a processi migliorativi attraverso metodologie generali, in grado di adeguare dinamiche operative a criteri basati su evidenze.

Qui sopra, un profilo da non prendere come esempio. Il profilo di un business analyst risulta poco efficace quando si dilunga troppo, ripete concetti già espressi o resta sul generico. In questi casi, finisce per diventare una copia sbiadita del curriculum completo, povera di elementi davvero rilevanti. Invece di incuriosire, rischia di generare confusione e spegnere l’attenzione.

Esperienza lavorativa

Come in qualsiasi CV, anche in un curriculum da business analyst le esperienze professionali sono di grande interesse per chi legge. Bisogna quindi decidere con criterio quali inserire e fare molta attenzione a presentarle con cura. Le informazioni devono sempre essere aggiornate al momento in cui scrivi, in modo da comprendere la situazione attuale. Seleziona solo le esperienze pertinenti alla posizione per cui ti candidi, e quindi al settore consulenza aziendale (lo spazio nel CV è limitato: va utilizzato con attenzione). Infine, se lavori da molti anni, organizza i dati in ordine cronologico inverso, partendo cioè dai più recenti.

Per fornire ai recruiter un quadro chiaro e completo di ciò che hai fatto e del contributo che hai dato nelle diverse esperienze lavorative, indica per ciascuna il nome dell’organizzazione o azienda, la durata della collaborazione e descrivi con precisione ruoli, mansioni, obiettivi raggiunti. Così verrà fuori l'identikit professionale di un business analyst a cui non manca niente per iniziare il nuovo impiego.

Per creare una sezione esperienze lavorative gradita ai recruiter, e cioè scorrevole e ben fatta, puoi procedere così: usa elenchi puntati per organizzare le informazioni; evidenzia i compiti svolti (analizzare dati con SQL, definire requisiti di progetto, coordinare stakeholder interni e così via), i risultati ottenuti e i dati misurabili, come numeri o percentuali, per dimostrare il tuo valore con esempi precisi. Infine metti in grassetto le parole chiave presenti nella job description (in genere corrispondono ai 'must have' di un business analyst con un profilo perfettamente allineato alla candidatura). Ecco una sezione esperienze lavorative organizzata come si deve.

Esempio efficace

Analista di business, gennaio 2023 - oggi
Analisi Aziendale Srl, Roma

  • Ho gestito un budget annuale di 2 milioni di euro con conseguente riduzione dei costi del 15%.
  • Ho implementato dashboard Power BI con integrazione di cinque sistemi ERP e riduzione dei tempi di reporting del 40%.
  • Ho definito KPI finanziari mensili che hanno aumentato l’accuratezza delle previsioni dal 70% al 92%.

Esempio meno incisivo

Analista di business, gennaio 2023 - oggi
Analisi Aziendale Srl, Roma

  • Ho gestito progetti di analisi e miglioramento dei processi aziendali in diverse aree funzionali e operative.
  • Mi sono occupato di sviluppo e ottimizzazione di reportistica interna a supporto delle decisioni dei team dirigenziali e operativi.
  • Ho gestito attività di analisi di mercato e benchmarking competitivo per individuare opportunità di business e definire strategie di crescita.

Qui sopra, una sezione esperienze professionali meno efficace. Informazioni descritte in modo generico, responsabilità e obiettivi omessi o poco visibili, assenza di dati concreti o quantitativi per dimostrare i risultati: una sezione esperienze lavorative di questo tipo rischia di non lasciare il segno.

Formazione

La sezione del curriculum da business analyst che dà spazio alla formazione è quella che spiega gli studi che hai fatto.

Questa sezione dovrà prima di tutto includere i dati relativi al percorso universitario: per lavorare come business analyst è infatti necessaria la laurea. Se oltre alla laurea hai seguito corsi di specializzazione o master per approfondire ulteriormente conoscenze e competenze di settore, indica anche quelli.

Ciò che conta è essere chiari: chi legge (recruiter o futuro datore di lavoro) deve capire subito che cosa hai studiato, dove, per quanto tempo, con quali risultati. Come occorre fare per le esperienze di lavoro, anche per quelle formative bisogna essere precisi. In questo caso, i recruiter si aspettano di trovare nome e tipo di istituto, anno in cui hai conseguito il titolo, esito (e cioè il voto conclusivo).

Premettendo che tutto deve essere ben leggibile, organizzato e aggiornato, se hai alle spalle una lunga esperienza di lavoro, per la formazione ti basterà indicare i dati sopracitati. Se hai un profilo junior, è meglio arricchire la sezione con approfondimenti coerenti con la posizione desiderata, per esempio specificando i contenuti di singoli corsi o workshop.

Laurea Triennale in Economia Aziendale, 2018 - 2021
Università degli Studi di Milano, Milano

Competenze

Mettere opportunamente in evidenza le competenze utili al ruolo di business analyst (per esempio analisi dati con SQL, ascolto attivo, gestione del tempo), serve ad attrarre l'attenzione dei recruiter. A una condizione però: organizzare la sezione delle competenze, e i suoi contenuti, con criterio, e cioè in modo perfettamente coerente al settore consulenza aziendale. Vediamo come fare.

Competenze tecniche (hard skill)

Con il termine inglese hard skill, usatissimo anche in italiano, si indicano competenze tecniche legate a un ambito specifico, che trovano applicazione solo in quel contesto. Di solito, sono tra i requisiti richiesti esplicitamente negli annunci di lavoro. Poiché riflettono una preparazione specifica, le hard skill danno al curriculum un’impronta ben definita. Vanno inserite nella sezione delle competenze, chiarendo bene in cosa consiste ogni singola conoscenza se non immediatamente comprensibile. Meglio concentrarsi sulla qualità delle informazioni che sulla quantità. In genere ci sono strumenti oggettivi per misurare il livello di conoscenza delle hard skill, come prove ad hoc e test. I risultati di questi esami rappresentano un utile complemento alla sezione.

Quando compili il curriculum da business analyst, chiediti quali competenze tecniche siano effettivamente utili per il ruolo. Parti da quelle più pertinenti e disponile in modo che emergano subito: prima le più rilevanti o, se equivalenti, quelle che conosci meglio.

Qui di seguito un elenco di competenze tecniche importanti per un business analyst.

  • Analisi dati con SQL
  • Modellazione processi aziendali
  • Statistica avanzata con R

Competenze trasversali (soft skill)

Le competenze trasversali, in inglese soft skill, più comunemente note come competenze personali, sono capacità utili nei più vari contesti lavorativi, anche molto diversi tra loro. Per questo si definiscono anche trasferibili, proprio perché applicabili a tanti ambiti differenti (settore consulenza aziendale incluso). Nel mercato del lavoro le soft skill sono molto apprezzate: competenze come orientamento al risultato e attenzione ai dettagli hanno sempre il loro perché, anche in un curriculum da business analyst. Di certo contribuiscono a rendere più forti le tue credenziali e vanno inserite nella sezione dedicata.

Nei CV junior del settore consulenza aziendale sono carte da giocare importanti, perché possono almeno in parte sopperire alla mancanza di lunga esperienza. In quelli senior è meglio includere soltanto soft skill altamente mirate, e cioè indispensabili al ruolo. Se non possono essere accompagnate da una valutazione precisa, come un voto o un punteggio, le competenze personali rischiano di apparire generiche. Meglio aggiungere una (auto)valutazione che ne dia una misura.

Per il ruolo di business analyst, possono servire le seguenti competenze trasversali.

  • Ascolto attivo
  • Pensiero critico
  • Orientamento al risultato

Competenze linguistiche

Parlare più lingue è un asset, in uno scenario del lavoro come quello di oggi che è senza confini. Ecco perché, in un CV che si rispetti, occorre inserire anche le competenze linguistiche. L'ideale è predisporre una sezione dedicata, in cui segnalare la lingua madre seguìta dalle lingue secondarie, da indicare in ordine di padronanza. A questo proposito, sappi che è molto importante far capire bene il livello di conoscenza reale di ogni lingua, facendo riferimento a sistemi di valutazione condivisi.

  • Francese - avanzato
  • Inglese - intermedio
  • Tedesco - base

Un modo più rigoroso è ricorrere ai punteggi dei test standardizzati, come il TOEFL per l'inglese, o a sistemi valutativi riconosciuti internazionalmente, come il Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (QCER), che stabilisce sei livelli di competenza, dal più basico (A1) al più avanzato (C2). Per esempio:

  • A1: Livello base
  • A2: Livello elementare
  • B1: Livello intermedio
  • B2: Livello intermedio superiore
  • C1: Livello avanzato
  • C2: Livello di padronanza

Corsi, certificazioni, attestati

Corsi, certificazioni e attestati nel CV (CV da business analyst incluso) possono raccontare molto di te. A volte possono segnalare proprio ciò che serve per ottenere il ruolo. Restare fermi, del resto, non è più un’opzione. In uno scenario globale che cambia di continuo, aggiornarsi è una condizione necessaria negli ambiti più diversi. Le certificazioni parlano chiaro: dicono che non hai paura di evolvere e che cerchi strumenti concreti per migliorarti. Spesso sono il ponte tra ciò che sei e ciò che vuoi diventare.

Per avere un impatto reale, le certificazioni inserite nel CV devono essere mirate al settore consulenza aziendale e descritte nel dettaglio: ente erogatore, modalità, anno. Solo così diventano credibili e utili.

Di seguito alcune certificazioni che possono servire a un business analyst.

  • Certificazione PMI PBA, 2023
  • Certificazione CBAP IIBA, 2023
  • Analista certificato AgileBA, 2023

Il parere dell'esperto:

L’Università Cattolica sottolinea che i punti di forza di un curriculum devono emergere subito, e che la personalizzazione rispetto all’azienda e al ruolo è il modo migliore per distinguersi. (1)

Sezioni opzionali

Se il tuo curriculum da business analyst ha ancora un po' di spazio, oltre alle sezioni principali che abbiamo sopradescritto, puoi valutare se inserire una (o più) sezioni opzionali. Si tratta di elementi extra, che devono trovare spazio soltanto se pertinenti, e cioè se aggiungono informazioni che valorizzano il profilo. Sei all'inizio del tuo percorso professionale? Probabilmente serviranno. Se invece hai un CV da business analyst senior, proabilmente non serviranno.

Hobby e interessi

Un elemento in più per distinguersi e personalizzare il curriculum: la sezione hobby e interessi può raccontare aspetti della personalità che non emergono altrove. Spesso è usata da chi è a inizio percorso nel settore consulenza aziendale, e a volte anche da profili più esperti, a patto che gli interessi siano sensati. Come scegliere gli hobby da includere nel curriculum da business analyst? Non è difficile: basta non spostare il focus dalla candidatura e inserire soltanto attività che aggiungono valore, mostrando elementi in linea con il ruolo. L’obiettivo non è riempire spazio, ma rafforzare il profilo in modo mirato.

Premi e riconoscimenti

Indicare premi e riconoscimenti nel curriculum da business analyst può essere un modo per farsi notare, distinguendosi dagli altri candidati, e di segnalare il proprio valore in modo oggettivo: due elementi che, con buona probabilità, non passeranno inosservati ai recruiter. Jobseeker non a caso consente di creare CV con una sezione ad hoc, pensata proprio per questo tipo di informazione. I premi da includere devono essere accompagnati dalle informazioni identificative fondamentali: nome del riconoscimento, ente che lo ha conferito, data di assegnazione e, se c'è spazio a sufficienza, una breve descrizione del motivo per cui è stato attribuito. Naturalmente, maggiore è la notorietà del riconoscimento, maggiore è il valore che ha nel CV.

Volontariato

Le esperienze di volontariato nel CV a volte sono rilevanti quanto un impiego. Contribuiscono a sviluppare hard o soft skills applicabili in ambito professionale? Allora vanno raccontate. Per trovare posto nel tuo curriculum da business analyst, magari in una sezione dedicata, le attività svolte devono concretamente dimostrare capacità pratiche e applicabili al ruolo di tuo interesse, che il resto del CV non consente di cogliere. Se è così, descrivi l'attività con la stessa precisione che dedicheresti a un impiego lavorativo, indicando nome, tipo di organizzazione e indirizzo, durata, mansioni, obiettivi raggiunti.

Referenze

Le referenze nel curriculum sono persone, con le quali hai lavorato, che possono parlare delle tue competenze e della tua esperienza. Si tratta in sostanza di testimoni della tua affidabilità professionale. Possono essere ex datori di lavoro, colleghi senior, supervisori oppure docenti, nei CV di studenti e neolaureati. Di prassi, le referenze si condividono soltanto previa richiesta da parte dell’azienda, che in tal caso lo segnalerà in fase di selezione. Ne bastano poche (mai più di tre), purché complete di nome e cognome, azienda, ruolo e contatti (email o telefono). Nel tuo curriculum da business analyst, nel frattempo, puoi inserire una frase come "Le referenze saranno fornite su richiesta".

Dati che contano

I professionisti delle Risorse Umane impiegano in media 30 secondi per decidere se un CV meriti una lettura approfondita oppure no. Di conseguenza, è imperativo evidenziare i punti di forza in modo chiaro ed efficace: le esperienze lavorative di rilievo, le competenze chiave, gli obiettivi raggiunti. Diversamente, in mezzo minuto si rischia di perdere la propria occasione. (2)

Le parole giuste per un perfetto curriculum da business analyst

Le parole giuste, nel posto giusto, possono fare la differenza per un recruiter, abituato a leggere moli di dati, e molto in fretta. Ecco perché è fondamentale saper usare un linguaggio adatto al curriculum. Optando per verbi di azione, numeri che indicano obiettivi raggiunti e frasi brevi ma concrete è difficile sbagliare.

  • Analizzare dati
  • Definire processi
  • Sviluppare strategie
  • Ottimizzare flussi
  • Monitorare prestazioni
  • Gestire stakeholder
  • Elaborare report
  • Facilitare workshop
  • Implementare soluzioni
  • Valutare rischi

Esempio di curriculum da business analyst

L'esempio presenta un curriculum da business analyst con una struttura a regola d'arte, che riflette tutte le indicazioni viste fin qui:

Carlotta Milani
Business analyst orientata al risultato

Corso Vittorio Emanuele II 34, 00186 Roma

carlotta-milani@example.com

(111) 222 33 444 55

https://linkedin․com/in/carlotta–milani–123

Business analyst con laurea in Economia Aziendale, specializzata ottimizzazione dei flussi di lavoro in grandi imprese e multinazionali. Realizzo dashboard che aumentano l’efficienza media operativa del 25% su base sementrale. La mia forza è la visione strategica unita ad approccio pragmatico e collaborativo.

Esperienze lavorative

Assistente al controllo di gestione

2023

-

2026

Controller & Partners S.r.l. (Roma)

  • Ho gestito un budget operativo di 3 milioni di euro, conseguendo un contenimento dei costi del 12% in dodici mesi.
  • Mi sono occupata di standardizzare il processo di reporting mensile, riducendo il time-to-delivery da cinque a tre giorni e garantendo l’accuratezza al 99%.
  • Ho implementato modelli di forecast trimestrali con margine di errore inferiore al 5%, supportando decisioni strategiche per aumentare il fatturato del 7% anno su anno.
Formazione

Laurea Triennale in Economia Aziendale

2018

-

2021

Università degli Studi di Milano (Milano)

Competenze tecniche
  • Analisi dati con SQL

  • Modellazione processi aziendali

  • Statistica avanzata con R

Competenze trasversali
  • Ascolto attivo

  • Pensiero critico

  • Orientamento al risultato

Certificati
  • Certificazione PMI PBA

  • Certificazione CBAP IIBA

Lingue
  • Italiano - Madrelingua

  • Inglese - Avanzato

I nostri esempi di curriculum vitae sono il modo migliore per vedere a colpo d'occhio come appare un CV professionale fatto a regola d'arte.

Consigli da seguire ed errori da evitare per un perfetto curriculum da business analyst

Che cosa fare

  • Sii essenziale: ogni parola deve aggiungere valore.
  • Fai attenzione alla forma: assicurati che non ci sia alcun errore nel testo.
  • Descrivi la formazione nei dettagli, se l'esperienza professionale è ancora poca.
  • Evidenzia le competenze funzionali alla posizione che ti interessa in una sezione dedicata.
  • Disponi gli elenchi in cronologia inversa, per le esperienze di lavoro e quelle di formazione.

Che cosa non fare

  • Non inserire informazioni secondarie, che non c'entrano con la posizione.
  • Evita di dichiarare il falso: le bugie non portano da nessuna parte.
  • Evita caratteri troppo creativi: penalizzano la lettura e spesso non piacciono nemmeno agli ATS.
  • Mai dimenticare di (ri)controllare i dati di contatto: sarebbe un peccato avere un curriculum da business analyst perfetto... con numero di telefono o email sbagliati.
  • Non inserire troppi dettagli: scegli solo quelli funzionali alla candidatura.

Come personalizzare, modificare e aggiornare lettere di presentazione e CV nel modo più facile e veloce? Con i nostri modelli di lettera di presentazione e di CV.

Come superare la prima selezione con un CV a prova di ATS

Si chiamano, per esteso, Applicant Tracking System, in acronimo ATS, e servono per automatizzare la gestione delle candidature. Aiutano le grandi aziende a gestire la prima selezione, quando arrivano migliaia di CV. Sono soprattutto le parole chiave a determinare il comportamento degli ATS, e di conseguenza il loro 'giudizio' sul CV: se tali keyword (che in genere descrivono ruolo e competenze tipiche di un business analyst) sono presenti nel curriculum, allora il semaforo tendenzialmente è verde, e il curriculum può arrivare al recruiter. Altrimenti no.

Ma come si fa un curriculum a prova di ATS? Seguendo i consigli qui sotto.

  • Il primo 'ingrediente' che serve sono le keyword, da cercare nella job description: sono quelle che caratterizzano il ruolo e le principali competenze che richiede.
  • Distribuisci le keyword nel tuo curriculum da business analyst in posizioni di rilievo, come titoletti o parti di testo in bold.
  • Evita di usare abbreviazioni, acronimi e sigle, a meno che non siano le stesse indicate nella job description.
  • Tabelle e grafici possono compromettere la lettura degli ATS: meglio limitarne l'uso.
  • Infine, e questo è un accorgimento sempre raccomandato, il CV deve essere salvato in .pdf.

Gli elementi da tenere sotto controllo per creare un curriculum da business analyst in modo professionale sono tanti, ed è facile che qualche aspetto sfugga. Il modo migliore per procedere senza pensieri è scegliere uno dei nostri modelli di curriculum: sono tutti a prova di ATS, con design e struttura approvati dai migliori esperti in recruiting. Semplici da modificare e aggiornare, scorrevoli da leggere, i CV creati con Jobseeker agevolano sia i candidati che i selezionatori.

I nostri curriculum vitae sono fatti apposta per adattarsi alle esigenze e agli standard di ogni settore: bastano pochi click per crearne uno su misura.

Le domande più frequenti sul curriculum da business analyst

Ricapitolando: le regole essenziali per creare il perfetto curriculum da business analyst

La prima regola è mettersi nei panni di chi legge: i recruiter devono trovare subito le informazioni che cercano. Perciò il tuo curriculum da business analyst dovrà essere caratterizzato da titoli, sezioni, elenchi e keyword rigorosamente chiari e ben organizzati. Il secondo must di un CV che lascia il segno sono contenuti mirati e concreti. Usa soltanto le informazioni rilevanti per la posizione che ti interessa e completa le descrizioni di mansioni svolte e obiettivi raggiunti con dati quantitativi o esempi pratici.

Terzo must: il CV va sempre personalizzato. No a versioni generiche, sì a contenuti mirati, che fanno emergere il tuo interesse specifico per un impiego, un valore condiviso, un contesto di lavoro. Infine, se vuoi risparmiare tempo e avere la certezza di risultati professionali, crea il tuo CV (e anche la lettera di presentazione) con tool pensati apposta per questo scopo, come quelli di Jobseeker.

Risorse:

  1. Università Cattolica del Sacro Cuore, Curriculum Vitae and Covering Letter
  2. Jobseeker, Trend e statistiche dal mondo delle Risorse Umane
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Autrice
Sara Reale, copywriter esperta in diversi settori d’impresa, trasforma temi complessi in contenuti divulgativi e piacevoli da leggere. In ambito di HR&career, propone spunti di riflessione e consigli pratici per aiutare i professionisti a distinguersi nel mercato del lavoro.

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