Curriculum scientifico
Il primo passo per creare un buon curriculum scientifico è includere i requisiti richiesti, descrivendo ogni informazione in modo chiaro e suddividendo il tutto in sezioni ben organizzate. Ma è indispensabile anche far emergere chi sei e valorizzare al massimo ogni aspetto del tuo percorso funzionale al ruolo. In questo articolo, scoprirai tutti i suggerimenti chiave per raggiungere l’obiettivo.
Il curriculum, si sa, è il tuo biglietto da visita. Il che significa che è il primo contatto che hai con recruiter e potenziali datori di lavoro: se non funziona, è difficile arrivare al colloquio. E non basta scrivere tutto ciò che hai fatto – il vero segreto è come lo racconti. Ma quali sono le caratteristiche di un curriculum scientifico che funziona davvero? Un curriculum efficace per il settore scienze mette in luce le esperienze più rilevanti, valorizza le competenze chiave, guida chi lo legge dritto al punto, in modo persuasivo ma concreto, e può davvero fare la differenza tra essere notati e andare avanti oppure rimanere indietro. Ecco perché abbiamo raccolto tutti i consigli indispensabili per creare un curriculum come si deve: seguendo punto per punto i nostri suggerimenti, avrai un CV all’altezza delle aspettative di settore, con tutte le carte in regola per avanzare nella selezione. Pronto per cominciare?
Sezioni principali del curriculum scientifico
Il primo passo per creare un CV scientifico come si deve è pensare alla sua struttura come a una mappa: ogni sezione deve aiutare il recruiter a orientarsi facilmente tra le tue esperienze. Un CV ben organizzato non solo facilita la lettura, ma trasmette anche professionalità e attenzione ai dettagli.
Quando si è all'inizio del percorso professionale, il curriculum scientifico racconta chi sei attraverso ciò che hai fatto fino a quel punto: la tua formazione, le competenze acquisite, le esperienze di tirocinio o volontariato, e magari corsi o progetti personali che dimostrano impegno e potenziale per il ruolo. La sezione esperienze lavorative è molto ridotta nel tuo curriculum scientifico? È normale. Proprio per questo le informazioni relative alla formazione e ad altri tipi di esperienza devono occupare la posizione dominante.
Vuoi compilare un curriculum scientifico adatto a una candidatura mid-level? L’ideale è mettere in luce in modo bilanciato esperienza lavorativa e formazione. A questo stadio del percorso, i professionisti possono in genere garantire una preparazione completa, fatta sia di teoria che di pratica. Il tuo curriculum scientifico mid-career ha tutti dati pertinenti alla candidatura e rimane ancora un po’ di spazio? Allora puoi includere una sezione opzionale, a patto che sia all'altezza delle altre, in termini di pertinenza e importanza.
Se hai alle spalle molti anni di lavoro, e vuoi avanzare nello stesso ambito, il cuore del tuo curriculum scientifico saranno le esperienze professionali e le competenze acquisite. Con ogni probabilità ne hai molte: scegli quelle più funzionali alla candidatura ed evidenzia i punti di forza utili al ruolo, lasciando da parte tutto il resto. La formazione è di solito ridotta ai dati essenziali e le sezioni facoltative sono assenti, in un curriculum scientifico per posizioni senior.
La regola per creare delle sezioni efficaci è sapere quali sono quelle principali - che troverai qui di seguito - e completarle in modo preciso e ordinato, adattandole al tuo profilo e alle esigenze indicate nell'annuncio di lavoro.
Intestazione
Nell'intestazione del curriculum scientifico, bisogna inserire tutte le informazioni utili per permettere ai recruiter di ricontattarti in caso di esito positivo della selezione: nome, cognome, numero di telefono, indirizzo email e, facoltativamente, indirizzo o città e paese di residenza. A queste informazioni di base si può aggiungere il profilo LinkedIn, che è un ottimo complemento al curriculum, se curato bene e con un approcio professionale. A questo proposito, ricorda che l'indirizzo email deve essere composto da nome e cognome (senza abbreviazioni, vezzeggiativi, nickname).
Ultima ma indispensabile accortezza: verifica che ogni dato sia aggiornato e corretto. Diversamente i selezionatori non potranno contattarti.
Barbara Rossi
barbara-rossi@example.com
(111) 222 33 444 55
Via Roma 10, 00184 Roma RM, Italia
https://linkedin․com/in/barbara–rossi–123
Profilo professionale
Detto anche profilo personale, semplicemente profilo, oppure sommario, il profilo professionale del curriculum scientifico è la sezione che riassume i punti salienti del CV. Il profilo non occupa più di un breve paragrafo (poche righe): quanto basta a esporre competenze o esperienze chiave, oppure obiettivi raggiunti e, perché no, obiettivi futuri.
Le parole d'ordine da seguire sono sintesi e persuasione. Per mettere a fuoco che cosa inserire e che cosa escludere, è buona norma scriverlo dopo aver concluso il CV anche se andrà in incipit.
In un CV scientifico fatto bene, il profilo include le informazioni più rappresentative del tuo percorso e più funzionali alla candidatura, espresse in modo chiaro, immediatamente comprensibile, con un tono persuasivo e al contempo concreto. Ogni affermazione trova conferma nel resto del CV e lascia in chi legge un'impressione di inequivocabile professionalità, oltre alla curiosità di volerne sapere di più. L'esempio di profilo che segue è ottimo.
Esempio efficace
Ricercatrice scientifica con Laurea Triennale in Biologia e specializzata in biologia molecolare. Ho sviluppato un protocollo sperimentale che ha aumentato l’efficienza del 30%. Gestisco analisi di sequenziamento avanzato.
Esempio meno efficace
Professionista con formazione universitaria pertinente e approfondimenti specifici in ambito specialistico, capace di apportare soluzioni di miglioramento operativo, gestione strategica di procedure avanzate e supervisione di attività analitiche complesse
Qui sopra, un profilo che non presenta al meglio il candidato. Se dà spazio a informazioni generiche, presentandole in modo poco preciso e poco ordinato, il profilo di un ricercatore scientifico non avrà efficacia comunicativa. Il risultato? Chi legge non avrà voglia di proseguire.
Esperienza lavorativa
In un buon curriculum scientifico, come in ogni CV, la sezione delle esperienze professionali ha un ruolo centrale e come tale va curata con grande attenzione. Prima regola: selezionare soltanto i dati di rilievo e riportarli in modo immediatamente comprensibile. Le informazioni devono sempre essere aggiornate al momento in cui scrivi, in modo da comprendere la situazione attuale. Seleziona solo le esperienze pertinenti alla posizione per cui ti candidi, e quindi al settore scienze (lo spazio nel CV è limitato: va utilizzato con attenzione). Infine, se lavori da molti anni, organizza i dati in ordine cronologico inverso, partendo cioè dai più recenti.
Per fornire ai recruiter un quadro chiaro e completo di ciò che hai fatto e del contributo che hai dato nelle diverse esperienze lavorative, indica per ciascuna il nome dell’organizzazione o azienda, la durata della collaborazione e descrivi con precisione ruoli, mansioni, obiettivi raggiunti. Così verrà fuori l'identikit professionale di un ricercatore scientifico a cui non manca niente per iniziare il nuovo impiego.
Come creare la sezione esperienze lavorative di un ricercatore scientifico in modo davvero efficace? Suddividi i contenuti in elenchi puntati e cerca di far sì che ciascun punto dia rilievo a un dato specifico, che si tratti di compiti svolti o risultati. Spiega le mansioni specifiche di cui ti sei occupato/a (per esempio condurre esperimenti in laboratorio, analizzare dati sperimentali, pubblicare articoli scientifici, ecc.). Se ne disponi, non dimenticare di inserire dati quantitativi, numeri o percentuali: sono elementi concreti che fanno sempre colpo. Ecco una sezione esperienze lavorative organizzata come si deve.
Esempio efficace
Ricercatrice scientifica, gennaio 2023 - oggi
Innovazioni Scientifique S.r.l., Firenze
- Gestito un progetto di biologia molecolare con budget di 150 000€ consegnato due mesi in anticipo.
- Sviluppato e validato 3 saggi diagnostici migliorando sensibilità del 30% su 200 campioni clinici.
- Coordinato il team di 4 ricercatori e pubblicato 5 articoli su riviste internazionali con IF superiore a 5.
Esempio meno efficace
Ricercatrice scientifica, gennaio 2023 - oggi
Innovazioni Scientifique S.r.l., Firenze
- Ho gestito progetto europeo su nuovi biomateriali con team internazionale.
- Mi sono occupato di pubblicazione scientifica su terapia genica per distrofia muscolare.
- Ho sviluppato algoritmo di machine learning per analisi di dati genomici.
Hai appena letto, qui sopra, una sezione esperienze lavorative che potrebbe non funzionare. Se le informazioni sono troppe e prive di un ordine logico, oppure troppo poche e senza elementi significativi, la sezione esperienze professionali perde efficacia: stai compilando una lista troppo fitta di dati o, al contrario, troppo scarna, senza evidenziare ruoli, compiti o risultati concreti? Rischierai di lasciare un'impressione confusa e approssimativa.
Formazione
Qual è il tuo percorso di studi? Lo racconta la sezione del curriculum scientifico appositamente dedicata alla formazione.
Vuoi lavorare come ricercatore scientifico? La laurea è obbligatoria e il tuo curriculum dovrà indicarla in questa sezione completa di tutti i dati. Se hai continuato a formarti con master o corsi specialistici, non dimenticare di aggiungerli: arricchiscono il profilo dimostrando interesse e passione.
Ciò che conta è essere chiari: chi legge (recruiter o futuro datore di lavoro) deve capire subito che cosa hai studiato, dove, per quanto tempo, con quali risultati. Per ogni titolo conseguito bisogna indicare il nome completo dell'istituto che lo ha rilasciato, inclusa la città in cui si trova, gli anni di frequenza, la votazione finale.
Hai appena finito gli studi? Sfrutta la sezione formazione per raccontare qualcosa in più: corsi professionalizzanti, progetti mirati, seminari specifici. Hai già anni di carriera alle spalle? Bastano le informazioni essenziali. Qualunque sia il tuo profilo, non dimenticare le parole d'ordine: ordine e chiarezza.
Laurea Triennale in Biologia, 2018 - 2021
Università di Bologna, Bologna
Pubblicazioni
Se hai ambizioni nel settore accademico o scientifico non puoi trascurare la sezione per le pubblicazioni, che rappresenta una parte fondamentale del curriculum in questi ambiti. Dalle pubblicazioni può letteralmente dipendere il futuro (o meno) del candidato, a qualunque punto sia del percorso. È questa la ragione per cui bisogna includerle tutte, complete dei dati necessari, secondo le norme editoriali previste.
Occupano più di una pagina? Non importa. Quando si tratta di pubblicazioni, la completezza e l’accuratezza contano più della sintesi: ogni contributo deve essere riportato correttamente, con tutti i riferimenti necessari, e aggiornato di continuo. Qui di seguito, un esempio di come può essere riportata una pubblicazione nel CV.
Barbara Rossi. Studio dell’espressione del gene CDKN1A (p21) in linee cellulari tumorali mediante qRT-PCR. Rivista Italiana di Biologia Molecolare. 3 (2) 45. 2013
Competenze
Nel curriculum di un ricercatore scientifico sono in genere richieste competenze ad hoc (programmazione in python e MATLAB, comunicazione efficace, gestione dati con SQL e excelecc.). Evidenziarle nel modo giusto aumenta l’impatto del CV. Organizzare bene la sezione delle competenze per il settore scienze non è complicato, ma richiede attenzione. Qui di seguito vediamo come procedere passo dopo passo.
Competenze tecniche (hard skill)
Le competenze tecniche, in inglese hard skill, sono conoscenze relative a uno specifico ambito e applicabili solo in quell'ambito. In genere rientrano tra i requisiti indispensabili indicati nell'annuncio di lavoro. Non è tanto il numero delle hard skill che fa la differenza, quanto il modo in cui vengono presentate. Essendo competenze specialistiche, è bene descriverle con cura all’interno della sezione dedicata, così che il tipo di conoscenza acquisita risulti ben chiaro a chi legge. In genere ci sono strumenti oggettivi per misurare il livello di conoscenza delle hard skill, come prove ad hoc e test. I risultati di questi esami rappresentano un utile complemento alla sezione.
Le competenze tecniche da includere nel curriculum scientifico vanno selezionate in base all'attinenza con la candidatura. Una volta individuate, puoi ordinarle per rilevanza; se hanno tutte lo stesso peso, scegli l’ordine in base al livello di padronanza.
Di seguito trovi una selezione di hard skill rilevanti per un ricercatore scientifico.
- Analisi statistica con R e SQL
- Programmazione in python e MATLAB
- Gestione dati con SQL e excel
Competenze personali (soft skill)
Le competenze trasversali, altrimenti dette soft skill oppure competenze personali o trasferibili, non sono legate a un solo ambito. Al contrario, possono essere impiegate in molti contesti professionali, anche nel settore scienze. Il valore delle soft skill, che devono essere indicate nell'apposita sezione competenze del curriculum scientifico, consiste nell'arricchire e rendere più completo il tuo profilo. Possono includere pensiero critico, comunicazione efficace e molto altro. In ciascun caso, rappresentano dei plus.
Nei curriculum con poca esperienza nel settore scienze, di studenti e neolaureti, le soft skill possono essere un'arma vincente. In quelli con un background professionale solido, invece, è utile citarle solo se sono perfettamente allineate con le responsabilità del ruolo. Come esprimere il livello di padronanza delle competenze personali? In assenza di valutazioni numeriche, puoi optare per una semplice autovalutazione, oppure contestualizzarle con esempi pratici (indicando per esempio come le hai acquisite e con quali risultati).
Per il ruolo di ricercatore scientifico, possono servire le seguenti competenze trasversali.
- Pensiero critico
- Comunicazione efficace
- Gestione del tempo
La parola all'esperto:
Per ClicLavoro valorizzare competenze e formazione richiede sintesi ed efficacia, perché chi legge dedica pochissimo tempo alla prima analisi del curriculum. (1)
Corsi, certificazioni, attestati
Indicare corsi, attestati o certificazioni nel curriculum è una buona strategia, anche in un CV scientifico, se ne hai ricavato strumenti rilevanti per la posizione a cui aspiri. Nel contesto attuale, caratterizzato dall'evoluzione costante delle competenze richieste, la formazione continua è diventata imprescindibile. Le certificazioni rappresentano uno strumento efficace per attestare la capacità di aggiornamento e per integrare competenze operative spesso non coperte dai percorsi universitari. In diversi ambiti, risultano determinanti per la progressione di carriera o per l’accesso a nuove opportunità professionali.
L'importante, quando si tratta di indicare certificazioni e attestati, è selezionare quelli realmente richiesti nel settore scienze e specificare con precisione l'ente che le ha rilasciate, le modalità di svolgimento del corso, l'anno di conseguimento.
Per un ricercatore scientifico possono essere rilevanti le seguenti certificazioni.
- Statistica applicata avanzata, 2023
- Programmazione Python avanzata, 2023
- Apprendimento automatico essenziale, 2023
Competenze linguistiche
Parlare più lingue è un asset, in uno scenario del lavoro come quello di oggi che è senza confini. Ecco perché, in un CV che si rispetti, occorre inserire anche le competenze linguistiche. L'ideale è predisporre una sezione dedicata, in cui segnalare la lingua madre seguìta dalle lingue secondarie, da indicare in ordine di padronanza. A questo proposito, sappi che è molto importante far capire bene il livello di conoscenza reale di ogni lingua, facendo riferimento a sistemi di valutazione condivisi.
- Francese - avanzato
- Inglese - intermedio
- Tedesco - base
Un modo più rigoroso è ricorrere ai punteggi dei test standardizzati, come il TOEFL per l'inglese, o a sistemi valutativi riconosciuti internazionalmente, come il Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (QCER), che stabilisce sei livelli di competenza, dal più basico (A1) al più avanzato (C2). Per esempio:
- A1: Livello base
- A2: Livello elementare
- B1: Livello intermedio
- B2: Livello intermedio superiore
- C1: Livello avanzato
- C2: Livello di padronanza
Sezioni non obbligatorie
Le sezioni opzionali rappresentano un’aggiunta utile quando nel tuo curriculum scientifico rimane ancora spazio disponibile. Dopo aver inserito le parti fondamentali, puoi valutare se integrarle. Come dice la parola, queste sezioni sono facoltative: va bene includerle se arricchiscono il CV scientifico, se sono funzionali alla candidatura, e se rimane qualche riga da riempire. Rappresentano una buona idea per i profili junior; per quelli con molta esperienza, meglio valutare con cautela.
Hobby e interessi
La sezione dedicata a hobby e interessi viene in genere compilata da studenti o neolaureati con poche esperienze lavorative nel settore scienze, ma non esclusivamente. Può anche essere la 'ciliegina sulla torta' del curriculum di un professionista. A patto che l'hobby indicato svolga la funzione giusta. Quali sono, tra quelle che svolgi, le attività che possono sostenere la tua idoneità al ruolo? Per selezionare gli hobby da inserire nel curriculum scientifico, devi porti questa domanda.
Premi e riconoscimenti
Se il tuo percorso formativo o professionale comprende riconoscimenti o premi, includerli nel tuo curriculum scientifico è un'ottima idea. Jobseeker consente di creare una sezione apposita anche per questo. Di quale riconoscimento si tratta? È noto solo in Italia o anche all'estero? È conferito da un ente locale o nazionale, privato o pubblico? Non dare mai per scontato che chi legge lo sappia. Non serve dilungarsi, ma offrire i dati giusti per renderne chiara l’importanza.
Volontariato
Le esperienze di volontariato nel CV a volte sono rilevanti quanto un impiego. Contribuiscono a sviluppare hard o soft skills applicabili in ambito professionale? Allora vanno raccontate. Per quale organizzazione hai svolto attività di volontriato? Per quanto tempo? Svolgendo quali mansioni? Con quali risultati? Se le tue esperienze sono pertinenti al ruolo professionale che ti interessa e ai requisiti che richiede, descrivile nel tuo curriculum scientifico rispondendo a ciascuna di queste domande.
Referenze
Le persone con le quali hai collaborato, come ex colleghi, datori di lavoro o anche professori, possono testimoniare la tua professionalità. In questo caso, indicare le loro referenze nel CV offre ai recruiter una conferma esterna della tua affidabilità, rendendo più solide le tue credenziali. Le referenze non devono essere numerose: due vanno benissimo, se ben scelte, e complete di tutti i dati di contatto. In genere però è l'azienda, in fase di selezione, a richiederle. Di conseguenza, nel tuo curriculum scientifico sarà sufficiente inserire una frase che indichi la disponibilità a fornirle, come "Le referenze saranno inviate previa richiesta".
Dati che contano
Che cosa si aspettano di trovare i selezionatori nel profilo che apre il CV? Il 54% vuole vedere le esperienze professionali di rilievo, il 60,7% i risultati raggiunti e le competenze chiave. Idealmente, è bene fare cenno sia alle une che alle altre. (2)
Il segreto di un curriculum scientifico efficace: le parole giuste
Le parole giuste, nel posto giusto, possono fare la differenza per un recruiter, abituato a leggere moli di dati, e molto in fretta. Ecco perché è fondamentale saper usare un linguaggio adatto al curriculum. Chi legge decine, anzi centinaia, di CV ha bisogno di poter individuare subito dati concreti e informazioni precise. Usa costruzioni sintetiche e scegli preferibilmente costruzioni attive, verbi che indicano azioni concrete, dati di quantità.
- Fare ricerca
- Analizzare dati
- Sviluppare metodologie
- Progettare esperimenti
- Pubblicare risultati
- Collaborare con team
- Presentare risultati
- Coordinare progetti
- Validare ipotesi
- Ottimizzare processi
Esempio di curriculum scientifico
Adesso che sai quali sono le sezioni principali del tuo curriculum scientifico, vediamo come si presentano tutte insieme, ben ordinate e strutturate, nell'esempio qui sotto:
Via Roma 10, 00184 Roma RM, Italia
•
barbara-rossi@example.com
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(111) 222 33 444 55
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https://linkedin․com/in/barbara–rossi–123
Ricercatrice scientifica esperta in biologia con Laurea Triennale in Scienze Biologiche, ho sviluppato protocolli di laboratorio ottimizzati. Ho ottenuto un finanziamento di 100.000 euro dal Miur. Fornisco report scientifici impeccabili.
Assistente di ricerca
2023
-2026
Innovazione Srl (Roma)
- Ho gestito l’analisi statistica di un campione di 1.200 dati sperimentali con SPSS, riducendo del 25% i tempi di elaborazione.
- Mi sono occupata della progettazione e validazione di 4 questionari scientifici somministrati a oltre 800 partecipanti.
- Ho coordinato un team di 6 collaboratori nella raccolta di 600 campioni biologici, garantendo una precisione del 98% nei risultati.
Laurea Triennale in Scienze Biologiche
2018
-2021
Università degli Studi di Padova (Padova)
Analisi statistica con R e SQL
Programmazione in python e MATLAB
Gestione dati con SQL e excel
Pensiero critico
Comunicazione efficace
Gestione del tempo
Statistica applicata avanzata
Programmazione Python avanzata
Italiano - Madrelingua
Inglese - Avanzato
Un conto è spiegare come dev'essere fatto un CV, un conto è vederlo: per cogliere al volo che cosa significa organizzare al meglio impaginazione e contenuti, guarda qualche esempio di curriculum vitae.
Come creare un curriculum scientifico efficace dalla prima all'ultima riga
Che cosa fare
- Crea un sezione competenze, per mettere in luce quelle più importanti.
- Dedica al percorso formativo lo spazio opportuno, se ancora attuale.
- Indica gli obiettivi raggiunti con quantità definite, anziché espressioni generiche.
- Sii essenziale: ogni parola deve aggiungere valore.
- Utilizza un modello di curriculum strutturato, così che il documento sia scorrevole e perfettemente leggibile.
Che cosa non fare
- Non includere esperienze di lavoro non rilevanti rispetto alla posizione per cui ti candidi.
- Evita di usare un’email diversa dal tuo nome e cognome veri: è l'unica adeguata al contesto lavorativo.
- Mai compromettere la leggibilità con font eccessivamente decorativi.
- Non fare lunghi elenchi di passatempi: se citi un hobby, deve avere attinenza al ruolo.
- Non lasciare che un numero errato o un refuso rendano inutile tutto il lavoro: controlla che i dati di contatto del tuo curriculum da ricercatore scientifico siano corretti.
Curriculum ATS-friendly? Ecco come fare
Mai sentito parlare di ATS? Si tratta di software utilizzati dalle aziende per gestire le candidature in modo automatico: gli Applicant Tracking System hanno il compito di leggere i CV al posto dei recruiter nella fase iniziale. Se il CV non è compatibile con questi sistemi, rischia di non essere nemmeno visto da un essere umano. Come funzionano gli ATS? Semplificando un po', in questo modo: scansionano testo e titoli cercando, in particolare, parole chiave specifiche legate al ruolo di un ricercatore scientifico (es. competenze, titoli di studio, esperienze richieste). Se le trovano, il CV va avanti. Se no rischia di essere escluso.
Per fare un curriculum ATS-friendly si raccomanda di seguire una serie di accortezze. Qui di seguito scoprirai quali.
- Cerca le parole chiave che caratterizzano il ruolo per cui ti stai candidando, a partire da quelle usate nell'annuncio di lavoro.
- In secondo luogo, inseriscile nel tuo curriculum scientifico evidenziandole in grassetto o maiuscolo o nei titoli.
- Terzo step: attenzione agli eccessi di acronimi e sigle. Gli ATS potrebbero non riuscire a decodificarli.
- Tabelle e grafici possono compromettere la lettura degli ATS: meglio limitarne l'uso.
- Organizza tutte le informazioni in modo strutturato e salva in .pdf, che è il formato preferito anche dagli ATS.
Gli elementi da tenere sotto controllo per creare un curriculum scientifico in modo professionale sono tanti, ed è facile che qualche aspetto sfugga. Il modo migliore per procedere senza pensieri è scegliere uno dei nostri modelli di curriculum: sono tutti a prova di ATS, con design e struttura approvati dai migliori esperti in recruiting. Semplici da modificare e aggiornare, scorrevoli da leggere, i CV creati con Jobseeker agevolano sia i candidati che i selezionatori.
Vuoi vedere che aspetto ha un CV suddiviso in sezioni coerenti e rigorosamente strutturate? Guarda i nostri curriculum vitae, che tra l'altro sono pronti per l'uso, facilissimi da modificare, con una varietà di design che risponde ai trend e alle aspettative di settore, in qualsiasi ambito professionale.
Domande frequenti e risposte: tutto sul curriculum scientifico
La lettera di presentazione è un alleato indispensabile del curriculum vitae: serve a completarlo e ad arricchirlo, dando un'idea più approfondita di te. In particolare, consente di mettere a fuoco le caratteristiche che ti rendono il candidato ideale e le ragioni per cui vuoi lavorare proprio in quel ruolo e non in altri. Detto altrimenti, fa emergere il tuo valore aggiunto.
Non tutte le lettere, però, hanno lo stesso effetto. Prima di tutto: struttura chiara. Dati personali, breve introduzione, paragrafo centrale con i punti forti che ti caratterizzano, chiusura con elementi essenziali (saluto e ringraziamento). Tre o quattro paragrafi, a questo scopo, devono essere più che sufficienti.
Due errori comuni (ma molto penalizzanti)? Scrivere una lettera troppo lunga e usare uno stile grafico diverso da quello del curriculum. Lettera e CV devono risultare come un insieme armonico ed equilibrato.
Se vuoi avere un'idea di com'è fatta una cover letter professionale, guarda gli esempi di lettera di presentazione di Jobseeker, creati apposta per rispondere alle aspettative dei recruiter nei più diversi ambiti.
Il percorso formativo e/o le competenze trasversali sono in genere gli elementi chiave del CV entry-level di un ricercatore scientifico. Per scrivere un curriculm senza esperienza ma efficace, comincia da quelli. Dopodiché aggiungi le sezioni facoltative che possono essere pertinenti rispetto al ruolo, come volontariato e hobby.
Il modello migliore per un CV senza esperienza è il formato funzionale: anziché tutte le sezioni principali, con le informazioni disposte in ordine cronologico, include soltanto quelle pertinenti al ruolo, in ordine di importanza. In genere nei curriculum junior sono in prima posizione competenze, opportunamente evidenziate, risultati e progetti accademici, eventuali periodi trascorsi all'estero, esperienze di tirocinio.
Infine, un curriculum junior efficace non può trascurare le soft skill (quali sono le tue?) e soprattutto la motivazione e l'energia che caratterizzano i beginners: con misura e autenticità, fai in modo che emergano.
La headline di un CV, o titolo, è ciò che dice la parola: serve a descrivere in breve il tuo ruolo professionale e a rimanere impresso nella mentre dei selezionatori. Un curriculum scientifico ben fatto deve perciò avere un titolo come si deve.
Per creare un titolo efficace si consiglia di includere semplicemente il ruolo insieme a una o due parole chiave. Aggettivi o ulteriori elementi di specificazione possono arricchire, però sono anche rischiosi. Devono essere d'impatto senza essere troppo originali, e ovviamente pertinenti. Conviene in genere concentrarsi sull'essenziale.
Quando si deve scegliere il titolo per il CV, è bene non dimenticare che servirà anche agli ATS: includendo le giuste keyword, la prima scansione del documento sarà agevolata.
Qui sotto, tre esempi di titolo che si differenziano in base ai livelli di esperienza.
- Ricercatrice scientifica orientata all’innovazione
- Ricercatrice scientifica specializzata in biologia molecolare
- Ricercatrice scientifica con esperienza pluriennale
Ci sono tanti modi di presentare la propria esperienza: il CV cronologico evidenzia la progressione temporale, il CV funzionale valorizza le competenze, quello misto combina entrambi, il curriculum creativo punta sull’impatto visivo. La scelta giusta non è universale: è quella che riflette meglio i tuoi obiettivi.
La scelta del miglior modello di CV dipende da due elementi fondamentali. Il primo è il livello di esperienza: se sei un ricercatore scientifico con tanti anni di lavoro alle spalle, avrai probabilmente bisogno di un curriculum di due pagine molto strutturato, mentre i candidati junior possono limitarsi a modelli di una sola pagina.
Infine, pensa alla differenza tra uno studio legale e un’agenzia creativa. Il primo richiederà un CV sobrio e formale, il secondo potrebbe premiare uno stile più originale. Ecco perché il settore è altrettanto importante nella scelta del formato.
Per personalizzare CV e cover letter, modificarne agevolmente la struttura e aggiornare sempre i contenuti, prova i nostri modelli di lettera di presentazione e di CV.
Superare la selezione con il tuo curriculum scientifico: la soluzione c'è
La prima regola è mettersi nei panni di chi legge: i recruiter devono trovare subito le informazioni che cercano. Perciò il tuo curriculum scientifico dovrà essere caratterizzato da titoli, sezioni, elenchi e keyword rigorosamente chiari e ben organizzati. Per quanto riguarda le informazioni da includere, ogni riga dovrebbe rispondere a una sola domanda: 'Perché questo dato è utile per avanzare nella selezione?'. Concentrati sui fatti: obiettivi raggiunti, risultati misurabili, esperienze che parlano chiaro.
Terzo must: il CV va sempre personalizzato. No a versioni generiche, sì a contenuti mirati, che fanno emergere il tuo interesse specifico per un impiego, un valore condiviso, un contesto di lavoro. Infine, se vuoi risparmiare tempo e avere la certezza di risultati professionali, crea il tuo CV (e anche la lettera di presentazione) con tool pensati apposta per questo scopo, come quelli di Jobseeker.
Riferimenti:
- ClicLavoro, Come scrivere il Curriculum Vitae
- Jobseeker, Trend e statistiche dal mondo delle Risorse Umane
Stupisci i datori di lavoro con il tuo CV
Una guida step by step per creare un curriculum vitae professionale in pochi minuti.
