Scritto da Sara Reale, Autrice • Ultimo aggiornamento 2 febbraio 2026

Curriculum da biotecnologo

Il primo passo per creare un buon curriculum da biotecnologo è includere i requisiti richiesti, descrivendo ogni informazione in modo chiaro e suddividendo il tutto in sezioni ben organizzate. Ma non basta. Oltre a mettere opportunamente in luce le capacità che servono per il ruolo, deve emergere (e lasciare il segno) il tuo valore aggiunto. Nel nostro articolo, troverai tutti i consigli pratici per raggiungere questo scopo: per creare un CV completo ed efficace, superare la selezione, ottenere il lavoro.

Crea il tuo CV

Se pensi che scrivere un buon curriculum da biotecnologo sia complicato, non sei il solo. Un CV ben fatto è uno strumento strategico in grado di riflettere al meglio chi sei, cosa sai fare e dove vuoi andare. Un curriculum efficace per il settore scienze della vita mette in luce le esperienze più rilevanti, valorizza le competenze chiave, guida chi lo legge dritto al punto, in modo persuasivo ma concreto, e può davvero fare la differenza tra essere notati e andare avanti oppure rimanere indietro. Non sai da che parte cominciare? Nessun problema: lo vediamo insieme passo per passo.

Il curriculum vitae è un documento che serve per un obiettivo preciso – ottenere il lavoro che cerchi – ma è anche un testo da leggere: se le informazioni non sono esposte in modo chiaro e strutturato, non avrà alcuna efficacia. Ecco perché un buon CV da biotecnologo deve essere suddiviso in sezioni.

A livello mid-level, e cioè con alcuni anni di esperienza alle spalle ma non ancora senior, il curriculum da biotecnologo dovrebbe riflettere un solido intreccio tra gli studi e le esperienze maturate sul campo. Chi si trova a questa fase ha tendenzialmente accumulato buone basi su tutti e due i fronti. A volte un curriculum da biotecnologo mid-career può includere sezioni aggiuntive, ma solo se apportano un reale valore al profilo. In caso contrario, meglio mantenere il focus su esperienze e competenze centrali.

Ogni sezione contiene dei dati specifici, così che recruiter e futuri datori di lavoro possano trovare subito ciò che cercano. Qui di seguito troverai quelle principali.

Intestazione

Nell'intestazione del curriculum da biotecnologo, bisogna inserire tutte le informazioni utili per permettere ai recruiter di ricontattarti in caso di esito positivo della selezione: nome, cognome, numero di telefono, indirizzo email e, facoltativamente, indirizzo o città e paese di residenza. L'impressione di professionlità si comunica fin dalle prime righe: nell'indirizzo di posta elettronica usa solo nome e cognome (nickname vietati!). Se compilato con cura, completa con un link al tuo profilo LinkedIn.

Ultima ma indispensabile accortezza: verifica che ogni dato sia aggiornato e corretto. Diversamente i selezionatori non potranno contattarti.

Luca Bruno
luca-bruno@example.com
(111) 222 33 444 55
Via Garibaldi 20, 16124 Genova
https://linkedin․com/in/luca–bruno–123

Profilo professionale

Il profilo professionale del curriculum da biotecnologo, detto anche profilo personale, sommario o semplicemente profilo, è la sezione che presenta i punti più qualificanti del CV. Competenze richieste nell'annuncio di lavoro, competenze indicate come indispensabili, risultati importanti raggiunti: nel profilo dovrai presentare il meglio di te, e del tuo percorso, in poche righe.

Siccome è una sorta di sintesi, accattivante e persuasiva, di tutto il CV, si raccomanda di scriverlo alla fine nonostante sia in apertura.

In un CV da biotecnologo fatto bene, il profilo include le informazioni più rappresentative del tuo percorso e più funzionali alla candidatura, espresse in modo chiaro, immediatamente comprensibile, con un tono persuasivo e al contempo concreto. Ogni affermazione trova conferma nel resto del CV e lascia in chi legge un'impressione di inequivocabile professionalità, oltre alla curiosità di volerne sapere di più. Di seguito, un profilo che può a buon diritto aprire il CV.

Esempio incisivo

Esperto in analisi di processi biologici con Laurea Triennale in Biotecnologie e solida esperienza come biotecnologo. Mi occupo di validazione di metodi sperimentali e controllo qualità dei dati. Garantisco efficientamento delle procedure con riduzione media dei tempi del 10%.

Esempio meno efficace

Professionista con Laurea Triennale in Biotecnologie e percorso applicativo eterogeneo in contesti operativi, orientato a ottimizzazione di flussi interni, sviluppo organizzativo e coordinamento di attività di validazione strumentale dettagliata.

Qui sopra, un profilo da non prendere come esempio. Il profilo di un biotecnologo è debole quando occupa troppe righe, è ridondante e impreciso, presentandosi come un riassunto disordinato del resto del curriculum. In questo modo, invece di attrarre, può disorientare e indebolire l'interesse.

Esperienza lavorativa

La sezione dedicata alle esperienze lavorative è di cruciale importanza in qualsiasi CV, e il curriculum da biotecnologo non fa eccezione. Ciò significa che bisogna scegliere con estrema attenzione quali informazioni includere e presentarle nel modo più chiaro ed efficace possibile. In genere, e soprattutto se le esperienze sono molte, è consigliato disporle in ordine cronologico inverso, e cioè dalla più alla meno recente. In secondo luogo, si raccomanda di inserire soltanto quelle funzionali alla candidatura (e quindi pertinenti al settore scienze della vita): lo spazio nel CV è poco e prezioso, ed è imperativo usarlo bene. Infine, devono essere sempre aggiornate al presente.

Per quanto riguarda i contenuti, le parole d'ordine da seguire sono tre: precisione, completezza e concretezza. Per descrivere il percorso lavorativo di un biotecnologo che voglia presentarsi in modo professionale, ogni esperienza deve essere accompagnata da nome dell'organizzione o azienda, durata della collaborazione, ruolo assunto, obiettivi raggiunti. Il tutto espresso in modo chiaro, per dare a chi legge un quadro completo di ciò che hai fatto in ciascuna delle circostanze riportate.

Per creare una sezione esperienze lavorative gradita ai recruiter, e cioè scorrevole e ben fatta, puoi procedere così: usa elenchi puntati per organizzare le informazioni; evidenzia i compiti svolti (condurre test su DNA, sviluppare vaccini sperimentali, ottimizzare processi biotecnologici e così via), i risultati ottenuti e i dati misurabili, come numeri o percentuali, per dimostrare il tuo valore con esempi precisi. Infine metti in grassetto le parole chiave presenti nella job description (in genere corrispondono ai 'must have' di un biotecnologo con un profilo perfettamente allineato alla candidatura). Di seguito, un buon esempio di sezione esperienza lavorativa per CV.

Esempio incisivo

Biotecnologo, gennaio 2023 - oggi
BioTec Innovazioni S.r.l., Milano

  • Ho gestito sviluppo di bioreattori da 10 L con aumento della resa proteica del 30 % in 25 esperimenti.
  • Ho condotto validazione di 12 protocolli analitici HPLC con accuratezza del 98 % e conformità normativa.
  • Mi sono occupato di scale-up colture cellulari fino a 500 L con qualità GMP e riduzione tempi del 20 %.

Esempio meno efficace

Biotecnologo, gennaio 2023 - oggi
BioTec Innovazioni S.r.l., Milano

  • Gestito protocollo di estrazione di DNA da campioni ambientali attraverso procedure consolidate e garantito risultati affidabili.
  • Implementato sistema di fermentazione continua conforme agli standard di produzione e assicurato qualità costante dei prodotti finali.
  • Coordinato team per la validazione di kit diagnostici molecolari in conformità alle normative e garantito affidabilità analitica.

Qui sopra un esempio poco efficace. Include troppe informazioni che non hanno un ordine né una gerarchia ben chiare oppure, al contrario, non è completa o non mette in opportuna evidenza le informazioni più importanti, come le responsabilità e i risultati: così la sezione di esperienze professionali non funziona, perché risulta imprecisa e vaga.

Formazione

La sezione del curriculum da biotecnologo che dà spazio alla formazione è quella che spiega gli studi che hai fatto.

Questa sezione dovrà prima di tutto includere i dati relativi al percorso universitario: per lavorare come biotecnologo è infatti necessaria la laurea. Se oltre alla laurea hai seguito corsi di specializzazione o master per approfondire ulteriormente conoscenze e competenze di settore, indica anche quelli.

Chi legge deve avere tutti i dati principali al riguardo: occupano in genere poche righe, ma sono indispensabili per rendere pienamente comprensibile il tuo percorso, che sia stato lungo e articolato oppure breve e mirato. Ogni qualifica formativa va accompagnata da informazioni specifiche, nella fattispecie il nome e il tipo di istituto, dove si trova, le date di inizio e fine percorso o di conseguimento del titolo con relativa valutazione.

Mentre i professionisti di lungo corso possono limitarsi alle informazioni di base, chi ha appena concluso gli studi può indicare anche qualcosa in più, come i principali argomenti studiati, se pertinenti rispetto al ruolo. In ogni caso, e come sempre, la sezione deve essere ordinata, facilmente leggibile e aggiornata.

Laurea Triennale in Biotecnologie, 2018 - 2021
Università degli Studi di Padova, Padova

Pubblicazioni

Chi lavora o sogna di lavorare in ambito accademico o scientifico deve sempre riservare a pubblicazioni e progetti una sezione dedicata. Siccome possono influire direttamente sull'evoluzione professionale, fino a determinarne il successo o il rallentamento, le pubblicazioni devono essere riportate in toto nel rispetto degli standard accademici.

Occupano più di una pagina? Non importa. Quando si tratta di pubblicazioni, la completezza e l’accuratezza contano più della sintesi: ogni contributo deve essere riportato correttamente, con tutti i riferimenti necessari, e aggiornato di continuo. Qui sotto un esempio.

Luca Bruno. Ottimizzazione di un workflow integrato per l’analisi trascrittomica in studi di biologia molecolare. Rivista Italiana di Biotecnologie. 3 (1234) 45. 2009

Competenze

Per chi lavora o vuole lavorare come biotecnologo, può essere utile includere nel CV le competenze utili al ruolo (sequenziamento genico, lavoro di squadra, comunicazione efficace, ecc.). Purché siano presentate con ordine e buon senso, e cioè in modo funzionale al settore scienze della vita. Non sai come impostare la sezione né con quali contenuti? Continua a leggere.

Competenze tecniche (hard skill)

Le competenze tecniche, in inglese hard skill, sono conoscenze relative a uno specifico ambito e applicabili solo in quell'ambito. In genere rientrano tra i requisiti indispensabili indicati nell'annuncio di lavoro. Le hard skill sono tra gli elementi che contribuiscono maggiormente a delineare il profilo professionale, proprio perché dimostrano una preparazione tecnica. Anche se l’elenco è breve, ai recruiter non passerà inosservato: ciò che conta è spiegare bene che cosa conosci e sai fare. Nel caso delle hard skill, conta anche il livello di competenza: si tratta spesso di conoscenze valutabili in modo oggettivo, tramite appositi test. Se ne disponi, indica il punteggio (voto o livello) che hai raggiunto.

La scelta delle competenze tecniche da inserire nel curriculum da biotecnologo dovrebbe sempre tenere conto del tipo di posizione a cui aspiri. Inserisci prima quelle più rilevanti, se c'è una gerarchia di importanza, altrimenti organizzale in base al grado di conoscenza: anche l’ordine in cui le presenti conta.

A un biotecnologo possono servire le seguenti competenze tecniche.

  • Coltura cellulare
  • Spettrometria di massa
  • Cromatografia liquida

Competenze personali (soft skill)

Si dicono competenze trasversali (oppure competenze personali, trasferibili o ancora soft skill) le capacità che risultano utili in un'ampia gamma di ambienti lavorativi, compreso il settore scienze della vita. Il valore delle soft skill, che devono essere indicate nell'apposita sezione competenze del curriculum da biotecnologo, consiste nell'arricchire e rendere più completo il tuo profilo. Possono includere pensiero critico, comunicazione efficace e molto altro. In ciascun caso, rappresentano dei plus.

Nei CV junior del settore scienze della vita sono carte da giocare importanti, perché possono almeno in parte sopperire alla mancanza di lunga esperienza. In quelli senior è meglio includere soltanto soft skill altamente mirate, e cioè indispensabili al ruolo. Se non possono essere accompagnate da una valutazione precisa, come un voto o un punteggio, le competenze personali rischiano di apparire generiche. Meglio aggiungere una (auto)valutazione che ne dia una misura.

Qui di seguito un elenco di competenze trasversali importanti per la professione di biotecnologo.

  • Pensiero critico
  • Comunicazione efficace
  • Gestione del tempo

Il parere dell'esperto:

ClicLavoro sottolinea che il CV deve dare subito le informazioni pertinenti e più importanti, perché il tempo medio speso per valutarlo non supera i tre minuti. (1)

Corsi, certificazioni, attestati

Corsi, certificazioni e attestati nel CV (CV da biotecnologo incluso) possono raccontare molto di te. A volte possono segnalare proprio ciò che serve per ottenere il ruolo. Nel contesto attuale, caratterizzato dall'evoluzione costante delle competenze richieste, la formazione continua è diventata imprescindibile. Le certificazioni rappresentano uno strumento efficace per attestare la capacità di aggiornamento e per integrare competenze operative spesso non coperte dai percorsi universitari. In diversi ambiti, risultano determinanti per la progressione di carriera o per l’accesso a nuove opportunità professionali.

L'importante, quando si tratta di indicare certificazioni e attestati, è selezionare quelli realmente richiesti nel settore scienze della vita e specificare con precisione l'ente che le ha rilasciate, le modalità di svolgimento del corso, l'anno di conseguimento.

Di seguito mostriamo un elenco di certificazioni che possono servire a un biotecnologo.

  • Certificazione GMP avanzata, 2023
  • Certificazione GLP base, 2023
  • Corso HACCP avanzato, 2023

Competenze linguistiche

Nel CV le lingue straniere contano, a prescindere dal settore nel quale si opera o si vorrebbe operare. E devono essere presentate in modo professionale. Dedica una specifica sezione del CV alle lingue: indica la tua lingua madre e, a seguire, le altre che conosci, partendo da quella che padroneggi meglio. Specifica sempre il tuo livello di competenza, utilizzando peferibilmente criteri valutativi ufficiali per agevolare i recruiter a comprendere le tue reali capacità.

  • Francese - avanzato
  • Inglese - intermedio
  • Tedesco - base

Gli esiti di test usati a livello internazionale, oppure i parametri stabiliti dal Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER): chi vuole indicare le conoscenze linguistiche con una modalità più strutturata e professionale può utilizzare questi.

  • A1: Livello base
  • A2: Livello elementare
  • B1: Livello intermedio
  • B2: Livello intermedio superiore
  • C1: Livello avanzato
  • C2: Livello di padronanza
Vuoi altri spunti e consigli preziosi? Leggi questi articoli:

Sezioni facoltative

Le sezioni opzionali rappresentano un’aggiunta utile quando nel tuo curriculum da biotecnologo rimane ancora spazio disponibile. Dopo aver inserito le parti fondamentali, puoi valutare se integrarle. Come dice la parola, queste sezioni sono facoltative: va bene includerle se arricchiscono il CV da biotecnologo, se sono funzionali alla candidatura, e se rimane qualche riga da riempire. Rappresentano una buona idea per i profili junior; per quelli con molta esperienza, meglio valutare con cautela.

Hobby e interessi

A che cosa serve la sezione degli hobby e interessi? Ad arricchire il CV di chi è appena entrato nel mondo del lavoro, e non ha ancora assunto ruoli significativi nel settore scienze della vita, o ad aggiungere un tocco personale in quello di chi ha molti anni di esperienza. Purché le attività siano scelte bene. Per trovare spazio nel curriculum da biotecnologo, l'attività indicata deve presupporre una competenza pertinente al ruolo per cui ti candidi oppure segnalare un tratto della tua personalità, sempre funzionale al ruolo, che non emerge dal resto del curriculum - idealmente, entrambe le cose.

Premi e riconoscimenti

Se il tuo percorso formativo o professionale comprende riconoscimenti o premi, includerli nel tuo curriculum da biotecnologo è un'ottima idea. Jobseeker consente di creare una sezione apposita anche per questo. Di quale riconoscimento si tratta? È noto solo in Italia o anche all'estero? È conferito da un ente locale o nazionale, privato o pubblico? Non dare mai per scontato che chi legge lo sappia. Non serve dilungarsi, ma offrire i dati giusti per renderne chiara l’importanza.

Volontariato

Il volontariato può essere molto più di un’esperienza personale: quando contribuisce allo sviluppo di competenze trasferibili nel mondo del lavoro, merita spazio nel CV. Per essere efficaci, le esperienze di volontariato devono evidenziare capacità che non emergono altrove nel tuo curriculum da biotecnologo e che sono funzionali alla candidatura. Includile con dettagli precisi: nome dell’ente, periodo o frequenza dell'attività, ruolo ricoperto, impatto.

Referenze

Se un tuo ex datore di lavoro o un ex collega senior sono disponibili a parlare della buona collaborazione che avete avuto e dei tuoi punti di forza, i loro contatti possono svolgere il ruolo di referenze per il curriclum. In genere le referenze si forniscono soltanto su esplicita richiesta, a selezione avviata. Per non farsi cogliere impreparati, è buona norma individuare un paio di persone adatte allo scopo e contattarle per tempo, chiedendo loro la disponibilità a condividere i propri dati, nel caso in cui servissero. Nel tuo curriculum da biotecnologo basterà inserire una frase come "Referenze disponibili su richiesta".

Dati che contano

Temi che la lettera di presentazione sia tempo perso? Che nessuno nemmeno l'aprirà? Sbagliato. L'82% dei recruiter la legge. Del resto, è l'occasione per presentare il proprio percorso in modo completo e coerente, mettendo in evidenza motivazioni, obiettivi raggiunti e a venire, eventuali cambi di carriera. Tutti elementi che contribuiscono in modo determinante a distinguere l'unicità del tuo profilo dagli altri. (2)

Il segreto di un curriculum da biotecnologo efficace: le parole giuste

Le parole giuste, nel posto giusto, possono fare la differenza per un recruiter, abituato a leggere moli di dati, e molto in fretta. Ecco perché è fondamentale saper usare un linguaggio adatto al curriculum. In generale, tieni presente che funzionano meglio, e cioè tendono a colpire di più l'attenzione, le parole d'azione, i termini concreti, i dati quantitativi, come numeri e percentuali, e le frasi brevi che vanno dritte al punto.

  • Sviluppare metodi analitici
  • Progettare esperimenti su organismi biologici
  • Ottimizzare processi biotecnologici
  • Condurre esperimenti di laboratorio
  • Analizzare dati sperimentali
  • Validare protocolli sperimentali
  • Implementare tecnologie di fermentazione
  • Coordinare team di ricerca
  • Redigere report scientifici
  • Monitorare parametri biologici

Adesso che sai quali sono le sezioni principali del tuo curriculum da biotecnologo, vediamo come si presentano tutte insieme, ben ordinate e strutturate, nell'esempio qui sotto:

Luca Bruno
Biotecnologo specializzato nel settore farmaceutico

Via Garibaldi 20, 16124 Genova

luca-bruno@example.com

(111) 222 33 444 55

https://linkedin․com/in/luca–bruno–123

Biotecnologo di laboratorio con Laurea Triennale in Biotecnologie specializzato nello sviluppo di protocolli analitici. Ho aumentato l’efficienza dei test microbiologici ottimizzando i tempi medi di procedura del 25%. Assicuro rigore e conformità alle normative di settore.

Esperienze lavorative

Tecnico di laboratorio biotecnologico

2023

-

2026

BioTec Innovazioni S.r.l. (Roma)

  • Ho gestito la validazione di 80 campioni biologici per analisi di coltura cellulare, ottenendo un tasso di successo del 98%.
  • Mi sono occupato di ottimizzare il protocollo di PCR quantitativa riducendo del 30% i tempi di lavorazione e aumentando la resa del 20%.
  • Ho implementato un sistema LIMS per la tracciabilità dei campioni che ha ridotto del 95% gli errori di identificazione.
Formazione

Laurea Triennale in Biotecnologie

2018

-

2021

Università degli Studi di Milano (Milano)

Competenze tecniche
  • Coltura cellulare

  • Spettrometria di massa

  • Cromatografia liquida

Competenze trasversali
  • Pensiero critico

  • Comunicazione efficace

  • Gestione del tempo

Certificati
  • Certificazione GMP avanzata

  • Certificazione GLP base

Lingue
  • Italiano - Madrelingua

  • Inglese - Avanzato

Che aspetto ha un curriculum davvero professionale? Quali sono il layout e i colori più efficaci per attrarre l'attenzione di recruiter e datori di lavoro? Per averne un'idea, guarda i nostri esempi di curriculum e prendi ispirazione.

Come creare un curriculum da biotecnologo efficace dalla prima all'ultima riga

Che cosa fare

  • Usa verbi d'azione per descrivere responsabilità e mansioni (per es., "sviluppare metodi analitici", "progettare esperimenti su organismi biologici", "ottimizzare processi biotecnologici").
  • Personalizza il curriculum in base alla candidatura. Metti in evidenza esperienze e competenze pertinenti al ruolo.
  • Sii essenziale: ogni parola deve aggiungere valore.
  • Descrivi la formazione nei dettagli, se l'esperienza professionale è ancora poca.
  • Metti in evidenza le competenze utili al ruolo in uno spazio dedicato.

Che cosa non fare

  • Evita di dichiarare il falso: le bugie non portano da nessuna parte.
  • Mai inserire dati personali a rischio di bias: oltre a occupare spazio utile, possono essere penalizzanti.
  • Evita caratteri troppo creativi: penalizzano la lettura e spesso non piacciono nemmeno agli ATS.
  • Evita eccessivi dettagli: le informazioni devono essere rilevanti e mirate.
  • Mai dimenticare di (ri)controllare i dati di contatto: sarebbe un peccato avere un curriculum da biotecnologo perfetto... con numero di telefono o email sbagliati.

Curriculum ATS-friendly? Ecco come fare

Si chiamano, per esteso, Applicant Tracking System, in acronimo ATS, e servono per automatizzare la gestione delle candidature. Aiutano le grandi aziende a gestire la prima selezione, quando arrivano migliaia di CV. Sono soprattutto le parole chiave a determinare il comportamento degli ATS, e di conseguenza il loro 'giudizio' sul CV: se tali keyword (che in genere descrivono ruolo e competenze tipiche di un biotecnologo) sono presenti nel curriculum, allora il semaforo tendenzialmente è verde, e il curriculum può arrivare al recruiter. Altrimenti no.

È quindi indispensabile avere un CV ottimizzato in ottica ATS. A tale scopo, leggi bene le nostre indicazioni.

  • Il primo 'ingrediente' che serve sono le keyword, da cercare nella job description: sono quelle che caratterizzano il ruolo e le principali competenze che richiede.
  • Inserisci le keyword nel tuo curriculum da biotecnologo ed evidenziale in bold o mettendole in evidenza come titoletti.
  • Agli ATS non piacciono molto né le sigle né le abbreviazioni. Se non sono parole chiave, meglio evitarle.
  • Agli ATS non piacciono nemmeno gli elementi grafici. Non inserire troppe tabelle: il rischio è che impediscano al CV di procedere oltre.
  • Organizza tutte le informazioni in modo strutturato e salva in .pdf, che è il formato preferito anche dagli ATS.

Se sei in cerca di un modello di curriculum a prova di ATS, ma anche semplicissimo da modificare, con opzioni di layout e formattazione in linea con i più recenti trend di mercato, prova subito gli strumenti di Jobseeker. Sono fatti apposta per chi, come te, sta cercando lavoro e ti aiuteranno a impostare un perfetto curriculum da biotecnologo.

Vuoi vedere che aspetto ha un CV suddiviso in sezioni coerenti e rigorosamente strutturate? Guarda i nostri curriculum vitae, che tra l'altro sono pronti per l'uso, facilissimi da modificare, con una varietà di design che risponde ai trend e alle aspettative di settore, in qualsiasi ambito professionale.

Per personalizzare CV e cover letter, modificarne agevolmente la struttura e aggiornare sempre i contenuti, prova i nostri modelli di lettera di presentazione e di CV.

Sezioni ben definite, punti elenco, keyword pertinenti, layout pulito, in grado di orientare chi legge in modo fluido e coerente: questi sono gli ingredienti principali di un curriculum da biotecnologo efficace. Sul fronte del 'che cosa dire', la domanda da porsi è: sto scrivendo per raccontare tutto ciò che ho fatto… o solo ciò che serve davvero per ottenere il lavoro? L'approccio giusto è il secondo: riserva al CV le informazioni rilevanti, non altre, supportandole con dati concreti.

Infine, ricorda di adattare il CV alla candididatura, esplicitando con sincerità la tua motivazione, e scegli strumenti ad hoc, come quelli di Jobseeker, per risparmiare tempo e concentrarti esclusivamente su ciò che conta (ottenere colloquio e lavoro!).

Riferimenti:

  1. ClicLavoro, Come scrivere il Curriculum Vitae
  2. Jobseeker, Trend e statistiche dal mondo delle Risorse Umane
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Autrice
Sara Reale, copywriter esperta in diversi settori d’impresa, trasforma temi complessi in contenuti divulgativi e piacevoli da leggere. In ambito di HR&career, propone spunti di riflessione e consigli pratici per aiutare i professionisti a distinguersi nel mercato del lavoro.

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