Curriculum da assistente alla poltrona
Hai bisogno di un curriculum da assistente alla poltrona fatto a regola d’arte? Che tu abbia una lunga esperienza o sia all’inizio del percorso professionale, il curriculum deve evidenziare bene ciò che sai fare. Ma bisogna anche mettere in luce punti di forza e aspirazioni nel modo più autentico, fornire un’immagine di sé completa e coerente, spiegare che cosa ti motiva e dove vuoi arrivare. In questo articolo, vediamo punto per punto come fare.
Anche il profilo più qualificato rischia di passare inosservato se non è presentato nel modo giusto. Il tuo curriculum da assistente alla poltrona deve parlare chiaro: mostrare subito chi sei, cosa sai fare e perché sei la persona giusta per quel ruolo. Un curriculum efficace per il settore sanità mette in luce le esperienze più rilevanti, valorizza le competenze chiave, guida chi lo legge dritto al punto, in modo persuasivo ma concreto, e può davvero fare la differenza tra essere notati e andare avanti oppure rimanere indietro. Per fortuna sei nel posto giusto: in questa guida troverai tutto, ma proprio tutto, ciò che serve per procedere senza esitazione.
Sezioni principali del curriculum da assistente alla poltrona
Il primo passo per creare un CV da assistente alla poltrona come si deve è pensare alla sua struttura come a una mappa: ogni sezione deve aiutare il recruiter a orientarsi facilmente tra le tue esperienze. Un CV ben organizzato non solo facilita la lettura, ma trasmette anche professionalità e attenzione ai dettagli. Chi non ha un lungo percorso professionale alle spalle, darà più spazio alla formazione e alle competenze anziché all’esperienza lavorativa. L’ordine e la tipologia di sezioni, infatti, può (e deve) variare in base alle caratteristiche del tuo profilo, così che il tuo curriculum da ASO ne rispecchi al meglio i punti di forza.
L'importante è che ogni sezione sia organizzata con precisione e contenga i dati utili per la valutazione del candidato. Le sezioni principali del CV sono quelle che troverai qui di seguito.
Intestazione
L'intestazione del curriculum da assistente alla poltrona deve includere i dati necessari ai recruiter a ricontattarti, se la selezione andrà a buon fine: nome, cognome, indirizzo email, numero di telefono, indirizzo o città/paese di residenza (questi ultimi sono opzionali). L'impressione di professionlità si comunica fin dalle prime righe: nell'indirizzo di posta elettronica usa solo nome e cognome (nickname vietati!). Se compilato con cura, completa con un link al tuo profilo LinkedIn.
È imperativo rileggere con la massima attenzione questa parte del CV: qui i refusi si pagano molto cari... possono impedire ai selezionatori di contattarti!
Alessandro Bellini
alessandro-bellini@example.com
(111) 222 33 444 55
Via Dante Alighieri 23, 40123 Bologna BO
https://linkedin․com/in/alessandro–bellini–123
Profilo professionale
Il profilo professionale del curriculum da assistente alla poltrona, detto anche profilo personale, sommario o semplicemente profilo, è la sezione che presenta i punti più qualificanti del CV. Leggendo questo breve paragrafo, che non occupa mai più di qualche riga, i selezionatori devono vedere competenze ed esperienze di rilievo, espresse con chiarezza.
Il profilo, in sostanza, apre il curriculum per presentarti subito nel modo migliore, e proprio per questo è bene scriverlo per ultimo, dopo aver scelto come organizzare il resto del CV.
In un CV da assistente alla poltrona fatto bene, il profilo include le informazioni più rappresentative del tuo percorso e più funzionali alla candidatura, espresse in modo chiaro, immediatamente comprensibile, con un tono persuasivo e al contempo concreto. Ogni affermazione trova conferma nel resto del CV e lascia in chi legge un'impressione di inequivocabile professionalità, oltre alla curiosità di volerne sapere di più. Qui sotto un buon esempio di profilo del CV, con tutte le caratteristiche descritte.
Esempio incisivo
Laurea Triennale in Scienze Infermieristiche e assistente di studio odontoiatrico. Ho ottimizzato l’organizzazione degli strumenti riducendo i tempi di preparazione del 30%. Garantisco supporto al team e cura nell’accoglienza dei pazienti.
Esempio che non funziona
Laurea Triennale in Scienze Infermieristiche e supporto in ambito odontoiatrico, con interventi per migliorare l’assetto operativo e ridurre i tempi di preparazione del 30%, garantendo collaborazione in team e accoglienza pazienti.
L'esempio di profilo qui sopra non va bene. Il profilo di un assistente alla poltrona è inefficace quando è troppo lungo, ripetitivo, vago. In questi casi si presenta come una mini-replica del CV, ma più confusa, senza dati verificabili o senza informazioni di rilievo. Così ha l'effetto opposto di quello che dovrebbe avere, con il rischio di confondere e distrarre anziché persuadere e incuriosire.
Esperienza lavorativa
In un buon curriculum da assistente alla poltrona, come in ogni CV, la sezione delle esperienze professionali ha un ruolo centrale e come tale va curata con grande attenzione. Prima regola: selezionare soltanto i dati di rilievo e riportarli in modo immediatamente comprensibile. In genere, e soprattutto se le esperienze sono molte, è consigliato disporle in ordine cronologico inverso, e cioè dalla più alla meno recente. In secondo luogo, si raccomanda di inserire soltanto quelle funzionali alla candidatura (e quindi pertinenti al settore sanità): lo spazio nel CV è poco e prezioso, ed è imperativo usarlo bene. Infine, devono essere sempre aggiornate al presente.
Per fornire ai recruiter un quadro chiaro e completo di ciò che hai fatto e del contributo che hai dato nelle diverse esperienze lavorative, indica per ciascuna il nome dell’organizzazione o azienda, la durata della collaborazione e descrivi con precisione ruoli, mansioni, obiettivi raggiunti. Così verrà fuori l'identikit professionale di un assistente alla poltrona a cui non manca niente per iniziare il nuovo impiego.
Informazioni organizzate in elenchi puntati, mansioni coerenti con il ruolo (prepara strumenti odontoiatrici, assiste il dentista, sterilizza strumenti utilizzati, ecc.) e obiettivi raggiunti messi opportunamente in evidenza, completi di dati quantitavi per dimostrare i risultati concreti: una sezione esperienze lavorative ben fatta si presenta così, ed è il miglior biglietto da visita di un assistente alla poltrona serio e motivato. Di seguito, un buon esempio di sezione esperienza lavorativa per CV.
Esempio incisivo
Assistente di studio odontoiatrico, gennaio 2023 - oggi
Studio dentistico Rossi, Milano
- Ho gestito agenda e appuntamenti per studio con 250 visite mensili, e migliorato efficienza del 25% rispetto all’anno precedente.
- Ho garantito sterilizzazione del 100% degli strumenti entro 5 minuti tra un paziente e l’altro.
- Ho negoziato con fornitori e ridotto costi materiali del 15% in 12 mesi.
Esempio che non funziona
Assistente di studio odontoiatrico, gennaio 2023 - oggi
Studio dentistico Rossi, Milano
- Gestito operazioni di preparazione degli strumenti sanitari e coordinamento delle attività di sala.
- Implementato protocolli di gestione del magazzino per ottimizzare processi e flusso dei materiali.
- Migliorato la soddisfazione dei pazienti attraverso attività di comunicazione e accoglienza in sala operatoria.
Hai appena letto, qui sopra, una sezione esperienze lavorative che potrebbe non funzionare. Una sezione di esperienze professionali poco convincente è dispersiva, include troppe informazioni senza dare un ordine né una gerarchia di importanza, oppure è incompleta, non presenta tutti i dati di rilievo e omette quelli concreti, come i risultati raggiunti, risultando vaga e imprecisa.
Competenze
Per chi lavora o vuole lavorare come assistente alla poltrona, può essere utile includere nel CV le competenze utili al ruolo (gestione documentazione, attitudine al lavoro di squadra, gestione dello stress, ecc.). Purché siano presentate con ordine e buon senso, e cioè in modo funzionale al settore sanità. Non sai come impostare la sezione né con quali contenuti? Continua a leggere.
Competenze tecniche (hard skill)
Tra i requisiti fondamentali che compaiono nelle job description figurano spesso le cosiddette hard skill: si tratta delle competenze tecniche, strettamente legate a uno specifico ambito professionale e non generalizzabili. Le hard skill sono tra gli elementi che contribuiscono maggiormente a delineare il profilo professionale, proprio perché dimostrano una preparazione tecnica. Anche se l’elenco è breve, ai recruiter non passerà inosservato: ciò che conta è spiegare bene che cosa conosci e sai fare. In genere ci sono strumenti oggettivi per misurare il livello di conoscenza delle hard skill, come prove ad hoc e test. I risultati di questi esami rappresentano un utile complemento alla sezione.
Quando compili il curriculum da assistente alla poltrona, chiediti quali competenze tecniche siano effettivamente utili per il ruolo. Parti da quelle più pertinenti e disponile in modo che emergano subito: prima le più rilevanti o, se equivalenti, quelle che conosci meglio.
Ecco una serie di competenze tecniche utili nel lavoro di un assistente alla poltrona.
- Radiografia
- Sterilizzazione
- Gestione appuntamenti
Competenze personali (soft skill)
Le competenze trasversali, in inglese soft skill, più comunemente note come competenze personali, sono capacità utili nei più vari contesti lavorativi, anche molto diversi tra loro. Per questo si definiscono anche trasferibili, proprio perché applicabili a tanti ambiti differenti (settore sanità incluso). Che si tratti di problem solving o attenzione ai dettagli, il consiglio è di inserirle nella sezione competenze del curriculum da assistente alla poltrona, così che siano ben visibili. I rectruiter tendono ad apprezzarle parecchio.
Quanto contano le soft skill in un curriculum? Nei CV dei professionisti di lungo corso nel settore sanità hanno peso se indispensabili al ruolo, mentre per i profili junior possono, almeno in parte, compensare la scarsa esperienza lavorativa, e perciò agevolare la selezione. Come esprimere il livello di padronanza delle competenze personali? In assenza di valutazioni numeriche, puoi optare per una semplice autovalutazione, oppure contestualizzarle con esempi pratici (indicando per esempio come le hai acquisite e con quali risultati).
Qui di seguito un elenco di competenze trasversali importanti per la professione di assistente alla poltrona.
- Empatia verso i pazienti
- Gestione dello stress
- Attenzione ai dettagli
Formazione
Qual è il tuo percorso di studi? Lo racconta la sezione del curriculum da assistente alla poltrona appositamente dedicata alla formazione.
Dal momento che per lavorare come assistente alla poltrona serve una laurea, il tuo curriculum dovrà includere chiaramente questo titolo nella sezione della formazione. Chi ha seguito percorsi post-laurea, master o altri corsi pertinenti non dimentichi di precisarlo: ogni elemento che sottolinei una preparazione avanzata nella professione è un plus.
Ciò che conta è essere chiari: chi legge (recruiter o futuro datore di lavoro) deve capire subito che cosa hai studiato, dove, per quanto tempo, con quali risultati. Quando indichi un titolo di studio, specifica sempre dove lo hai ottenuto: inserisci il nome dell’istituto, la città, gli anni in cui hai frequentato e, per trasparenza e completezza, il voto finale.
Premettendo che tutto deve essere ben leggibile, organizzato e aggiornato, se hai alle spalle una lunga esperienza di lavoro, per la formazione ti basterà indicare i dati sopracitati. Se hai un profilo junior, è meglio arricchire la sezione con approfondimenti coerenti con la posizione desiderata, per esempio specificando i contenuti di singoli corsi o workshop.
Laurea Triennale in Scienze Infermieristiche, 2018 - 2021
Università degli Studi di Milano, Milano
Corsi, certificazioni, attestati
Indicare corsi, attestati o certificazioni nel curriculum è una buona strategia, anche in un CV da assistente alla poltrona, se ne hai ricavato strumenti rilevanti per la posizione a cui aspiri. Cambiare ruolo, magari anche settore, oppure semplicemente chiedere un avanzamento di posizione? A volte la svolta arriva proprio grazie a una certificazione. Oggi più che mai, il mercato richiede persone che sanno aggiornarsi, adattarsi, apprendere in modo pratico.
Nel presentare attestati e certificazioni all’interno del curriculum, opta soltanto per quelli pertinenti al settore sanità e al contesto professionale che ti interessa, specificando chiaramente, per ciascuno, l’istituto, il tipo di percorso svolto, la data di conseguimento.
Per un assistente alla poltrona possono essere rilevanti le seguenti certificazioni.
- Certificato BLSD, 2023
- Corso radiologia odontoiatrica, 2023
- Corso sterilizzazione strumenti, 2023
Competenze linguistiche
Le competenze linguistiche indicano la conoscenza delle lingue straniere: in un mondo, e in un mercato del lavoro, sempre più globalizzati, devono sempre trovare spazio nel CV. L'ideale è predisporre una sezione dedicata, in cui segnalare la lingua madre seguìta dalle lingue secondarie, da indicare in ordine di padronanza. A questo proposito, sappi che è molto importante far capire bene il livello di conoscenza reale di ogni lingua, facendo riferimento a sistemi di valutazione condivisi.
- Francese - avanzato
- Inglese - intermedio
- Tedesco - base
Gli esiti di test usati a livello internazionale, oppure i parametri stabiliti dal Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER): chi vuole indicare le conoscenze linguistiche con una modalità più strutturata e professionale può utilizzare questi.
- A1: Livello base
- A2: Livello elementare
- B1: Livello intermedio
- B2: Livello intermedio superiore
- C1: Livello avanzato
- C2: Livello di padronanza
Consigli dell'esperto:
Presenta il tuo percorso professionale partendo dall’esperienza più recente. Per ciascun ruolo chiarisci posizione e attività svolte. Se non hai ancora alle spalle esperienze di rilievo, includi comunque stage o collaborazioni brevi: anche quelle raccontano competenze utili e trasferibili. (1)
Sezioni facoltative
In un CV ben fatto, lo spazio non è solo una questione di righe: è un’opportunità. Una volta sistemate le sezioni fondamentali del tuo curriculum da assistente alla poltrona, puoi pensare alle sezioni opzionali. Come dice la parola, queste sezioni sono facoltative: va bene includerle se arricchiscono il CV da assistente alla poltrona, se sono funzionali alla candidatura, e se rimane qualche riga da riempire. Rappresentano una buona idea per i profili junior; per quelli con molta esperienza, meglio valutare con cautela.
Hobby e interessi
La sezione dedicata a hobby e interessi viene in genere compilata da studenti o neolaureati con poche esperienze lavorative nel settore sanità, ma non esclusivamente. Può anche essere la 'ciliegina sulla torta' del curriculum di un professionista. A patto che l'hobby indicato svolga la funzione giusta. Quali sono, tra quelle che svolgi, le attività che possono sostenere la tua idoneità al ruolo? Per selezionare gli hobby da inserire nel curriculum da assistente alla poltrona, devi porti questa domanda.
Volontariato
Il volontariato può essere molto più di un’esperienza personale: quando contribuisce allo sviluppo di competenze trasferibili nel mondo del lavoro, merita spazio nel CV. Per trovare posto nel tuo curriculum da assistente alla poltrona, magari in una sezione dedicata, le attività svolte devono concretamente dimostrare capacità pratiche e applicabili al ruolo di tuo interesse, che il resto del CV non consente di cogliere. Se è così, descrivi l'attività con la stessa precisione che dedicheresti a un impiego lavorativo, indicando nome, tipo di organizzazione e indirizzo, durata, mansioni, obiettivi raggiunti.
Referenze
Le referenze nel curriculum sono persone, con le quali hai lavorato, che possono parlare delle tue competenze e della tua esperienza. Si tratta in sostanza di testimoni della tua affidabilità professionale. Possono essere ex datori di lavoro, colleghi senior, supervisori oppure docenti, nei CV di studenti e neolaureati. Nel curriculum bastano due, al massimo tre, referenze, di cui dovrai indicare nome, ruolo, azienda, contatto (email/telefono). Prima di inserirle, però, non dimenticare di chiedere loro l'autorizzazione a condividere i dati. Tieni presente che le referenze possono avere una sezione dedicata nel tuo curriculum da assistente alla poltrona, ma in genere è l'azienda a farne esplicita richiesta. Per questo motivo, di solito, nel CV si inserisce soltanto una frase come "Le referenze sono disponibili su richiesta".
Dati da tenere a mente
Secondo la maggior parte dei recruiter, l'elenco delle competenze chiave è uno degli elementi più importanti per rendere il CV efficace. In un curriculum senza esperienza, o con poca esperienza, lo è ancora di più. Ergo: elenca le tue skill in modo chiaro ed accurato. (2)
Quali parole usare in un curriculum da assistente alla poltrona davvero efficace?
In un curriculum ogni singola parola ha un peso. Per indurre un recruiter a proseguire la lettura, servono scelte linguistiche mirate. Ma quali sono termini e frasi da inserire nel curriculum? Optando per verbi di azione, numeri che indicano obiettivi raggiunti e frasi brevi ma concrete è difficile sbagliare.
- Assistere
- Preparare
- Sterilizzare
- Organizzare
- Gestire
- Collaborare
- Comunicare
- Monitorare
- Archiviare
- Controllare
Esempio di curriculum da assistente alla poltrona
Ecco come si presenta un curriculum da assistente alla poltrona completo di tutte le sezioni principali, organizzate in modo rigorosamente professionale:
Via Dante Alighieri 23, 40123 Bologna BO
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alessandro-bellini@example.com
•
(111) 222 33 444 55
•
https://linkedin․com/in/alessandro–bellini–123
Assistente alla poltrona con esperienza in studio odontoiatrico. Ho ottimizzato la gestione degli appuntamenti e la preparazione dei materiali riducendo del 20% i tempi di attesa. Garantisco protocolli di sterilizzazione conformi alle normative, supporto tempestivo e comunicazione efficace.
Assistente alla poltrona odontoiatrica
2023
-2026
Studio dentistico "Sorriso Sano" (Roma)
- Gestito la preparazione e la sterilizzazione di oltre 1.500 strumenti odontoiatrici mensilmente riducendo i tempi di inattività del 20%.
- Coordinato l’accoglienza e l’assistenza di circa 200 pazienti mensilmente aumentando la soddisfazione del 15%.
- Ottimizzato l’approvvigionamento di materiali odontoiatrici con un risparmio annuo del 10% sui costi di magazzino.
Laurea Triennale in Igiene Dentale
2018
-2021
Università Commerciale Luigi Bocconi (Milano)
Radiografia
Sterilizzazione
Gestione appuntamenti
Empatia verso i pazienti
Gestione dello stress
Attenzione ai dettagli
Certificato BLSD
Corso radiologia odontoiatrica
Italiano - Madrelingua
Inglese - Avanzato
Se hai ancora dei dubbi su come procedere, prendi spunto dai nostri esempi di curriculum vitae, creati apposta per rispondere alle aspettative dei recruiter.
Tutti i suggerimenti indispensabili per un curriculum da assistente alla poltrona a regola d'arte
Che cosa fare
- Apri con stile: crea un profilo che agganci immediatamente i selezionatori alla pagina e li invogli a leggere il tuo curriculum da ASO tutto d'un fiato.
- Opta per modelli di CV ordinati e ben organizzati, per presentare al meglio i contenuti.
- Elenca le esperienze lavorative di rilievo in ordine cronologico inverso, dalla più recente alla meno recente.
- Correggi errori e refusi, così che il CV sia perfetto dalla prima parola all'ultima.
- Compila la sezione formazione con cura, se il percorso di studi è ancora in corso o terminato da poco.
Che cosa non fare
- Evita caratteri troppo creativi: penalizzano la lettura e spesso non piacciono nemmeno agli ATS.
- Non usare le forme passive: meglio optare per forme attive con verbi d'azione.
- Non usare acronimi e termini non comprensibili a chi non è esperto di settore.
- Mai dire bugie: fiducia e credibilità sono tra i valori aggiunti più apprezzati.
- Non inserire informazioni secondarie, che non c'entrano con la posizione.
Come superare la prima selezione con un CV a prova di ATS
Gli ATS, acronimo per Applicant Tracking System, sono dei programmi a cui è affidata la prima lettura del curriculum. Sono un modo per velocizzare la scrematura delle candidature e, per questo, sono sempre più usati dalle aziende. Gli ATS stabiliscono se il curriculum è adatto oppure no in base a un criterio prevalente: la presenza di determinate parole chiave. Queste keyword sono termini specifici legati al ruolo e alle mansioni tipiche di un assistente alla poltrona, spesso ripresi direttamente dalla job description o dal sito dell'azienda.
Ma come si fa un curriculum a prova di ATS? Seguendo i consigli qui sotto.
- Il primo 'ingrediente' che serve sono le keyword, da cercare nella job description: sono quelle che caratterizzano il ruolo e le principali competenze che richiede.
- Distribuisci le keyword nel tuo curriculum da assistente alla poltrona in posizioni di rilievo, come titoletti o parti di testo in bold.
- Non dare per scontato che l’ATS capisca le abbreviazioni: se non coincidono con quelle usate nella job description, non usarle.
- Anche se visivamente efficaci, grafici, diagrammi e simili possono creare problemi agli ATS. Opta piuttosto per strutture semplici e lineari.
- Organizza tutte le informazioni in modo strutturato e salva in .pdf, che è il formato preferito anche dagli ATS.
Se sei in cerca di un modello di curriculum a prova di ATS, ma anche semplicissimo da modificare, con opzioni di layout e formattazione in linea con i più recenti trend di mercato, prova subito gli strumenti di Jobseeker. Sono fatti apposta per chi, come te, sta cercando lavoro e ti aiuteranno a impostare un perfetto curriculum da assistente alla poltrona.
I nostri curriculum vitae sono fatti apposta per adattarsi alle esigenze e agli standard di ogni settore: bastano pochi click per crearne uno su misura.
Domande frequenti e risposte: tutto sul curriculum da assistente alla poltrona
La lettera di presentazione è un alleato indispensabile del curriculum vitae: serve a completarlo e ad arricchirlo, dando un'idea più approfondita di te. In particolare, consente di mettere a fuoco le caratteristiche che ti rendono il candidato ideale e le ragioni per cui vuoi lavorare proprio in quel ruolo e non in altri. Detto altrimenti, fa emergere il tuo valore aggiunto.
Vediamo come organizzare la lettera per renderla utile. Prima di tutto, non serve dilungarsi: serve in tutto una pagina, comprese intestazione con i dati di contatto e chiusura. In mezzo, scrivi un paragrafo per spiegare chi sei e altri due, al massimo tre, per articolare i tratti salienti del tuo profilo.
Tre regole d'oro per una lettera impeccabile: vai dritto al punto; usa caratteri che si leggono bene; scegli lo stesso stile grafico del CV. Così comunicherai ai recruiter chiarezza, professionalità e coerenza.
Addesso non ti resta che prendere ispirazione dagli esempi di lettera di presentazione di Jobseeker, creati secondo le linee guida degli esperti di settore.
Se hai molta esperienza come assistente alla poltrona, il tuo curriculum deve raccontarla: è un punto di forza che sicuramente aggiunge valore al tuo profilo. Occhio però a non esagerare con la lunghezza.
Per fare un buon lavoro bisogna fare una buona selezione: scegli soltanto le esperienze professionali e le competenze davvero utili, e cioè quelle che rappresentano le tappe decisive del tuo percorso e quelle indispensabili per ottenere l'impiego.
Le informazioni che non sono pertinenti, oppure troppo datate, non devono trovare spazio. Quelle importanti, invece, vanno descritte in modo sintetico ma preciso, con i dati principali bene in evidenza. Non dimenticare di usare l'ordine cronologico inverso (dalla più recente alla meno recente).
Lo scopo di un buon titolo, in un curriculum da assistente alla poltrona, è quello di catturare subito l'attenzione di chi legge, riassumendo in poche parole chi sei professionalmente. Il titolo, o headline, è infatti l'elemento che i recruiter leggono per primo, e che deve indurli a proseguire la lettura.
Un buon titolo deve essere chiaro e semplice. È quindi raccomandabile includere sempre il ruolo, accompagnato da un paio di parole chiave. Gli aggettivi sono da valutare con molto criterio: in teoria possono renderlo più accattivante, ma se non sono scelti bene faranno l'effetto opposto. Nel dubbio, meglio lasciar perdere.
Usare le parole chiave nel titolo contribuisce anche a rendere il curriculum gradito agli ATS, così che possano procedere con la scansione. I termini troppo generici, o le formule vuote, sono invece da evitare. Vincono sempre sintesi, precisione e pertinenza.
Di seguito dei buoni esempi di titolo, distinti per grado di esperienza.
- Assistente alla poltrona junior
- Assistente alla poltrona
- Assistente alla poltrona con esperienza
Ci sono tanti modi di presentare la propria esperienza: il CV cronologico evidenzia la progressione temporale, il CV funzionale valorizza le competenze, quello misto combina entrambi, il curriculum creativo punta sull’impatto visivo. La scelta giusta non è universale: è quella che riflette meglio i tuoi obiettivi.
Sei un assistente alla poltrona che ha tanti anni di esperienza? Avrai bisogno di un paio di pagine, rigorosamente organizzate, per raccontarla al meglio. Sei all’inizio della carriera? Una pagina ben scritta potrà bastare, se mette in luce i punti giusti. La scelta del modello di CV parte sempre da qui: da quanta strada hai già percorso.
Immagina un CV rigoroso, elegante, in bianco e nero, e un CV caratterizzato da colori ed elementi grafici. Quale è il migliore? Dipende dal contesto. Alcuni ruoli richiedono sobrietà assoluta, altri permettono più libertà creativa. Per questo motivo anche il settore è fondamentale nella nella scelta del formato.
Come personalizzare, modificare e aggiornare lettere di presentazione e CV nel modo più facile e veloce? Con i nostri modelli di lettera di presentazione e di CV.
Il segreto (in sintesi) per un curriculum da assistente alla poltrona efficace
Le prime parole d'ordine per un perfetto curriculum da assistente alla poltrona sono chiarezza e struttura, perché il CV deve prima di tutto essere ben organizzato e da leggere in pochi secondi. Usa sezioni ben definite, elenchi puntati, parole chiave, il tutto in un layout ordinato in grado di accompagnare scorrevolmente la lettura. Per quanto riguarda le informazioni da includere, ogni riga dovrebbe rispondere a una sola domanda: 'Perché questo dato è utile per avanzare nella selezione?'. Concentrati sui fatti: obiettivi raggiunti, risultati misurabili, esperienze che parlano chiaro.
Infine, ricorda di adattare il CV alla candididatura, esplicitando con sincerità la tua motivazione, e scegli strumenti ad hoc, come quelli di Jobseeker, per risparmiare tempo e concentrarti esclusivamente su ciò che conta (ottenere colloquio e lavoro!).
Materiale consultato:
- Università Cattolica del Sacro Cuore, Gli strumenti per la ricerca attiva del lavoro
- Jobseeker, Trend e statistiche dal mondo delle Risorse Umane
Stupisci i datori di lavoro con il tuo CV
Una guida step by step per creare un curriculum vitae professionale in pochi minuti.
